Kundalini

Kundalini: Il potere della Madre Divina

Kundalini: The Mother-Power

https://www.srichinmoylibrary.com/kmp (inglese)

Introduzione dell’Autore

Dio è per noi sia Madre che Padre: ha insieme le qualità maschili e femminili. Il potere-kundalini è il potere della Madre Suprema, dell’aspetto materno del Divino. Talvolta la Madre vuole giocare con i propri figli, cui piace osservare il potere materno che hanno acquisito; altre volte, per provare la loro forza, dà vita ad ogni genere di giochi e scende al livello dei figli per mostrare loro quanto potere possano ottenere agendo correttamente. I figli restano incantati, affascinati e pensano: “La Madre è proprio forte e potente!

La Madre deve scendere considerevolmente per mostrare il proprio potere; mostra alcuni miracoli ed i figli vogliono imparare a fare la stessa cosa. La Madre dice: “Per prima cosa imparate questo gioco”, quindi rende manifesto il suo potere e la sua coscienza più alti. Allora i figli, stupiti, esclamano: “Ecco com’è la Madre!” E iniziano a praticare amore, devozione e abbandono. Quando vedono la Madre nel suo aspetto più elevato, nella sua vera Forma, sentono che i poteri derivati dalla kundalini non sono nulla, è come giocare con piccole fiamme e scintille.

L’energia kundalini è certamente un potere, ma reca in sé una forte inquietudine; di solito è come una scimmia, la cui caratteristica è l’agitazione. Ma il vero potere spirituale, il potere della Madre Suprema del più alto livello, non è così. Quando ci serviamo del potere spirituale, diamo vera pace.

Anche se ci serviamo del potere-kundalini per lo scopo giusto, non saremo in grado di donare pace, luce e beatitudine in misura illimitata. Per quanti miracoli mostriamo, la persona che li vedrà ne otterrà gioia solo per cinque minuti e poi diverrà gelosa perché non è in possesso di tale potere. Infine, se la volta successiva non le mostreremo questa nostra facoltà, si arrabbierà e dubiterà: penserà che le nostre capacità sono limitate, che possiamo fare miracoli solo di tanto in tanto. Il potere kundalini può fare ogni genere di prodigi, ma quando si tratta di elevare la coscienza di qualcuno, non è in grado di innalzarla nemmeno di un millimetro. Per fare ciò ci vuole il potere spirituale, ossia il potere che proviene dalla Dea Suprema al suo più alto livello.

Vogliamo seguire il sentiero dello yoga della kundalini?

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Editoriale: Sri Chinmoy, invitato dal Professor James Carse, preside del Dipartimento delle Religioni dell’Università di New York, tenne una serie di lezioni sullo yoga della kundalini nel Febbraio e Marzo del 1973.

Vogliamo seguire il sentiero dello yoga della kundalini? Allora non dobbiamo dormire, non dobbiamo lasciarci andare nel mondo dell’oscurità e della notte. Il mondo dell’oscurità indebolisce le nostre potenzialità interiori, il mondo della notte distrugge le nostre possibilità esteriori. Una volta indebolite le potenzialità interiori, la nostra vita diventa travagliata, e una volta distrutte le possibilità esteriori, diventa insopportabile.

Le nostre potenzialità interiori possono crescere senza rischi solo nel cuore del potere-Madre, la kundalini. Le nostre possibilità esteriori diverranno realtà quando saremo ai piedi del Potere della Madre, la kundalini.

Vogliamo seguire il sentiero dello yoga della kundalini? Allora dobbiamo essere dotati di una volontà ferrea, dobbiamo affrontare coraggiosamente il mondo dell’ignoranza e dell’incoscienza. L’ignoranza ci soggioga all’impotenza e incapacità. Quando ci sentiamo incapaci, il potere della Madre che è in noi si sente impotente. Quando ci sentiamo impotenti, il potere della Madre in noi, infaticabilmente ci dà coraggio, ci ispira, ci illumina con la Sua compassione infinita.

Vogliamo seguire il sentiero yoga della kundalini? Allora dobbiamo amare. Dobbiamo amare la Madre in noi, la Madre davanti a noi, e la Madre intorno a noi. In noi, Ella è il sentimento sublime dell’anima; davanti a noi, Ella è bella; intorno a noi, Ella è potente. Abbiamo bisogno della Madre dell’Anima per giocare il gioco Cosmico della vita, ci è necessaria la Madre della Bellezza per cantare il Canto Cosmico della vita, ci occorre la Madre del potere per danzare la Danza Cosmica della vita. Il gioco della vita ci infonde energia, il Canto della vita ci dona luce, la Danza della vita ci rende immortali. La nostra energia è per il mondo, perché il mondo la usi; la nostra luce è per il mondo, perché renda gloria al mondo; la nostra immortalità è per il mondo, perché il mondo ne faccia tesoro.

Vogliamo seguire il sentiero yoga della kundalini? Allora nella nostra vita il potere deve venire per primo e dev’essere la cosa più importante della nostra vita. Quando il potere divino è la nostra prima scelta, la paura ci abbandona. Quando il potere divino è la nostra scelta definitiva, il dubbio ci lascia. Quando la paura ci abbandona, diventiamo ciò che volevamo essere: guerrieri divini. Quando il dubbio ci abbandona, diveniamo ciò che eravamo in origine: il Sé Universale.

Vogliamo seguire il sentiero yoga della kundalini? Allora dobbiamo sentire che ogni secondo della nostra vita è importante quanto un intero anno, e comprendere che ogni anno è colmo di tante opportunità quanti ne sono i secondi. Ogni secondo ci conduce verso la Realizzazione o verso la frustrazione, ogni anno ci conduce verso la Verità trascendente o verso la falsità più profonda.

La Verità ci dice che siamo i figli eletti di Dio. Abbiamo bisogno di Dio per raggiungere la massima Altezza e Dio ha bisogno di noi per manifestarla. La falsità ci dice che siamo gli strumenti della morte e che essa ha un urgente bisogno di noi. La Verità trascendente ci invita; la falsità più profonda ci impaurisce. Quando la verità trascendente ci invita, sentiamo di essere nient’altro che il Supremo. Quando la falsità più profonda ci impaurisce, sentiamo di essere gli eterni schiavi dell’ignoranza, dell’incoscienza, e della morte.

Vogliamo seguire il sentiero yoga della kundalini? Allora abbiamo bisogno di Purezza nei pensieri e Purezza nelle azioni. Con un pensiero puro costruiamo il più forte ed il più grande palazzo dell’amore e dell’Appagamento. Tramite un pensiero impuro demoliamo questo medesimo palazzo. Diamo origine ad un’idea pura e divina quando sentiamo di essere di Dio e per Dio. Diamo origine ad un’idea impura, non-divina, quando sentiamo di essere dell’ignoranza inconoscibile e per l’ignoranza nota ed ignota. Con un’azione pura diveniamo il salvagente del mondo che aspira, con un’azione impura diveniamo i distruttori del mondo intero.

Vogliamo seguire il sentiero yoga della kundalini? Allora dobbiamo sapere che la nostra essenza è il potere della Delizia Celeste e la nostra esistenza è il potere della pace terrena. Con il potere della Delizia iniziamo, con il potere della pace terminiamo.

Conferenza del 14 Febbraio 1973

Prana ed il potere dei chakra

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Lo yoga della kundalini è lo yoga del prana, il prana è l’energia di vita o il principio di vita dell’universo. Ci sono tre canali principali, che in sanscrito vengono chiamati nadi, nei quali scorre quest’energia di vita: ida, pingala e sushumna. Questi canali si trovano nel nostro fisico sottile e non nel fisico grossolano. Ida conduce la corrente di energia di vita nella parte sinistra del corpo, pingala nella parte destra, e sushumna al centro della colonna vertebrale. Sushumna è il più importante dei tre nadi; riceve un flusso incessante di energia di vita dalla luce della coscienza universale. C’è una connessione interiore di ida e pingala con lo zodiaco ed i pianeti. Ida ha una connessione speciale con la Luna ed il pianeta Mercurio, perciò le sue qualità principali sono la calma e la mitezza. Pingala è connesso con il Sole e Marte, perciò le sue qualità sono la potenza e il fervore dinamico.

Ida governa la narice sinistra, pingala la narice destra. Quando inspiriamo ed espiriamo principalmente attraverso la narice sinistra, dobbiamo sapere che è ida che sta funzionando; quando inspiriamo ed espiriamo attraverso la narice destra è pingala ad essere in azione, e quando entrambe le narici funzionano, dobbiamo sapere che è sushumna che sta agendo. Alle volte avviene anche che ida funzioni per l’inspirazione e pingala per l’espirazione.

Ida, pingala e sushumna si incontrano in sei punti diversi; ogni punto d’incontro forma un centro e ogni centro è circolare come una ruota. La filosofia spirituale Indiana chiama questi centri chakra, ma sono anche chiamati loti, perché assomigliano al fiore del loto. Questi sei centri, di cui si sente spesso parlare, si chiamano muladhara, svadhisthana, manipura, anahata, vishuddha e ajna. Nel cervello c’è anche un altro centro che è chiamato sahasrara; dal momento che è nel cervello e non lungo la colonna vertebrale, non viene enumerato insieme agli altri centri. Oltre a questi sei centri, ci sono molti altri chakra nel fisico sottile: nel ginocchio abbiamo un chakra, anche nelle dita dei piedi e nella punta delle dita ne abbiamo, ma sono chakra minori e normalmente non vengono nominati.

Il chakra della radice, o loto muladhara, ha quattro petali che sono di colore rosso e arancione. Il chakra della milza, svadhisthana, ha sei petali, i quali sono arancione, blu, verde, giallo, viola, e rosso sangue. Il rosso sangue è il colore prevalente in questo chakra. Il chakra dell’ombelico, manipura, ha dieci petali di colore rosa, arancione e verde, che è prevalente. Il chakra del cuore, anahata, ha dodici petali, il cui colore è l’oro lucente. Il centro della gola, il loto vishuddha, ha sedici petali, i cui colori sono blu e verde. Il centro della fronte, ajna, ha solo due petali, ma in ciascun petalo ci sono quarantotto petali e qui il colore è il rosa. Il centro della testa, sahasrara, ha mille petali o, per essere precisi, novecentosettantadue. Questo centro ha in sé tutti i colori, ma il colore predominante è il viola.

La coscienza universale include la Musica universale. Da ciascun chakra, dove si raccoglie l’energia di vita della coscienza universale, viene prodotta una nota musicale. Da sahasrara è prodotta la nota shadja o “sa”, chiamata DO nella musica occidentale. Da vishuddha è prodotto gandhara o “ga”, che voi chiamate MI. Da anahata è prodotto madhyama o “ma”, che chiamate FA. Da manipura è prodotta panchama o “pa”, che chiamate SOL. Da svadhisthana è prodotto dhaivata o “dha”, che chiamate LA. Da muladhara è prodotto nishada o “ni”, che voi chiamate SI.

Ci sono sette mondi che corrispondono ai sette chakra: muladhara corrisponde a Bhurloka; svadhisthana corrisponde a Bhuvarloka; manipura corrisponde a Svarloka; anahata corrisponde a Jnanaloka; vishuddha corrisponde a Tapoloka; ajna corrisponde a Maharloka e sahasrara corrisponde a Satyaloka. Ogni mondo ha un proprio simbolo: Bhurloka ha per simbolo la Terra, Bhuvarloka l’acqua, Svarloka il calore, Jnanaloka l’aria, Tapoloka l’etere, Maharloka l’energia e Satyaloka lo spazio infinito.

