Pittura della sorgente

Nel corso della storia d’Europa e del mondo occidentale, i pittori hanno ricercato e sviluppato dei modi per esprimere sentimenti ed esperienze per loro importanti, e quindi spesso anche tipici della propria epoca e del proprio luogo geografico, ognuno influenzato e positivamente legato alla scuola, tradizione, sensibilità, destrezza tecnica, e moda pittorica, in essere in quel momento e in quel luogo.

Anche Sri Chinmoy nella sua pittura e nelle altre arti, esprime sentimenti ed esperienze per lui importanti. Nel suo caso però queste non hanno a che vedere con la sua epoca ed il suo luogo, ma con tutte le epoche e con tutti i luoghi; non hanno a che vedere con tradizioni e detrezza tecnica pittorica, ma con la comunione con la più alta esperienza, e per quanto riguarda l’aspetto tecnico della sua pittura, non parliamo di una ricerca espressiva, ma è la stessa spontaneità profonda di Sri Chinmoy, che si esprime direttamente nei suoi dipinti.

Sri Chinmoy: “Di solito quando dipingo ricevo della gioia interiore e scoperta interiore. Quando dipingo, scopro qualcosa che non conoscevo prima. È per questo che quando dipingo ricevo il più delle volte grandissima gioia.”

Nella pittura, sentimenti ed esperienze possono venir espressi in due modi: raffigurando una scena realistica, oppure tramite una pittura astratta. Il “racconto” del sentimento-esperienza può essere svelato dal significato esteriore della scena e/o dall’impressione che la scena rappresentata infonde nell’osservatore. Un’Annunciazione ad esempio, vuol comunicare un sentimento spirituale sia (si suppone) tramite la bellezza delle forme e dei colori, sia tramite il racconto fisico dell’avvenimento divino, la raffigurazione della scena. Nella pittura astratta, si arriva ad eliminare del tutto la raffigurazione di una scena fisica (ritratto, paesaggio, avvenimento) per lasciare “solo” forme e colori (o non-forme e non-colori) a comunicare il sentimento-esperienza. Probabilmente questa comunicazione avviene in modo ancora più diretto in quest ultimo caso, che non in un quadro figurato, “limitato” dalla necessità di una rappresentazione anche fisica.

Si può infatti dire che un dipinto astratto, non essendo intrappolato in una forma fisica, essendo “libero dalla forma”, sia più efficace nel comunicare un’esperienza o un sentimento… o che un sentimento o esperienza riescano a esistere con naturalezza senza-la-forma, e invece risultino “costretti” o ingabbiati quando debbano sottostare ad una forma fisica.

I dipinti di Sri Chinmoy sono forme libere, colori liberi, che esprimono la gioia, la luce, e i sentimenti e le esperienze più elevati, luminosi, e vasti. Si parla di qualità “elevate” e “luminose” perché Sri Chinmoy ha meditato per ore e ore al giorno da giovane in India: allo stesso modo in cui un virtuoso del pianoforte, avendo studiato per ore e ore, riesce a suonare della musica di altissima qualità, così uno yoghi è un esperto della più alta meditazione.

Quando uno yoghi si separa del tutto dal suo legame-dipendenza con la vita ordinaria, ed inizia a vivere costantemente nella luce della più alta consapevolezza, arriva al punto chiamato Realizzazione, che significa che la persona vive sempre nella luce, ed illumina completamente la propria esistenza, dentro e fuori. La luce esiste ed è a disposizione di tutti, basta immergersi in essa. Ma una persona “normale”, media, dal punto di vista spirituale, vive per così dire chiuso in una stanza, con le finestre oscurate… deve fare uno sforzo per aprire le finestre, e poi un giorno per venirne fuori, per essere illuminato dal Sole.

È per via della sua Realizzazione, che Sri Chinmoy ha la possibilità di creare dei dipinti che esprimono solo luce e qualità positive profonde come pace, amore, delizia, consapevolezza, ecc.

Ogni pennellata, ogni “gesto” di colore, ogni forma di un suo “Jharna Kala” esprime, come un faro, delle qualità spirituali… Ma così come solo un esperto d’arte o una persona molto sensibile, è profondamente commosso nel guardare la Gioconda, così per essere colpiti, per ricevere un po’ delle qualità interiori di un Jharna Kala, bisogna naturalmente possedere almeno un po’ di sensibilità spirituale… e così come un esperto d’arte di solito non nasce tale, un esperto di meditazione di solito deve formarsi e crescere come tale. Per alcuni sarà facile e spontaneo sentire la gioia dei dipinti di Sri Chinmoy subito, nel proprio cuore; per altri ci vorranno alcuni mesi di pratica della meditazione. Ma quando il “cuore” spirituale di chiunque è in una certa misura sveglio e attivo, quella persona sentirà qualcosa di profondamente speciale in un dipinto di Sri Chinmoy.

Stefano

LINKS
english – https://www.srichinmoyart.com/
italiano – https://it.srichinmoycentre.org/jharna-kala

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