Per ogni centro c’è uno speciale potere-madre, una delle manifestazioni della Madre Suprema. Questi poteri della Madre sono conosciuti come Brahmi, Parameshwari, Kaumari, Vaishnavi, Varahi, Indrani e Chamunda. Ciascuno ha una sua sede particolare. Brahmi è il potere della Madre che incarna e pervade lo spazio infinito, essa governa tutti i chakra; Brahmi si trova nel sahasrara o chakra del cervello, che è il loto dai mille petali. Da lì governa i centri che sono sotto di esso: ajna, vishuddha, anahata, manipura, svadisthana e muladhara. Parameshwari si trova nel chakra ajna, il centro della fronte. Da lì governa ajna e i chakra che sono sotto di esso. Kaumari si trova in vishuddha, il centro della gola e governa vishuddha e i chakra sotto di esso. Vaishnavi si trova nel chakra anahata, il centro del cuore, e governa gli altri centri sotto di esso. Varahi, che si trova nel centro dell’ombelico, governa i livelli inferiori: manipura, svadhisthana, muladhara. Indrani governa svadhisthana, nella milza, e muladhara alla base della colonna vertebrale. Chamunda governa solo su muladhara.

Ciascun centro è anche presieduto da una Divinità, un Dio Cosmico. Brahma è la Divinità che presiede muladhara; Rudra è la Divinità che presiede svadhisthana; Vishnu, manipura; Iswara, anahata; Sadashiva, vishuddha; Shambhu, ajna; e Paramashiva è la Divinità che presiede sahasrara.

Questi centri possono essere aperti in diversi modi. Il metodo usuale di coloro che praticano lo yoga della kundalini è di concentrarsi intensamente su ogni centro, invocando con tutta l’anima il potere della Madre o la Divinità che lo presiede. In ogni caso tutti i Maestri spirituali, dalla profondità della loro esperienza, affermano che è meglio aprire per primo il centro del cuore e poi provare ad aprire gli altri centri. Se si apre per primo il centro del cuore, in pratica non ci sono rischi, ma se si comincia con il chakra muladhara o svadhisthana o ajna, si corrono gravi pericoli. Ci sono anche alcuni cercatori che non seguono per niente questo metodo. Essi non s’interessano del potere occulto, si preoccupano soltanto dell’amore, della luce e della Verità di Dio. Imparano a meditare molto profondamente e se hanno fatto considerevoli progressi nella meditazione, i loro centri si aprono automaticamente. Attraverso la Grazia dell’Assoluto Supremo questi centri possono essere aperti anche senza la meditazione.

Se sono aperti senza un’appropriata purificazione, il cercatore ne patisce gravi sofferenze. È come giocare col fuoco, o con un coltello affilato: potrebbe rovinare la vita degli altri o la propria.
Dobbiamo sapere che i poteri miracolosi che si ottengono quando questi centri sono aperti non sono in realtà per niente miracolosi o insoliti, nel mondo interiore. Sono poteri assolutamente normali e naturali, e nel mondo interiore sono usati continuamente dai Maestri spirituali. Solo quando si manifestano sul piano fisico, sembrano insoliti o miracolosi.

Tutti i veri Maestri spirituali hanno questi poteri, però non è necessario essere un Maestro spirituale del livello più elevato per possederli; non è necessario neppure essere un grande cercatore. Anche colui che conduce una vita normale, ordinaria, non-divina può sviluppare questi poteri.

In India mi sono imbattuto in alcuni cercatori, che non posso definire sinceri, i quali possedevano alcuni poteri occulti, o poteri della kundalini dei quali, nella maggior parte dei casi, facevano cattivo uso. Costoro aprivano il terzo occhio per sapere che cosa la fidanzata pensasse di loro… questo è assurdo: avrebbero potuto servirsi del terzo occhio per distruggere i loro pensieri negativi, oscuri e impuri; ne possedevano la capacità, ma non l’hanno sfruttata. Conosco anche qualcuno che ha utilizzato il suo potere occulto per minacciare di notte i suoi nemici e costringerli, la mattina successiva, ad agire a suo piacimento. Usando il suo potere occulto, il suo terzo occhio, questa persona ha trasformato in propri schiavi i suoi nemici, mentre avrebbe potuto usare la stessa capacità per conoscere la Volontà di Dio nella vita propria ed altrui. Se fosse stata Volontà di Dio accelerare il progresso spirituale di qualcuno, avrebbe potuto usare il suo terzo occhio per aiutarlo. Ogni centro ha qualcosa di speciale da offrire, quando è usato in modo appropriato, e diventa un vero dono al Pilota Interiore e a tutto il genere umano.

Dev’essere chiaro che l’apertura dei centri non significa che si sta realizzando Dio o che si è prossimi alla Realizzazione; l’apertura non precede necessariamente la Realizzazione di Dio, affatto! La Realizzazione di Dio non ha niente a che fare con l’apertura dei centri. Non importa quanti centri siano stati aperti; anche l’apertura di tutti e sette i centri non sta a dimostrare che si è sul punto di realizzarsi o che si è raggiunta la Realizzazione. Dal più alto punto di vista spirituale l’apertura dei chakra appare come il gioco che una madre fa con i propri figli al parco. Ai bambini piace giocare, perciò la madre mostra le sue capacità. Non lo fa per orgoglio, o vanità, ma solo perché sa che questo divertirà i figli. Gioca perché in tal modo può dargli gioia e renderli contenti. Generalmente sono Lord Shiva – a livello del sahasrara – e la sua consorte Shivani – a livello del muladhara, dove la kundalini è più profondamente addormentata – a giocare. Quando giocano con i propri figli nel mondo interiore, i poteri occulti iniziano ad attivarsi.

Ora, iniziamo con il primo chakra, che è muladhara, il chakra della radice. Acquisendo padronanza sul centro muladhara, una persona può diventare invisibile a proprio piacimento, può vincere tutte le malattie, e conoscere e scoprire qualsiasi cosa desideri. Se vuole svelare la compassione di Dio, la luce di Dio, e l’amore di Dio per lui, ha la possibilità di farlo. Se invece usa lo stesso potere per sapere cosa accade nella mente degli altri o cosa avverrà nella propria vita esteriore… o ancora, spinto dalla curiosità, per sapere se scoppierà la terza guerra mondiale… allora questo potere è usato scorrettamente.

Quando una persona, che ha padronanza sul muladhara, vede che qualcuno ha contratto una certa malattia, deve comprendere se essa è meritata o se è il risultato di un attacco ostile. Naturalmente, se quella persona ha fatto qualcosa di sbagliato, secondo la legge del karma merita il castigo. Se invece la malattia non è dovuta al karma ma è veramente un attacco di una forza ostile, e se è Volontà di Dio che questa malattia debba essere curata, naturalmente una persona spirituale che ne ha le capacità dovrebbe curarla. Se invece lo fa per sua volontà o se agisce in modo non-divino e solo per mettersi in mostra, infrange la legge cosmica. La persona si ristabilirà, ma proprio questa guarigione agirà in realtà contro entrambi, il guaritore e l’ammalato, accrescendo la loro ignoranza e le loro qualità autodistruttive. Quindi il guaritore deve sapere se è nella Volontà di Dio che tale persona venga guarita. Solo allora potrà curarla, altrimenti dovrà restare in silenzio e non fare nulla. Ci si potrebbe chiedere, come può egli vedere qualcun altro soffrire e non far niente? Se il suo cuore è davvero grande, andrà in profondità dentro di sé e vedrà chi sta soffrendo in e attraverso l’individuo. Vedrà che è Dio che di proposito vive una certa esperienza attraverso quella persona.

Svadhisthana, il chakra della milza. Quando si acquista padronanza sul chakra svadhisthana si ottiene il potere dell’amore. Si prova amore per tutti e si è amati da tutti, sia dagli esseri umani che dagli animali, ed è qui che molto spesso le persone perdono il sentiero della luce e della Verità. L’amore divino è espansione, e l’espansione è illuminazione. L’amore può esprimersi come un’espansione della nostra divina consapevolezza. O può esprimersi come piacere. Quando il centro svadhisthana è aperto, il vitale inferiore, le forze sessuali, cercano di abbassare la coscienza del cercatore; ma se in quel momento egli ha la capacità di far scendere abbondante Purezza dal centro anahata, il centro del cuore, quest’impurezza verrà trasformata in Purezza, e con il tempo la Purezza si trasformerà in sempre appagante e duratura Divinità. Se però il cercatore non riesce a far scendere Purezza, avviene una reale distruzione della sua vita. Il vitale inferiore agisce con la massima violenza e potenza, e qualche volta diventa peggiore del vitale inferiore delle persone comuni. Queste ultime non traggono piacere dalla sfera vitale allo stesso modo in cui succede ad alcuni cercatori dopo l’apertura del centro svadhisthana.

Manipura, il chakra dell’ombelico. Se una persona acquista padronanza su questo centro, vince il dolore e la sofferenza. Qualunque cosa gli accada nella vita, non sarà mai triste né infelice. Ma questo centro può creare problemi allo stesso modo del centro svadhisthana, anch’esso è pericoloso. Se usato in modo scorretto, il potere che viene dal chakra Manipura può creare sofferenza agli altri, e colui che lo possiede sarà perciò esposto alle maledizioni del mondo. Questo centro, come il centro ajna, può mostrare al cercatore dove un parente o una persona cara è andata dopo la morte, come la persona sta passando attraverso il mondo vitale ed entrando nel mondo sottile e nei piani più elevati. Rivela così in che modo l’anima passa da un rivestimento all’altro dopo la morte. Questo centro dà anche il potere della trasformazione, che permette di ingrandire un oggetto, o ridurlo fino a una dimensione infinitesimale. Possiede inoltre un potere curativo. Come ho detto prima, se questo viene usato in modo appropriato, secondo la Volontà di Dio, allora è una benedizione, altrimenti è una vera maledizione.

Anahata, il chakra del cuore. Qui il potere è incredibile. Un cercatore in grado di dominarlo ha libero accesso sia al mondo visibile sia a quello invisibile. Il tempo e lo spazio si arrendono a lui. Usando questo centro si può viaggiare in ogni parte del mondo in pochi secondi attraverso il corpo sottile; ma facendolo si corre un grande rischio. Supponiamo che il cercatore voglia viaggiare in modo occulto e spirituale in Europa per vedere cosa stia succedendo laggiù. Se non ottiene la dovuta “approvazione” dagli altri centri o se questi non collaborano, potrebbero non permettere più all’anima di tornare nel corpo dopo il suo viaggio. In India conosco non pochi casi in cui gli yoghi hanno lasciato il corpo attraverso il centro del cuore senza chiedere l'”aiuto” agli altri centri, ottenerne il permesso, o senza “informarli”. Hanno sentito che gli altri centri non possedevano la stessa capacità e qualità del cuore e così hanno usato solo quest’ultimo, provocando la “gelosia” di tutti gli altri… la gelosia è ovunque, nel mondo esteriore così come nel mondo interiore. Persino gli Dei Cosmici sono soggetti alla gelosia… così gli altri centri non permettono all’anima di tornare nel corpo. Se un cercatore usa questo potere, deve chiedere il permesso prima di tutto al Pilota Interiore; se esso dà la sua approvazione, gli altri centri non possono creare alcun danno, dato che il Pilota Interiore ha infinitamente più potere di essi.

Nel centro anahata si può provare la più sublime beatitudine dell’unità, ed ottenere pura gioia. Ogni persona può guardare un fiore ed ottenere gioia, ma non tutti possono godere dell’intensità della gioia che il fiore incarna. Se invece una persona apre il centro del cuore e guarda un fiore, immediatamente tutta la gioia, tutta la Bellezza che esso possiede, diverrà sua. Se il cercatore guarda il mare infinito, dentro il suo cuore sentirà il mare infinito. Egli guarda il cielo immenso, entra nel cielo e diventa il cielo; ogni cosa vasta, pura, divina e sublime che vede, può subito sentirla come veramente sua e può “diventare” quella stessa cosa. Non c’è una distanza incolmabile tra ciò che guarda e ciò che egli è; nella sua coscienza s’identifica direttamente con quello che vede.

Questa non è immaginazione, niente affatto. Questo cuore è un cuore divino che incarna la coscienza universale. Il cuore spirituale non è il cuore che troviamo nel nostro corpo fisico, è ampio oltre ogni dire ed è più ampio della stessa coscienza universale. Diciamo sempre che non ci può essere niente di superiore alla coscienza universale, ma questo è sbagliato. Il cuore spirituale ospita la coscienza universale. Questo centro è veramente sicuro quando ce ne serviamo per identificarci con l’immensità, con la Bellezza della natura. Quando invece ce ne serviamo per viaggiare oltre i limiti del corpo, corriamo dei rischi.

Vishuddha, il chakra della gola. Colui che ha padronanza su vishuddha ha la capacità di offrire al mondo messaggi divini. La natura universale gli rivela i suoi misteri eterni e nascosti, e s’inchina a lui, permettendogli di conservare eterna giovinezza. Il mondo esteriore si abbandona a lui, il mondo interiore lo abbraccia. Riceviamo “messaggi” da diversi piani di coscienza, ma quando si riceve un messaggio dal centro vishuddha, il messaggio è sublime ed eterno. Quando questo centro è aperto, il cercatore riceve messaggi direttamente dall’Altissimo e si fa suo portavoce. Può diventare un poeta, un cantante o un pittore, in quanto tutte le forme d’arte si manifestano attraverso questo centro. Esso è aperto in molti individui e funziona in relazione tanto al grado di apertura, quanto allo sviluppo personale. Questo centro presenta pochi rischi, è mite, non interferisce con gli altri centri ed essi fanno altrettanto.

Ajna, o terzo occhio, il chakra della fronte. Chi ha padronanza sul centro ajna distrugge il suo passato oscuro, sollecita l’arrivo di un futuro radioso, e vive il presente in modo veramente appagante. I suoi poteri psichici ed occulti superano ogni limite, sono infiniti. Il chakra ajna situato tra le sopracciglia, un po’ sopra di esse, è il centro più potente. La prima cosa che il cercatore fa quando apre il terzo occhio, se lo apre in modo appropriato, è di distruggere il passato privo di luce, di aspirazione, e di Divinità. Ora noi vediamo qualcosa, ne facciamo l’esperienza, ma c’è separazione tra la nostra esperienza e la cosa che stiamo sperimentando. Quando il centro ajna è aperto sperimentiamo la cosa in sé, diventiamo un tutt’uno con la cosa che stiamo sperimentando, vedere e diventare vanno di pari passo. Vedere è diventare e diventare è vedere. Per questo motivo l’aspirante che ha aperto il terzo occhio vuole cancellare il passato dalla sua memoria. Supponiamo che in quest’incarnazione egli sia diventato uno yoghi; quando guarda indietro alla sua precedente incarnazione, magari vede che era un ladro o qualcosa di peggio. Poiché non vuole entrare ancora in quell’esperienza, cercherà di distruggere quella parte del suo passato; ora ha il potere necessario per farlo.

Quando si realizza Dio, il passato è automaticamente cancellato. Come ho detto prima, l’apertura del terzo occhio o di qualche altro centro, non significa che si è realizzato Dio. Quando questo avviene, il passato oscuro, impuro e non-divino è illuminato e allo stesso tempo annullato. Nel momento della Realizzazione di Dio ha luogo l’illuminazione; è come uscire da una stanza oscura ed entrare in una stanza illuminata: c’è luce dove prima era tutto oscuro. La Realizzazione di Dio è un’immediata illuminazione.

Con il chakra ajna, il passato può essere annullato e il futuro portato nell’immediatezza dell’oggi. Se si sa che di qui a dieci anni si farà o si otterrà qualcosa, o si crescerà in qualcosa, usando il terzo occhio si può raggiungere oggi quella cosa. Non si deve aspettare dieci, quindici, vent’anni.

Se però si rende attuale il futuro che ci attende, a volte può sorgere qualche pericolo. È accaduto molte volte che il futuro di un individuo fosse davvero radioso e splendente; ma una volta portato nell’immediatezza del presente, con la sua grandezza esso ha sconcertato e spaventato il cercatore. Il cercatore è come un giovane elefante, la sua forza sta crescendo, e tra dieci anni sarà molto potente, ma se il potere arriva subito potrebbe non esserci sufficiente ricettività interiore. Il potere arriva, ma non può essere tenuto sotto controllo o non può essere contenuto in un recipiente sicuro, e allora il potere stesso agisce come un nemico e distrugge la persona che lo ha invocato. Quindi c’è sempre un grande pericolo quando si porta il futuro nel presente.

Lasciamo che il presente cresca e svolga il suo ruolo. Il passato ha giocato la sua parte, ora il presente vuole mettere in scena la sua. Solo in alcuni casi, quando Dio vuole che il cercatore progredisca molto velocemente anziché passo dopo passo, questi può correre in modo molto spedito. È proprio come uno studente a scuola che non passa attraverso tutte le classi dell’asilo, elementari, e medie: talora salta una classe. Così nella vita spirituale, se è Volontà di Dio che il futuro sia portato nel presente, non c’è pericolo; altrimenti è molto pericoloso. Con il terzo occhio si possono compiere molte cose; il terzo occhio possiede ciò che Dio è, il potere Ultimo. Se il potere Ultimo è usato scorrettamente dal terzo occhio, porta distruzione; se invece il terzo occhio usa il potere Ultimo e Trascendentale in modo appropriato e divino, sarà una grande benedizione, la più grande benedizione che l’umanità possa immaginare.

Sahasrara, il chakra della sommità della testa. Sahasrara è il centro silenzioso che non interferisce in nulla. È come il membro più anziano di una famiglia: non infastidisce nessuno e non vuol essere infastidito da nessuno. Chi ha questo centro permanentemente aperto gode di beatitudine infinita e diventa una cosa sola e inseparabile con il sempre trascendente Aldilà. Comprende di essere senza nascita e senza morte ed è sempre in contatto con l’Infinità, l’Eternità, l’Immortalità. Questi non sono solo parole per lui, ma un’assoluta realtà. Ora vede se stesso come Eternità e cresce nell’Eternità, il momento dopo vede se stesso come Infinità e cresce nell’Infinità; pochi momenti dopo vede se stesso come Immortalità e nella sua coscienza cresce nell’Immortalità. A volte succede che Infinità, Eternità e Immortalità stiano insieme nella sua coscienza.

Quando il chakra sahasrara è aperto, il Pilota Interiore diventa un vero amico. L’Infinito e il suo figliolo prescelto diventano buoni amici per compiere una missione specifica per la loro reciproca manifestazione. Condividono molti segreti, milioni di segreti, in un batter d’occhio. Da una parte il Padre e il figlio godono di infinita pace e beatitudine, dall’altra discutono i problemi del mondo, i problemi universali, tutto in un istante. Questi problemi però, nel loro gioco Cosmico, non sono vere difficoltà ma solo esperienze.

Di tutti i centri, il più elevato, il più ricco di pace, il più colmo di sentimento divino e il più fecondo è il centro sahasrara. Qui Infinità, Eternità, e Immortalità diventano un’unica cosa. La sorgente diventa un’unica cosa con la Creazione, e la Creazione diventa un tutt’uno con la Sorgente. Qui il conoscitore e il Conosciuto, l’amante e l’Amato, il servitore e il Padrone, il figlio e il Padre, diventano una cosa sola. Insieme il Creatore e la Creazione trascendono il loro Sogno e la loro Realtà. Il loro Sogno fa loro sentire che cosa sono, e la loro Realtà fa loro sentire ciò che possono fare. Realtà e Sogno diventano un’unica cosa.

Conferenza del 21 Febbraio 1973

Concentrazione, meditazione, forza di volonta, e amorevolmente

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La concentrazione nello yoga della kundalini

Un cercatore si concentra sui centri per aprirli: questo è un processo lungo, arduo, incerto e pericoloso. Se non compie uno sforzo abbastanza consapevole, il processo è destinato ad essere lungo; se il suo intero essere non coopera, il processo è destinato ad essere arduo. Se durante il viaggio il cercatore diviene preda di mille paure, il processo è destinato ad essere incerto. Se lungo il percorso si fa prendere da dubbi opprimenti, il processo è destinato ad essere estremamente pericoloso.

In tutti i tipi di yoga c’è bisogno di un insegnante spirituale, ma nello yoga della kundalini il bisogno di un insegnante spirituale è fondamentale. Se segui altri yoga certamente hai bisogno di un Maestro, ma se non ti preoccupi di avere un Maestro e vuoi andare avanti lentamente, regolarmente, come un carro indiano tirato dai buoi, non c’è niente di male. Negli altri sentieri non c’è alcun pericolo: raggiungerai la tua meta dopo migliaia di anni, in un’altra vita, ma non c’è un pericolo specifico nel viaggiare senza una guida. Invece nello yoga della kundalini se non hai un vero Maestro, stai giocando col fuoco. Se i centri spirituali, specialmente quelli più bassi – muladhara, svadhisthana e manipura – vengono aperti in modo prematuro, senza una completa preparazione, possono creare grandissima infelicità al cercatore.

L’insegnante usa la sua grande saggezza per abbreviare allo studente la durata del percorso. Utilizza la sua profonda compassione per trasformare la strada difficile in un sentiero facile e scorrevole per l’allievo. Si avvale della sua potente luce per rimuovere l’incertezza dalla mente dello studente e sostituirla con la Certezza assoluta. Tramite il suo potere indomito, dall’inizio del viaggio sino alla fine, il Maestro elimina ogni pericolo per il discepolo. Inoltre trasforma la strada in un sentiero luminoso, cosicché lo studente possa correre il più velocemente possibile senza pericoli e senza ostacoli.

La meditazione nello yoga della kundalini

Il cercatore medita sulla sua mente, sul suo cuore o su qualcos’altro, ma il suo scopo principale, all’inizio, è di svuotare la mente, calmarla e renderla silenziosa. Medita per espandere la sua individualità umana nella più elevata Universalità, e per espandere la sua personalità umana nella Vita infinita ed eterna di Dio. C’è un momento, nella vita di un cercatore, in cui egli scopre di essere ad un tempo l’amante e l’Amato: l’anima d’aspirazione che egli incarna è l’amante in lui, e il Sé trascendente che rivela nel suo intimo è il suo Amato.
All’inizio, negli anni di formazione della sua vita spirituale, il cercatore deve osservare alcune regole rigorose. Deve meditare ogni mattina presto alla stessa ora, nello stesso luogo, un luogo non esposto alle interferenze del mondo esterno. Se è fortunato può guardare il Sole che sorge mentre medita; l’energia dinamica, la forza creativa, il messaggio di speranza e di liberazione che vengono dai raggi del Sole entreranno in lui. Prima di entrare in meditazione deve farsi una doccia, così che il suo corpo esteriore sia pulito. Durante la meditazione dovrà indossare vestiti chiari, preferibilmente di colore bianco, il colore della Purezza; dovrebbe accendere incenso e candele e porre dei fiori davanti a sé, per darsi ulteriore ispirazione.

Col passare del tempo, se il cercatore fa tutte queste cose, pace, luce e beatitudine scenderanno su di lui, e all’ora prescelta da Dio sentirà la Voce del Silenzio che lo benedice con un certo potere intuitivo.
Se utilizza tale potere non a suo piacimento, ma secondo la Volontà di Dio, gradualmente aprirà i chakra della kundalini. Questo processo è piuttosto facile e allo stesso tempo il risultato è assai efficace e soddisfacente. Il cercatore non deve passare attraverso una severa disciplina, non deve concentrarsi su ciascun centro come fanno gli altri cercatori; usa semplicemente il suo potere d’intuizione: esso può aprire i centri per lui, in modo molto facile ed efficace.

La Forza di Volontà nello yoga della kundalini

I Maestri spirituali di un livello molto elevato non passano attraverso la concentrazione e la meditazione per aprire i loro chakra. Usano semplicemente la loro invincibile forza di volontà che conquista tutto, ed aprono i sette centri con la stessa facilità con cui si mangiano sette chicchi d’uva. Possiamo chiamare questa forza di volontà la luce dell’anima o il respiro dello spirito. È un vulcanico potere divino: non occorrono più di pochi secondi per aprire un centro.
Anche questi grandi Maestri spirituali, un tempo, hanno camminato lungo il sentiero di una poderosa concentrazione e di meditazioni profonde. Non si sono concentrati sui chakra e non hanno meditato su di essi, si sono concentrati sui Piedi di Dio ed hanno meditato sul cuore di Dio. Dai Piedi di Dio hanno ricevuto la Sua costante Compassione e dal Cuore di Dio hanno ricevuto il Suo sconfinato Amore. Giocando con la Compassione di Dio hanno visto e sentito che essa non è nient’altro che la Sua indomabile Forza di Volontà. Giocando con l’Amore di Dio hanno visto e sentito che esso non è nient’altro che la Sua Luce di Saggezza.

Quando a questi Maestri, col passare del tempo, è stato concesso l’uso della luce e del potere illimitati, lo hanno usato solo quando il Pilota Interiore lo comandava e non a loro piacimento. Un vero Maestro spirituale ha meno libertà, nel senso comune del termine, di un essere umano ordinario. Quest’ultimo ha un potere di scelta limitato che può usare per andare contro la Volontà di Dio se lo vuole, mentre un vero Maestro spirituale ha abbandonato la sua volontà individuale alla Volontà del Supremo e non può avere alcuna volontà personale al di fuori di quella Divina.

L’Assoluto Supremo chiede sempre al Maestro spirituale di usare la sua Luce di Saggezza, prima di usare la sua Forza di Volontà. Molto spesso gli yoghi ordinari e gli appassionati di occultismo e di magia non usano affatto la Luce di Saggezza, ma soltanto la forza di volontà che proviene dal vitale. Tale forza può provenire dal mondo vitale, dalla regione dell’anima o dal Sé trascendente. Quando usiamo quella proveniente dal Sé trascendente siamo al sicuro, del tutto al sicuro. Se arriva dalla regione dell’anima, siamo ancora totalmente fuori pericolo.

Quando invece utilizziamo la forza di volontà che nasce nel vitale – il vitale inferiore, aggressivo, distruttivo, o anche il vitale dinamico — allora corriamo dei rischi. Molto spesso, le persone che agiscono così creano pericoli e difficoltà a loro stessi e agli altri, perché non hanno un appropriato controllo di questa forza vitale. Un vero Maestro spirituale, invece, per illuminare il genere umano cieco, e per nutrire la collettività umana affamata, prima usa la Luce di Saggezza di Dio, e poi la Sua Forza di Volontà.

L’amore Divino e l’amore umano nello yoga della kundalini

L’amore vero e la vita del vitale inferiore sono due cose completamente diverse. La concentrazione è vigilanza esteriore. La meditazione è vigilanza interiore. La concentrazione dice che la vita del vitale inferiore non dev’essere soppressa ma sublimata. La meditazione dice che la vita del vitale inferiore non solo dev’essere sublimata, ma anche perfezionata, illuminata e liberata. Non è impresa facile vincere gli impulsi del vitale inferiore, non si può fare velocemente, ma lentamente e costantemente. Correndo verso la meta con passo fermo siete destinati a raggiungerla: dovete sempre vivere una vita di Purezza, di cosciente consapevolezza, e dedizione di sé. Il vitale inferiore può allora essere trasformato nel vitale dinamico e illuminato, che può essere usato da Dio stesso.

La concentrazione ci dice che la vita di amore non deve svolgersi tra i vincoli umani presenti in noi o negli altri. Essa dichiara anche che tale vita deve svolgersi tra il Divino in noi, e il Divino e l’Immortale in Dio. Solo così il nostro amore e l’amore di Dio possono essere entrambi appagati.
La meditazione afferma che la vita di amore deve svolgersi tra la nostra Realizzazione di Dio, e la Manifestazione di Dio in noi. La meditazione proclama inoltre che la vita di amore deve svolgersi tra la passione trasformata e perfezionata del corpo, e l’estasi illuminante e appagante dello Spirito.

L’animale in noi non sa cos’è il vero amore. L’umano in noi sa molto bene cos’è il vero amore, ma sente che esso è al di là delle proprie capacità. Il Divino in noi sa che il vero amore è per noi facilmente raggiungibile, e ci dice appassionatamente, in modo risoluto e categorico cosa esso sia: il vero amore è un incessante dono di se stessi, ed un eterno divenire Dio.

La maggior parte di voi sa molte cose sulla concentrazione e sulla meditazione. Vorrei dire che a prescindere dal sentiero che seguite o dallo yoga che praticate, dovete attribuire la massima importanza alla concentrazione e alla meditazione. Cosa intendiamo per concentrazione? Cosa facciamo quando ci concentriamo? Quando vi concentrate dovete sentire che non esiste nient’altro al di fuori della cosa su cui vi state concentrando. Quando vi concentrate, provate a dimenticare il resto del mondo, ciò che è in voi, intorno a voi, davanti a voi, sopra di voi, sotto di voi. Concentratevi su di un solo oggetto. Se volete concentrarvi sulla punta del pollice, immaginate che l’unica cosa che avete è il vostro pollice, non c’è nient’altro che sia vostro, il resto del corpo non vi appartiene, solo il pollice è vostro. Se volete concentrarvi sulla punta del naso, sentite che siete in possesso solo del naso, non avete gli occhi, le orecchie, la bocca, le membra, solo il naso. Se cominciate a pensare a qualcos’altro, sentite che state entrando in un territorio sconosciuto. Svilupperete così il vostro potere di concentrazione. Potete liberamente scegliere di concentrarvi su qualunque parte del corpo, ma provate a farlo su una parte che sentite davvero come vostra. E non concentratevi su di un braccio, una mano o una gamba. Scegliete una parte molto piccola del corpo, il naso o la punta di un dito: più è piccola, meglio è per la concentrazione.

Se volete focalizzarvi sul battito del vostro cuore, non abbiate paura. Ci sono alcuni principianti che, quando provano tale esercizio, temono che il cuore possa fermarsi! Sono colti da grande paura e sentono di essere davvero sul punto di morire. Riescono a concentrarsi su qualsiasi altra cosa, ma quando si tratta di portare l’attenzione sul battito del cuore sono terribilmente spaventati. Se volete essere dei veri eroi nella vita spirituale, dovreste cercare di focalizzarvi sul battito del vostro cuore; è un’occasione preziosa per voi per entrare nella vita eterna. Ogni volta che percepite il suono del battito del cuore, sentite immediatamente che lì è la vostra vita infinita e immortale.

Se volete sviluppare il potere della concentrazione molto velocemente, dovreste fare così: prima di concentrarvi lavatevi bene il viso e gli occhi, poi disegnate un punto nero sulla parete, all’altezza degli occhi, e mettetevi di fronte ad esso a una distanza di circa trenta centimetri. Concentratevi sul punto. Dopo pochi minuti cercate di sentire che mentre inspirate, il vostro respiro proviene dal punto, e che anch’esso sta inspirando, traendo il suo respiro da voi. Cercate di sentire che ci sono due persone, voi e il punto nero che avete disegnato. Il vostro respiro proviene dal punto nero e quello del punto proviene da voi. Nel giro di dieci minuti, se la vostra concentrazione è molto potente, sentirete che qualcosa è uscito da voi. Che cos’è questo qualcosa? È la vostra anima. Vi ha lasciato ed è entrata nel punto nero sulla parete. Ora sentite che voi e la vostra anima state conversando: vi sta portando nel mondo dell’anima per la Realizzazione, e voi la state portando nel vostro mondo per la Manifestazione. In questo modo potete sviluppare molto facilmente il vostro potere di concentrazione. Ci sono molte cose che diventano facili con l’esperienza ma proprio perché non ci esercitiamo non otteniamo i risultati sperati.

Tenete sempre a mente che il potere di concentrazione può essere sviluppato molto rapidamente solo se vi concentrate su di un oggetto molto piccolo, qualcosa di quanto più piccolo possibile. Il potere della meditazione è del tutto diverso. Se volete sviluppare questa capacità, pensate a qualcosa di molto vasto, come il cielo o il mare. Quando meditate la mattina presto o la sera, non dovete essere per forza di fronte al mare o guardare in alto verso il cielo. La mattina potete guardare il Sole che sorge, questo è molto utile, ma se non avete la possibilità di vedere il Sole o il cielo o il mare, non importa. Cercate di sentire il Sole che sorge dentro di voi, tentate di vedere il cielo dentro di voi, provate a percepire il mare dentro di voi. Il vostro cuore spirituale è infinitamente più esteso dell’oceano e immensamente più vasto del cielo.

Quando meditate non aspettatevi niente da voi stessi né da Dio, sarete capaci di fare progressi più veloci se non avrete aspettative dalla vostra meditazione. Non aspettatevi che Dio, domani, faccia di voi il suo strumento eletto; meditate solo sul Cuore di Dio, che è assoluta Luce. E se volete concentrarvi, fatelo sui Piedi di Dio, che sono assoluta Compassione. Non avete bisogno di migliaia di cose né dalla vostra vita né da Dio, avete bisogno solamente della Compassione di Dio e della Luce di Dio. Se avete queste due cose allora avete tutto.

Sia attraverso la concentrazione che attraverso la meditazione potete far emergere la vostra kundalini, ma se volete svilupparne il potere, potete adottare un metodo facile, la pratica dell’hata yoga. Qui in Occidente ci sono moltissimi insegnanti di hata yoga molto bravi. L’hata yoga vi aiuterà a purificare la coscienza del corpo, e tale Purezza è molto importante nello yoga della kundalini. L’hata yoga è l’unione delle qualità del Sole e della Luna in noi; in pratica, l’unione del dinamismo e della mitezza: il primo è Potere e la seconda è Bellezza; queste due qualità divengono tutt’uno nell’hata yoga. Il Raja yoga, invece, è l’unione della Coscienza e dell’Illuminazione. Quando Coscienza e Illuminazione diventano una cosa sola, potete ottenere qualsiasi cosa vogliate.

Lo yoga dell’abbandono

Ma se ci sono dei cercatori che vogliono solo Dio, la Luce di Dio, e la più elevata Verità, dovrebbero seguire un solo sentiero, quello dell’offerta di sé, la via dell’abbandono, del costante dono di se stessi. Se volete realizzare l’Infinito, l’Assoluto, seguite questo sentiero in modo costante e incondizionato.
Non importa quale sentiero seguiate, l’hata yoga, il raja yoga, il karma yoga, il bhakti yoga, o lo jnana yoga, quando raggiungerete la Meta sarà come cogliere dei deliziosi manghi. Li vedrete e li raccoglierete, ma il proprietario non ci sarà. Se invece seguite lo yoga dell’abbandono incondizionato, nel quale la volontà umana è offerta alla Volontà divina, il proprietario dell’albero sarà con voi, felice di donarvi i frutti di tutte le piante del suo giardino.
Lo yoga dell’abbandono può essere praticato da tutti e in tutti i sistemi di yoga. Chi vuole solo Dio, Dio Verità infinita, Dio Pace, Luce e Beatitudine infinite, sicuramente deve praticare lo yoga dell’abbandono. Non è l’abbandono di una persona pigra, ma quello di una persona dinamica, attiva e costantemente pronta ad offrirsi, pronta a diventare ciò che Dio vuole.

Conferenza del 28 Febbraio 1973

Lo yoga della shakti

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Lo yoga kundalini è lo yoga della shakti, il potere della Dea Madre. Dobbiamo apprezzare l’aspetto materno e vedere in ogni donna la Madre spirituale. Un tempo si diceva che le donne non fossero fatte per la vita spirituale, ma quel tempo è ormai passato. Ora è chiaro che uomini e donne hanno la stessa aspirazione. La donna non può essere considerata un ostacolo al progresso dell’uomo, a patto che l’uomo dia il giusto valore all’aspirazione della donna. L’aspirazione e la dedizione della donna possono andare perfettamente d’accordo con l’aspirazione e la dedizione dell’uomo. Nello yoga della kundalini è la Madre, la Madre Divina, che appaga e libera. Quando la Madre Divina libera l’uomo e la donna dalla rete dell’ignoranza, sente che la sua parte è compiuta. Kundalini è il potere shakti, e ogni donna rappresenta la shakti trascendentale, il potere della Madre.

È attraverso il nostro devoto abbandono alla Madre Suprema in noi, la kundalini, che possiamo liberare la nostra esistenza terrena ed essere liberati dall’ignoranza. È attraverso il nostro costante abbandono alla Volontà della Suprema Madre in noi che possiamo appagare noi stessi.

Offro a tutti voi la mia più profonda gratitudine per esser venuti qui con la massima sincerità ad ascoltare qualcosa sul Potere della Madre. Niente mi dà gioia maggiore che essere di aiuto alle vostre anime che aspirano. Alcuni di voi seguono il sentiero yoga della kundalini, altri qualche diverso sentiero… i sentieri sono numerosi ma conducono tutti alla stessa Meta suprema. Ciò di cui abbiamo bisogno è sincerità, purezza, ed un consapevole e costante anelito interiore: così la Meta, la Meta trascendentale, sarà facilmente raggiungibile.

Conferenza del 7 Marzo 1973

Autoscoperta e trasformazione

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Ci sono due mondi: il mondo esteriore e il mondo interiore. Quando la kundalini è profondamente addormentata, l’uomo è consapevole solo del mondo esteriore, vuole avere tutto quello che può offrirgli, e sente che può avere soddisfazione solo da ciò che ne può ricevere.

Quando la kundalini è risvegliata, l’uomo è pienamente consapevole del mondo interiore. Sa che quello esteriore non può soddisfare i suoi bisogni profondi. Ha fatto emergere le capacità del mondo interiore e ha compreso che è molto superiore rispetto all’altro. Ha portato alla luce i poteri nascosti ed occulti presenti in lui e può scegliere se usarli in modo appropriato o farne un uso scorretto. Quando li utilizza in modo divino diventa il vero orgoglio della Madre Suprema, mentre quando ne fa un uso scorretto diventa il peggior nemico della coscienza incarnata dell’uomo e della sua personale evoluzione.

Così come a tutti noi piace giocare, anche alla nostra Madre Divina ed al Padre Divino piace giocare. L’una, Parvàti, e l’altro, Shiva, vogliono giocare e desiderano che loro figlio partecipi, ma questi è addormentato, così aspettano qualche tempo. Quando ritengono che per lui sia ora di alzarsi, ma vedono che non c’è alcun indizio che mostri che stia per farlo, la Madre, nel modo più affettuoso, lo spinge dal basso, dal chakra muladhara, ed il Padre amorevolmente lo tira dall’alto, dal chakra sahasrara… allora il figlio si alza.

Se il figlio si trova in uno stato di coscienza buono, divino, quando si alza dice: “Mi avete aspettato così a lungo; mi dispiace, vi prego di scusarmi. Voglio giocare con voi! Via, cominciamo!” Allora la Madre nel modo più affettuoso insegna al figlio, con il suo potere dinamico, come prendere parte al gioco Cosmico nella maniera migliore. Ed il Padre nella forma più affettuosa, con la sua illuminante luce interiore e la sua saggezza, fa altrettanto. Alla fine fanno del loro figlio un giocatore unico e compiuto, che quando diventa eccezionalmente bravo deve combattere allo stesso tempo contro tre avversari. Questi tre formidabili antagonisti sono l’Oscurità, l’Ignoranza e la Morte. Con sua sorpresa sconfigge facilmente i suoi nemici, e la vittoria su questi rivali caduti è eterna.

Se il figlio è in uno stato di coscienza non-divino, cattivo, quando viene tirato e spinto dai genitori dice loro: “Per amor di Dio non infastiditemi! Voglio solo dormire! Non voglio giocare!” Allora i genitori, rassegnati, dicono: “Dormi, figliolo, dormi; giocheremo senza di te”.

Chiunque può praticare lo yoga della kundalini, se sinceramente lo vuole. Se invece si vuole soltanto studiarlo, bisogna dire che esso è degno di essere appreso con il più profondo rispetto.

I principali obiettivi dello yoga della kundalini sono realizzare l’esistenza dinamica nell’esistenza statica, cambiare lo stato di coscienza più basso nello stato di coscienza più elevato, trasformare i legami del finito nella libertà dell’Infinito. L’esistenza dinamica è Shakti e l’esistenza statica è Shiva. Se Shakti non è presente in Shiva, questi rimarrà statico. Shakti, la Madre, è il potere, ma è nel Padre che risiede questo potere infinito.

Quando un cercatore vuole identificarsi con il potere della Madre deve rendere più intensa la sua aspirazione, poiché è attraverso l’intensità che diventa uno con la Shakti. Se vuole identificarsi con il Padre divino, Shiva, è tramite l’immensità, simile a quella del mare, che può farlo.

Qui in Occidente molti ritengono che i poteri dello yoga della kundalini non siano altro che una semplice superstizione. Vorrei dire che quelli che coltivano questa idea sono totalmente in errore. I veri Maestri spirituali hanno esaminato lo yoga della kundalini e hanno provato di persona l’indiscutibile autenticità di questi poteri occulti.

Benedetto è colui che pratica lo yoga della kundalini come parte della scoperta del suo sé e non per ottenere poteri ipnotici, di magia nera o altre basse forme di occultismo che agiscono nel mondo vitale e dal mondo vitale. Un autentico studente dello yoga della kundalini è colui che cerca di unificare il potere vitale e la conoscenza spirituale in perfetta armonia con lo spirito della vita in evoluzione. Uno studente sincero non considera mai i poteri nascosti o i poteri occulti come sua meta. Si cura solo di Dio e anela solo all’amorevole presenza del Supremo nella sua vita.

Il potere kundalini è il potere dinamico presente in noi. Quando questo e la conoscenza spirituale vanno di pari passo, nasce l’armonia perfetta della coscienza universale, e l’evoluzione cosciente dell’anima umana raggiunge il Sé trascendentale.

Ci sono due modi per accedere allo yoga della kundalini: il processo tantrico e quello vedantino. L’approccio tantrico è sistematico ed elaborato, e allo stesso tempo davvero pericoloso. Il processo vedantino è semplice e mistico, ma è sicuro ed in nessun modo meno convincente ed appagante.

Il metodo tantrico è pericoloso perché ha a che fare prima di tutto con il vitale inferiore e con la vita emotiva [e sessuale -n.d.t.]. Questo è un approccio dinamico e coraggioso. Il cercatore può purificare se stesso entrando coraggiosamente nel mondo vitale e uscendone trionfante, oppure può perdersi completamente nell’ignoranza di tale mondo se non è abbastanza forte interiormente per conquistare le forze vitali che agiscono laggiù.

La via vedantina è sicura perché il cercatore si concentra e medita per elevare, purificare, e illuminare la propria coscienza, prima di provare ad avere a che fare con le forze vitali più basse, oscure ed impure che lo vogliono legare. Quando il cercatore entra nel mondo del vitale inferiore con la luce dell’illuminazione, vede con sua grande sorpresa che il vitale inferiore è illuminato, purificato e divinizzato.

Il processo tantrico esige dal cercatore una costante e cosciente vigilanza sul movimento interiore ascendente, che parte dal chakra muladhara e arriva al chakra sahasrara. Il metodo vedantino richiede una costante osservazione della coscienza che si evolve e si libera.

Se vuoi praticare lo yoga della kundalini, ti consiglio di seguire il metodo vedantino, che è efficace ed allo stesso tempo senza pericoli. Se segui tale via raggiungerai la Meta certamente e senza rischi.

Vivekananda (racconto)

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Vivekananda dimostrò ampiamente la sincerità del proprio anelito interiore per la Verità, per Dio, per la Luce. Una volta, quando era ancora chiamato Naren, ricevette un dono importante dal suo Maestro spirituale, Sri Ramakrishna. Questi gli disse: “Naren, tu sai che mi sono sottoposto alle più ardue discipline spirituali. Prego costantemente Madre Kali e adoro Dio. Ho fatto tutto ciò che era necessario ed ora sono benedetto con il potere occulto, ma tu sai che non mi curo di nessun risultato esteriore, non presto attenzione neppure agli abiti da indossare e sto quasi sempre nel mio mondo. Perciò dirò a Madre Kali che mi piacerebbe offrire a te ogni mio potere occulto; così potrai servirtene quando dovrai lavorare per il mondo intero”.

Naren rispose immediatamente: “Maestro, ti prego, dimmi se questo potere mi sarà di qualche aiuto nella mia Realizzazione di Dio”.

Sri Ramakrishna rispose: “No, no! Tu sai che il potere occulto non ha nulla a che fare con la Realizzazione di Dio. Quando però avrai realizzato Dio, se vorrai impegnarti, se vorrai manifestare Dio sulla Terra, questo potere potrà esserti di grande aiuto”.

La risposta immediata di Naren fu: “Ogni cosa a suo tempo. Prima voglio realizzare Dio, poi se tu e Dio vorrete darmi il potere occulto da usare per il genere umano, lo accetterò. Per ora voglio solo Dio, Lui viene per primo nella mia vita!”

Sri Ramakrishna fu molto contento del suo più caro discepolo e disse agli altri allievi: “Guardate il mio Naren, guardate l’esempio che vi ha dato. Prima dovete prestare attenzione a Dio, solo a Dio. Questo è il solo modo in cui potrete realizzare Dio. Il potere occulto è davvero di secondaria importanza”.

La maggior parte dei Maestri spirituali autentici hanno consigliato ai loro discepoli di non interessarsi ai poteri nascosti della kundalini. Se un cercatore si preoccupa solo della Verità, solo della Luce, è allora che farà un vero progresso nella sua vita interiore.

Pratichiamo lo yoga della kundalini per ottenere l’uno o l’altro potere, ma meditando su Dio e compiacendo Dio, il Creatore, possiamo ricevere da Lui, se lo vuole, l’intera Creazione. Se vogliamo prima di tutto e più di tutto il Creatore e non la Sua Creazione, otterremo il Creatore, e una volta che Lo avremo ottenuto, anche la Sua intera Creazione sarà a nostra completa disposizione. Se aneliamo ad una piccola parte della Creazione, possiamo ottenerla con relativa facilità; però in quel caso l’infinita ricchezza del Creatore resterà a noi nascosta e dovremo accontentarci della piccola parte che abbiamo chiesto.

I due fratelli (racconto)

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C’è un racconto famoso in India, che riguarda due fratelli. Il maggiore di due fratelli abbandonò la propria casa per fuggire nella foresta, dove si diede ad un’intensa vita di preghiera. Dopo dodici anni tornò a casa.

Il fratello minore fu molto felice di vederlo di nuovo in famiglia e gli disse: “Per favore, mostrami qualche potere occulto. Hai praticato lo yoga per dodici lunghi anni mentre io ho fatto una vita ordinaria. Ti prego, fammi vedere quello che hai raggiunto!”

Il ragazzo più grande rispose: “Vieni con me”. I due entrarono nel villaggio e si diressero al fiume. Arrivati lungo la riva, il fratello maggiore si sedette ed entrò in profonda meditazione. Dopo un po’ si alzò in piedi ed attraversò il fiume camminando sulla superficie dell’acqua.

Il minore immediatamente chiamò il traghettatore, gli diede un’ ‘anna’, e fu velocemente trasportato dall’altra parte per riunirsi a suo fratello. Quando i due furono di nuovo insieme, il più piccolo gli disse: “Hai dovuto faticare dodici anni per essere in grado di fare qualcosa che io posso fare in cinque minuti? È questo il risultato dei tuoi anni di vita spirituale e di austera disciplina? Vergogna, vergogna!”

Il fratello maggiore capì che aveva scioccamente perduto dodici anni e lasciò nuovamente la casa, ma questa volta per aspirare solo alla Verità, alla Luce e a Dio.

I poteri kundalini (racconto)

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Quando aneliamo alla Verità e alla Luce le otteniamo, ma il nostro anelito dev’essere assolutamente devoto, sincero e profondo. Se non siamo sinceri e spirituali, il potere kundalini non è di alcuna utilità. Ecco un’altra storia autentica.

Quando avevo nove anni e mezzo e un giorno, mentre tornavo a casa da scuola, vidi una grande folla. Naturalmente andai a vedere cosa succedeva. Uno dei presenti mi disse che un giovane era stato sepolto per tre giorni ed ora stava per uscire dalla tomba. Con mia grande meraviglia, pochi minuti dopo il ragazzo emerse sano e salvo. Ma poi indovinate cosa fece… appena venuto fuori, prese sotto braccio la sua ragazza e si allontanarono insieme! Il suo spirito vitale ne era uscito immutato!

Dallo yoga kundalini aveva ottenuto il potere di rimanere sottoterra per molti giorni, ma che cosa ne aveva ricavato? Non si era preoccupato di purificare il proprio vitale e conduceva una vita ordinaria. Questo potere non aveva ispirato né lui, né altri a condurre una vita migliore, lo aveva usato solo per fare ‘commercio di miracoli’. Se invece la kundalini viene utilizzata in modo appropriato, può compiere qualcosa di molto importante, può elevare la coscienza dell’umanità. Il potere kundalini, usato in modo corretto, ha la capacità di risvegliare ed illuminare la coscienza del genere umano.

Il potere occulto (racconto)

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Esistono occultisti di alto e di basso livello. Quelli di basso livello combattono per il potere occulto nel mondo vitale. Così come nel mondo esteriore le persone non illuminate combattono per il potere, nel mondo interiore, nel mondo vitale, occultisti non illuminati fanno altrettanto. Quando un occultista dorme, un altro può attaccarlo occultamente, cercando di portar via il suo potere. Una volta questo accadde ad un mio zio materno. Per fortuna era più potente di quello che aveva sferrato l’attacco, e lo sconfisse.

Gli occultisti di più alto livello, quelli spirituali, non agiscono mai così. E se i Maestri spirituali, i veri yoghi, hanno dei poteri occulti, non cercano di attaccare e sconfiggere gli altri Maestri per conquistare capacità superiori. Talvolta, invece, essi tolgono il potere occulto a cercatori imprudenti. Capita che un allievo fondamentalmente sincero abbia ottenuto un po’ di potere occulto che usa in modo scorretto. Allora, con la loro infinita compassione, i Maestri gli tolgono tale potere, così che i primi possano tornare alla vita spirituale e realizzare la più alta Verità. Quando giunge il momento in cui sono pronti ad usare il potere occulto saggiamente, i Maestri glielo restituiscono.

In almeno un’occasione Sri Ramakrishna lo tolse ad una o due persone su specifico ordine [interiore -n.d.t.] di Madre Kali. Egli stesso ne possedeva in misura illimitata e non aveva bisogno del loro. Glielo tolse per il loro bene spirituale. Questi cercatori erano fondamentalmente sinceri, avevano la capacità di anelare alla Verità più alta, ma erano stati distratti dal loro potere occulto e non stavano più prestando attenzione alla vera vita spirituale.

Nel caso di un altro Maestro spirituale, lui e il fratello iniziarono lo yoga quasi nello stesso periodo. Quando però il maggiore dei due accettò una shakti [un potere -n.d.t.] per aiutare il più piccolo nel suo lavoro spirituale, questi se ne andò ed aprì un suo ashram. Anch’egli aveva un po’ di potere occulto, ma aveva iniziato ad usarlo in modo scorretto. Così il fratello maggiore glielo tolse. Il fratello minore gli scrisse: “È vero che possiedi infinitamente più potere di quanto ne abbia io, ma perché mi hai tolto quel poco che possedevo?” Il fratello maggiore rispose: “È per il tuo bene. Mi hai lasciato, ma io ho un grandissimo interesse per la tua vita spirituale. Voglio che tu realizzi l’Altissimo. Non voglio che tu perda tempo facendo mostra del tuo potere occulto, sprecando in tal modo la tua spiritualità e le tue possibilità divine”.

Uso sbagliato dei poteri occulti (racconto)

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Vorrei raccontarvi una storia sull’uso scorretto dei poteri occulti. Circa centocinquant’anni fa, viveva un Maestro spirituale chiamato Matsyendranath, il cui discepolo prediletto era Gorakshanath. Quando Matsyendranath si rese conto che Gorakshanath sarebbe anch’egli divenuto spiritualmente potente, gli disse: “Due leoni non possono vivere nella stessa zona: noi due non dovremmo più stare insieme. Devi andare altrove, perché hai la mia stessa capacità di guidare il mondo”.

Gorakshanath si rattristò, ma doveva obbedire all’ordine del suo Maestro, e stette lontano da lui per sei anni. Dopo i sei anni tornò nel luogo in cui si erano lasciati e chiese subito ai suoi fratelli discepoli e alla gente nelle vicinanze se sapessero dove fosse il suo Maestro. Tutti gli dissero che non potevano dire dov’era il Maestro.

Gorakshanath li implorò, dicendo che non vedeva il Maestro da sei anni e che lui era il più caro discepolo di Matsyendranath. Tutti però rispondevano: “Tu non sei il suo più caro discepolo, ti vuoi dare solo arie, ma se sei il suo più caro discepolo dovresti obbedirgli! Lui ci ha detto che nessuno deve sapere dove si trova”. Tutti, quindi, si rifiutarono di dire a Gorakshanath dove fosse il suo Maestro.

A questo punto Gorakshanath s’infuriò e disse: “Io vi maledico! Per dodici anni non vedrete più una goccia di pioggia, questo significa né raccolti, né cibo, né acqua. Morirete tutti di inedia se rimarrete qui. Solo se il mio Maestro ritornerà qui, questa maledizione sarà annullata prima dei dodici anni”.

La siccità cominciò subito e, quando le condizioni si fecero gravi, il re di quella Terra si recò da Gorakshanath e lo supplicò di togliere la maledizione, ma lui si rifiutò. La siccità durò per due anni e mezzo. Quando la notizia della maledizione finalmente lo raggiunse, Matsyendranath ritornò subito e riprese così a piovere. Il Maestro si recò dal discepolo preferito e gli disse: “Sono proprio contento di rivederti!”

Gorakshanath immediatamente si rese conto della stupidità commessa e lo supplicò: “Perdonami Maestro, mi vergogno per quello che ho fatto a questa gente!”

Ma Matsyendranath volle giustificare l’errore del suo discepolo favorito; gli rispose: “Non hai fatto nulla di sbagliato. Questa gente era tutta corrotta e meritava quella punizione, li aiuterà a condurre una vita migliore”.

“Ma io non sapevo questo”, rispose Gorakshanath, “volevo solo punirli; ero adirato, la mia azione era cattiva, perché le mie intenzioni erano cattive”.

“Non ti sto giustificando,” disse Matsyendranath, “la tua anima sapeva che essi meritavano la punizione, ciò che hai fatto è giusto”.

Quando un Maestro usa il suo potere di compassione, lo fa per proteggere il suo discepolo, come pure le sue azioni. In definitiva, il Maestro vuole la perfezione dai suoi discepoli. La compassione è lo strumento. La perfezione è il traguardo.

Lo stesso Maestro e lo stesso discepolo ebbero un’altra esperienza significativa. Gorakshanath provò un’enorme superbia per aver realizzato la Verità e ottenuto il potere occulto, così Matsyendranath volle mostrargli che l’uso di tale potere può essere molto pericoloso. Ecco cosa accadde…

Una volta uno yoghi andò da Gorakshanath e cominciò ad insultare lui ed il suo Maestro Matsyendranath. Gorakshanath gli disse: “Non osare parlare del mio Maestro in questo modo! Io ho poteri occulti straordinari!”

Lo yoghi lo sfidò: “Mostrami il tuo potere occulto!”

“Ecco un coltello: in qualunque parte del corpo mi colpirai non sarai capace di ferirmi. Questo è il mio potere”.

Lo yoghi iniziò ad accoltellarlo, senza riuscire a fargli del male. Allora lo yoghi gli disse: “Va bene. Quando ti colpivo c’era sempre un suono. Anche se non sei stato ferito, i miei colpi facevano rumore, ma se tu mi colpisci con lo stesso coltello, non solo non sarai in grado di ferirmi, ma non sarai neanche capace di produrre alcun suono”.

Gorakshanath iniziò a colpire lo yoghi con il coltello e le affermazioni di quest’ultimo si dimostrarono vere, non si sentì alcun rumore. Allora lo yoghi disse a Gorakshanath: “Se ci si identifica con l’Infinito, nessun rumore viene prodotto da un colpo. Questo dimostra che io ti sono superiore nei poteri occulti!” Soddisfatto per la vittoria lo yoghi andò via.

Matsyendranath era lontano da qualche parte mentre tutto ciò accadeva. Gorakshanath si concentrò profondamente su di lui per raccontargli di quest’esperienza. La sua visione gli rivelò che Matsyendranath era in un ashram a Mayapuri, la Città dell’Illusione. Con sua grande sorpresa vide il suo Maestro circondato da molte belle ragazze, che danzavano attorno a lui, e lui era nel piacere della vita del vitale, la vita emozionale. Gorakshanath si disse: “Come può essere? Il mio Maestro è dell’ordine più elevato, forse la mia visione è sbagliata!” Si concentrò ancora e vide la stessa scena. Questa volta era sicuro che il suo Maestro fosse là. “Il mio Maestro è caduto!”, pensò. “È circondato da belle ragazze, che cantano e danzano. Sta godendo della vita del vitale! Devo salvarlo!”

Quindi Gorakshanath aprì il centro del cuore e si trasferì occultamente all’ashram di Mayapuri. All’entrata chiese del suo Guru. Il guardiano disse: “Matsyendranath? Il tuo Guru? È caduto! Guarda cos’era e cos’è diventato ora! È caduto tanto in basso da non poterci credere!”

Gorakshanath voleva andare immediatamente in aiuto del suo Guru, ma le donne non gli avrebbero permesso di avvicinarsi a lui, perciò dovette usare i suoi poteri occulti e diventare una donna per unirsi ai canti e alle danze. Quando fu vicino a Matsyendranath nelle vesti di una danzatrice, questi non riconobbe il suo discepolo. Gorakshanath dovette allora usare i suoi poteri occulti per parlare al suo Maestro.

“Maestro, cosa ci fai qui?”, gridò “Che vita stai conducendo? Tu sei un’anima che ha realizzato Dio, cosa fai qui, dedito ai piaceri del vitale!?”

Matsyendranath disse immediatamente: “Oh, sono caduto. Sono caduto così in basso! Ora salvami!” Così Gorakshanath usò i suoi poteri occulti per portare via Matsyendranath da Mayapuri. Quando si furono allontanati di sei o sette miglia, Matsyendranath venne fuori da maya, l’illusione, e fu libero.

Il discepolo e il Maestro percorsero più di tremila chilometri, finché non raggiunsero l’ashram di Matsyendranath nel nord dell’India. Là Gorakshanath vide che Matsyendranath aveva due corpi spirituali. Uno aveva volato con lui tramite i poteri occulti e l’altro era proprio davanti a lui nell’ashram. In pochi minuti il Maestro che aveva viaggiato con lui entrò nell’altro che gli stava di fronte. D’improvviso Gorakshanath vide che molti discepoli erano intorno a lui, e chiese ad uno di loro: “Il Maestro è stato via per qualche anno?”

“No”, rispose il discepolo. “Negli ultimi anni il Maestro è sempre stato qui e noi siamo stati con lui”.

Allora Gorakshanath chiese: “Come può essere? Maestro, per piacere, spiegami l’esperienza che ho appena vissuto. Non riesco a capire il mistero di ciò che è accaduto”.

Matsyendranath rispose: “Ho dovuto fare tutto questo solo per te. Avevi ogni potere occulto, ma il tuo orgoglio era troppo grande. Eri molto austero e rigido nella tua vita spirituale e disprezzavi le donne. Ti ho detto ripetutamente che disprezzandole non saresti stato in grado di perfezionare e trasformare la tua vita. Non ti curavi della loro liberazione dall’ignoranza. Sentivi che le donne sono una porta aperta verso l’inferno e che sono loro a creare tutti i problemi, specialmente quelli vitali, nella vita degli uomini. Ma questo non è vero, sono le imperfezioni stesse degli uomini che generano problemi. Essi hanno delle debolezze, e quando le proiettano sulle donne, sentono che sono loro la causa di tutte le loro difficoltà. Sia gli uomini che le donne sono creazioni di Dio ed entrambi devono conquistare i moti del vitale inferiore. Fin dall’inizio ti ho detto che le donne non devono essere evitate. Devono essere aiutate.

Tu sei il mio miglior discepolo. Ti ho dato tutti i poteri occulti, ma sei stato sconfitto da uno yoghi a causa del tuo orgoglio! Ora che il tuo orgoglio è stato infranto, desidero aggiungere qualcosa: benché tu sia mio studente e sia stato battuto da quello yoghi, tra non molto supererai sia me che lui. Oggi sei mio discepolo, ma forse domani sarò io un tuo discepolo. Poiché oggi hai vinto il tuo orgoglio e poiché oggi hai visto la verità in modo divino, le tue incredibili potenzialità potranno emergere, e sei destinato a superarci. Inoltre, quando sei diventato una donna per avvicinarti a me, per aiutarmi, hai imparato a non evitare le donne. Ti sei reso conto che le donne e gli uomini devono andare insieme verso la Meta Trascendentale. Ora che hai imparato questa verità da me, non c’è nient’altro che io ti possa insegnare. Tutto ciò che ho te l’ho dato, e con la Grazia del Signore Supremo mi hai superato!” Quindi Matsyendranath unì le mani e si inchinò davanti al suo discepolo.

Dove si trovano i chakra? Sono nel corpo?

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Editoriale: Durante le numerose conferenze presso università o corsi di meditazione aperti al pubblico, Sri Chinmoy ha risposto a moltissime domande sullo yoga della kundalini. Di seguito presentiamo una selezione di alcune tra le più interessanti.

Sri Chinmoy: Di solito pensiamo ai chakra come se fossero dentro qualcosa, ed è così, sono nel corpo sottile. Sthula sharira è il fisico grossolano. Dentro questo corpo si trova sukshma sharira, il corpo sottile. E dentro il corpo sottile c’è marana sharira, il corpo causale. Essi sono totalmente differenti tra loro, ma appartengono alla stessa famiglia. Certe volte il corpo sottile opera attraverso il fisico; a volte il corpo causale, che è in forma di seme, può operare attraverso il corpo sottile e in quello fisico. Nonostante il corpo causale sia come un piccolo seme, da esso può crescere un banyan. Ci vogliono alcuni anni, ma poi il banyan dà migliaia di frutti. Le potenzialità di un seme sono infinite.

I chakra non sono solo nel fisico sottile; si trovano anche nell’universo. Secondo alcuni Maestri il cuore spirituale è l’universo, si sono spinti così lontano da poter dire che l’universo si trova nel cuore. Nulla è al di là o al di fuori del cuore spirituale.

Ci sono dei mantra specifici che possiamo usare per aprire i diversi centri?

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Sri Chinmoy: Sì, in ogni centro c’è una specifica Divinità che possiamo invocare cantando il suo suono-seme. Ogni suono rappresenta un diverso stato di coscienza. Alla base della colonna vertebrale c’è il chakra muladhara. Per questo centro il suono-seme è Lam. Se ripeti Lam mentre concentri la tua attenzione sulla base della spina dorsale, col tempo riceverai poteri occulti. Qualche centimetro più in alto c’è il chakra svadhisthana. Per questo chakra puoi ripetere il mantra Vam. È un mantra molto potente. Poi, all’altezza dell’ombelico, c’è il centro manipura su cui ti puoi concentrare ripetendo la parola Ram. Se lo fai nel modo corretto, vedrai il fuoco spirituale attorno a te. Dopo viene il cuore [spirituale, al centro del torace -n.d.t.]. Qui puoi ripetere il mantra Yam. Mentre i mantra precedenti potevano essere cantati con potenza e forza, questo dev’essere intonato lentamente e dolcemente. Comunque, se vuoi concentrarti sul cuore, ma non desideri seguire il sentiero yoga della kundalini, puoi cantare Supremo. Viene poi il centro della gola, vishuddha. Se canti Ham, otterrai il potere dell’eloquenza e dell’espressività. Alla fine si arriva al chakra ajna. Qui il suono-seme è Aum [pronuncia: Om -n.d.t.]. Qualsiasi mantra tu ripeta, devi sentire che una corrente sta fluendo attraverso la colonna vertebrale e che tutti i centri vibrano in uno stato di estasi.

Quando un centro si apre, avvertiremo un segnale?

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Sri Chinmoy: Sì, il centro dà un segnale, anche se le persone spesso non se ne accorgono. Inizia a ruotare di un quarto di giro e poi ne compie uno completo. Quando un particolare centro comincia a muoversi molto velocemente significa che è pronto per essere aperto; è come una ruota che gira. Quando il centro è aperto, il cercatore sperimenta la sensazione del sorgere del potere della kundalini. Alcuni cercatori dicono che si attorciglia come un serpente, altri la sentono salire piano come una formica, o saltare come una rana.

Non ci sono regole fisse sul tipo di esperienza che avrà il cercatore. Ci si può aspettare di tutto, ma se i chakra sono aperti, lo saprai immediatamente. È come l’apertura di una porta: adesso la porta è chiusa, sbarrata dall’interno o dall’esterno, ma una volta aperta saprai cosa c’è nella stanza. Se è la porta del terzo occhio ad aprirsi, potrai vedere il passato, il presente e il futuro. Avrai il potere della chiaroveggenza e oltre a questo, ti accorgerai che nella chiaroveggenza c’è anche il potere di udire in lontananza. Adesso sei qui, ma se qualcosa accade lontano avresti il potere di sentirlo.

Se il tuo centro del cuore non è aperto, non avrai la capacità di sentire il suono senza suono nel cuore. Con questo centro aperto sperimenterai il sentimento di unità universale. Toccherai qualcosa e ti ci identificherai immediatamente, sentendo la tua unità con essa. Guarderai una persona e proverai un sentimento di unità con la sua sofferenza, la sua gioia o con qualsiasi stato in cui si trovi. Quando un centro si apre, si ottengono le sue qualità; perciò naturalmente, se ciò avverrà te ne renderai conto.

A volte certe persone leggono dei libri, provano a meditare e sentono subito che i loro centri sono aperti; questa è pura immaginazione perché non è facile aprire un centro, occorre una pratica molto molto seria.

Cosa succede se apriamo i centri prima che il nostro sistema energetico sia purificato?

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Sri Chinmoy: Se una persona apre i chakra prima di aver purificato il vitale, specialmente il vitale inferiore potrebbe diventare uno squilibrato. Molti impazziscono quando aprono i chakra prima che la purificazione abbia avuto luogo. Risvegliare il potere della kundalini senza prima essersi purificati è come dare un coltello a un bambino. Con ogni probabilità ne farà un cattivo uso, potrebbe tagliarsi un dito o fare qualcosa di molto pericoloso e dannoso. Se però si è adulti e maturi, si può usare il coltello per tagliare un frutto ed offrirlo ai propri amici.

Il potere può essere utilizzato in due modi: per costruire o per distruggere. Siamo qui per costruire, per erigere il Palazzo della Verità e dell’Amore. Mentre lo edifichiamo, dobbiamo sapere se siamo architetti o costruttori esperti. Se non lo siamo, l’edificio non sarà perfetto e potrebbe crollare in qualsiasi momento.

Per questo motivo dobbiamo sapere quando è consigliabile per noi risvegliare il potere della kundalini. Quando sentiamo che il nostro calice interiore è puro, quando può ricevere luce senza alcun ostacolo, possiamo aprire i chakra senza nessun pericolo. Se invece risvegliamo prematuramente la kundalini attraverso un desiderio e uno sforzo costante, possiamo incorrere in grandi difficoltà.

Se desideri seguire il sentiero yoga della kundalini, il mio umile consiglio è quello di provare ad aprire per primo il centro del cuore. Esso è molto puro, e il vitale e le emozioni disturbanti saranno purificate dall’apertura di questo centro. Se riesci ad aprirlo e da lì acquisire Purezza per entrare nei centri più bassi, non ci sarà alcun pericolo.

Quando si entra nella vita spirituale, la kundalini si risveglia automaticamente o questo succede solo ad alcuni?

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Sri Chinmoy: Ci sono diversi sentieri che conducono alla Mèta. Lo yoga della kundalini è una via che offre un potere speciale, ma ci sono anche altre strade che ne offrono di simili. Diciamo che ci sono tre sentieri che portano alla stessa destinazione. Uno abbonda di alberi e fiori, un altro ha solo pochi alberi e fiori, mentre il terzo non ne ha affatto. Mentre cammini sul sentiero della kundalini incontri del potere, ma questo certamente non è il potere ultimo. Per chi non possiede poteri spirituali od occulti, quello della kundalini può sembrare un potere molto vasto, ma paragonato a quello della Mèta non è nulla.

Lungo alcuni sentieri non si incontrano poteri occulti, la strada è chiara, si avanza semplicemente e si raggiunge la meta. Poi, una volta raggiunta la destinazione, si ottiene il potere onnipotente, il potere spirituale. Ma chi segue lo yoga della kundalini spesso si ferma a questo piccolo potere. Solo in occasioni molto rare i cercatori sono caduti dal sentiero spirituale perché avevano raggiunto il potere spirituale, mentre il potere della kundalini o i poteri occulti hanno allontanato dalla verità moltissimi sinceri cercatori.

Molte volte il potere della kundalini è una maledizione e non una benedizione. Se lo usate in modo sbagliato sarete rovinati, perché distruggerete tutte le possibilità di realizzare l’Altissimo, e solo Dio sa quante incarnazioni ci vorranno per tornare di nuovo sul sentiero giusto. Il novantanove per cento delle volte il potere della kundalini viene usato nel modo sbagliato, ma se lo si utilizza nel modo corretto si ottiene l’ispirazione di fare qualcosa di buono per il mondo.

Ci sono molti Maestri spirituali dell’ordine più elevato che non hanno i poteri della kundalini perché non hanno seguito tale sentiero, ma possiedono il potere spirituale, che è molto più forte. Questo è il vero potere che scende nel cercatore durante il processo di crescita interiore.

Inoltre se Dio è soddisfatto di un cercatore che segue un altro sentiero, gli può dare un po’ del potere della kundalini. Se Egli sente che il cercatore, in futuro, potrebbe averne bisogno per manifestarlo in un certo modo, gli invia un messaggero per donargli tale potere. Nella Stanza di Dio ci sono tutte le diverse qualità spirituali. Se vi entri, vedrai una scatola su cui è scritta la parola Pace, altre su cui puoi leggere Luce, Amore, Delizia, e Potere. Adesso ti preoccupi solo della Pace, ma Dio sente che tu puoi aver bisogno anche di un po’ di Potere, perché se non ne mostri un po’ le persone non ti credono. Così, se Dio sente questa necessità nella tua vita, anche se tu non vuoi il potere della kundalini, Dio te lo darà; ma se non sente questo bisogno, non te lo concederà anche se tu aneli ad esso.

Le persone iniziano il loro viaggio spirituale con una buona attitudine; hanno a cuore solo Dio, la Verità e la Luce, ma dopo aver camminato per due, tre, o sei mesi, sentono che il sentiero è molto arido, non ottengono il successo o poteri miracolosi, e così lo abbandonano per seguirne un altro, come quello della kundalini. Su questa via, appena lo ottieni, puoi mostrare al mondo tutto il tuo potere miracoloso e sentire di essere potente, ma tutto questo non ti darà neanche un briciolo di pace mentale.

L’uso dei poteri occulti non eleva neanche un po’ la coscienza delle persone. Tu mostri qualcosa, come fa un mago, e questo crea un interesse che dura per qualche minuto o per un’ora, ma in seguito sia tu che le persone presenti, una volta finita la meraviglia, vi sentite tristi. Sai che questo non durerà per sempre e che esistono verità e realtà più elevate, così dici: “Sono venuto in questo mondo per la pace, l’amore, la gioia, la felicità, la soddisfazione…” Così entri nella vera vita spirituale, dove la kundalini non è richiesta. Qui ciò che è richiesto è solo l’anelito interiore alla Verità, alla Luce, alla Beatitudine. Una volta ottenute queste tre qualità, non ti curerai più del potere kundalini.

È come un bambino che possiede cinque centesimi. Sa che può distribuire quei soldi a cinque bambini, ma quando scopre che suo padre possiede migliaia di dollari, non gli interessano più i suoi cinque centesimi. Qui le migliaia di dollari stanno a significare il vero potere spirituale.

Se puoi accontentarti di un po’ del potere kundalini, medita per qualche ora al giorno per sei o sette anni, il che non è molto. Per realizzare Dio ci vogliono diverse incarnazioni a meno che tu non abbia un vero Maestro spirituale. Se ti concentri solo sui chakra e mediti sui poteri della kundalini, così come concludi i tuoi studi in quattordici o quindici anni, allo stesso modo otterrai facilmente questo potere, e se sei uno studente molto bravo potrai saltare alcune classi e raggiungere l’obiettivo in soli quattro, cinque, o sei anni.

Il risveglio della kundalini è un segnale dell’imminente Realizzazione di Dio? A che stadio di evoluzione dell’anima la kundalini si risveglia?

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Sri Chinmoy: Non ci sono regole fisse, ci sono molte persone che hanno realizzato Dio senza aver mai sviluppato il potere della kundalini; non è affatto necessario aprire i centri per realizzare Dio. Coloro che hanno realizzato Dio hanno visto il progresso, la rivelazione e la manifestazione graduali delle potenzialità e possibilità dell’anima senza aver sviluppato il potere della kundalini. Qui manifestazione dell’anima significa evoluzione dell’anima. Poi c’è chi non realizzerà Dio per altre due o tre incarnazioni, ma possiede tale potere. Quindi non c’è nessuna connessione diretta tra il potere della kundalini e lo sviluppo dell’anima.

L’apertura dei centri non è indice della Realizzazione di Dio, ma quando si ha una meditazione intensa e molto potente del grado più elevato, automaticamente quest’apertura avviene. Quando si realizza Dio, arriva ogni cosa, in quel momento i centri si aprono automaticamente, che il cercatore voglia servirsene o meno.

Allora il risveglio della kundalini non significa che si stia realizzando Dio?

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Sri Chinmoy: Quando si risveglia la kundalini si diventa consci dei propri poteri psichici interiori, ma questo non significa che si stia per realizzare Dio. La Realizzazione di Dio è infinitamente superiore al risveglio della kundalini, ed infinitamente più appagante. Quando si risveglia la kundalini, si sente la vibrazione interiore e il potere interiore sotto il proprio dominio, ma tutto questo non è affatto la pace, la luce e la beatitudine infinite del Supremo.

Quando si risveglia la kundalini è come avere un coltellino con cui puoi fare diverse cose, ma quando realizzi Dio hai a disposizione una bomba atomica. Nel momento in cui un cercatore realizza il Supremo, la sua coscienza divina “esplode” nell’atmosfera terrestre e si diffonde ovunque nel mondo. Quando la kundalini è risvegliata, il cercatore infine si rende conto di avere solo un potere limitato. Allora vorrà andare più in alto, sempre più in alto, fino a quando realizzerà la Meta infinita.

Se non è necessario che la kundalini venga risvegliata, perché questo avviene in alcuni Maestri?

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Sri Chinmoy: A un Maestro spirituale il Supremo potrebbe voler dare un’esperienza affinché sappia che una certa cosa esiste, anche senza che ne faccia uso… altrimenti, se qualcuno gli chiedesse della kundalini, non avendone fatto l’esperienza potrebbe dire che non esiste.

L’indulgere nella vita sessuale impedisce di acquisire poteri occulti nello yoga della kundalini?

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Sri Chinmoy: Lo yoga della kundalini è lo yoga della Purezza assoluta. È uno degli yoga più sacri, e in esso la Purezza fisica, vitale, mentale, e psichica è della massima importanza. I tre nervi principali – ida, pingala e sushumna – soffrono subito moltissimo se c’è attività sessuale. E non sono solo le relazioni fisiche ad essere nocive, anche i soli pensieri impuri, del vitale inferiore, sono dannosi. Ci sono molte persone che si sono concentrate sui centri e stavano per aprirli quando, sfortunatamente, sono entrati nel mondo del vitale inferiore. Molti cercatori spirituali Indiani hanno detto che quando la kundalini viene risvegliata, il calore vitale, il calore dinamico presente nel corpo sottile, causa molto spesso grande disagio. Questa energia arriva dal corpo sottile ma viene avvertita nel corpo fisico. Molto spesso i cercatori che stanno per sviluppare poteri spirituali si accorgono che l’intenso potere interiore è troppo difficile da sopportare, così entrano nel mondo ordinario del vitale inferiore e perdono l’esperienza della kundalini.

Avere l’esperienza della kundalini per un paio di minuti o qualche giorno non è difficile. La cosa più difficile è aprire i centri, ma questa non è la meta finale del nostro viaggio. L’apertura dei centri ci dà potere psichico, occulto o spirituale, ma la cosa più importante è vivere nella coscienza Divina.

Se una persona vuole veramente imparare l’occultismo, due cose devono essere evitate completamente (sto parlando di vero occultismo, non di magia nera o cose del genere, che possono essere praticate da tutti). Le due cose che vanno evitate sono la paura e la sessualità. Se c’è una paura qualsiasi nel fisico, nel mentale o nello psichico, i grandi poteri occulti dinamici non possono essere sviluppati; se ci sono moti nel vitale inferiore, vita sessuale o pensieri impuri, nessun potere occulto può entrare.

Ci sono solo sette centri?

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Sri Chinmoy: No, ce ne sono di più, altri si trovano sotto l’ombelico e sotto la spina dorsale. Nei piani subconsci o inconsci sono presenti nelle ginocchia, nelle caviglie, nel collo dei piedi, e nelle dita dei piedi. Quando questi centri sono aperti si ottiene piena padronanza sulla propria natura fisica, e diventa abbastanza facile compiere una completa trasformazione della propria vita terrena.

Dove si trova il terzo occhio?

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Sri Chinmoy: Il centro ajna o terzo occhio si trova proprio fra le sopracciglia e un po’ sopra di esse, al centro della fronte. Guardati allo specchio e fai un punto al centro della fronte, un po’ sopra le sopracciglia. In questo modo puoi vedere la sua posizione.

Come si apre il terzo occhio?

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Sri Chinmoy: Ci sono diversi modi per aprire il terzo occhio. Il modo più facile ed efficace è attraverso il japa. Fare japa vuol dire recitare una certa sillaba, parola, frase, o gruppo di frasi. Ci sono anche alcuni mantra che aiutano ad aprire il terzo occhio. Il mantra Gayatri, per esempio, poiché invoca conoscenza infinita, saggezza, e luce. Estremamente efficace è il mantra Aum ciascun centro ha un suono “segreto”, e per il terzo occhio, il centro ajna, questo mantra è il più potente. Il suono “m” dovrebbe durare tre volte più a lungo del suono “au” [pron: O, e poi U appena accennata -n.d.t.] e mentre lo intona, il cercatore dovrebbe focalizzare l’attenzione sul terzo occhio.

Il terzo occhio può essere aperto anche invocando la presenza del Divino o la coscienza del Divino o la Divina coscienza. Il Divino può prendere una forma o rimanere senza forma, ma per questo comunque è necessaria un’aspirazione intensa.

Un terzo metodo è la purificazione dell’intero essere. Dentro il nostro corpo ci sono il corpo sottile, il vitale vero e proprio, il vitale sottile, la mente, e il cuore; se riuscite a purificare la vostra intera esistenza, fisica ed interiore, e ottenere l’illuminazione interiore, potete aprire non solo il terzo occhio, ma anche tutti gli altri centri principali.

Anche invocando la Grazia infinita del Supremo e trasformando l’intera vostra esistenza in una vita di abbandono ai Suoi Piedi, il terzo occhio può facilmente essere aperto. Voi dovete fare la vostra parte, il vostro insegnante spirituale vi darà degli esercizi e delle regole speciali da seguire, ma il risultato arriva solo quando scende la Grazia. L’impegno personale è indispensabile, ma da solo non è abbastanza: oltre ad esso agisce la Grazia del Divino.

La Grazia può arrivare direttamente da Dio, tramite un Maestro vivente o tramite un Maestro che ha lasciato il corpo. Un Maestro realizzato non muore mai, semplicemente lascia l’involucro fisico. I Maestri realizzati possono tornare in ogni momento per ispirare il cercatore e dirgli cosa fare. Nel caso di un essere umano ordinario, funziona il detto ‘lontano dagli occhi, lontano dal cuore’, ma per le anime realizzate il tempo e lo spazio non esistono. Non sono importanti neanche per un cercatore, se ha una connessione interiore con un vero Maestro spirituale.

C’è un centro specifico sul quale posso meditare per controllare i pensieri?

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Sri Chinmoy: Se vuoi controllare i pensieri devi concentrarti sul centro che si trova fra le sopracciglia. Ma se ti irrigidisci e la tua concentrazione si fa troppo intensa non dovresti farlo per più di due minuti, altrimenti ti sentirai sfinito già all’inizio.

Concentrandoti sul centro del cuore otterrai pace, amore e gioia. Quando entri nel cuore, prova a sentire il suono cosmico, il suono senza suono. Se porti amore, gioia, pace e beatitudine dal cuore fino al centro tra le sopracciglia, vedrai che non ci saranno pensieri.

Il cuore è il punto più sicuro per concentrarsi e meditare. Così facendo otterrai automaticamente purificazione perché nel cuore c’è l’anima e l’anima è una cosa sola con l’Infinito. È dal cuore che puoi ottenere tutto.

Il terzo occhio è il punto migliore su cui focalizzare la propria attenzione durante la meditazione o questo può darci problemi?

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Sri Chinmoy: Nella vita spirituale dovresti pregare Dio di concederti la visione interiore solo quando Lui lo riterrà necessario, non prima. Se la visione arriva quando non c’è sufficiente saggezza possono nascere problemi seri. È come avere un cavallo che non riesci a tenere sotto controllo.
Ti faccio un esempio: immagina di vedere qualcuno che uccide un pollo di fronte a te. Se hai la visione interiore, ti identificherai con esso e sentirai di venire ucciso tu stesso. Ne sarai atterrito! Quando sorge la visione interiore diventi una cosa sola con la realtà che vedi e se si tratta di un’esperienza spaventosa, ne potresti soffrire per anni. Molti di voi pensano: “Se solo avessi il terzo occhio aperto!”… e se il terzo occhio ti mostrasse che nella passata incarnazione sei stato il peggior farabutto, cosa faresti? La visione interiore dovrebbe essere aperta quando c’è la maturità interiore, cosicché né il passato né il futuro possano recare disturbo.

Immagina di sapere che il tuo amico più caro sta per morire, o che sta per succedere qualche tragedia che tu non puoi impedire. Il terzo occhio può dirti cosa sta per succedere, ma non può impedire che succeda. È solo l’aspirazione, l’anelito interiore, che raggiunge l’Altissimo e tocca i Piedi del Supremo, che può farlo: è solo il Supremo che può annullare la legge cosmica. Se vedi che sta per succedere una tragedia devi riferire la cosa al Supremo, ma non puoi impedire il fatto se questo è la Volontà di Dio.

Quando un cercatore spirituale molto avanzato vede che sta per accadere qualcosa ai suoi familiari più stretti, per esempio che qualcuno sta per morire, immediatamente si identifica con la Volontà di Dio; ma solo un cercatore che è davvero a un alto livello di aspirazione può coscientemente e spontaneamente identificare se stesso con la Volontà del Supremo senza alcun problema. I veri Maestri spirituali sono sempre una cosa sola con il più alto Volere; essi non possono avere una propria volontà individuale. Possono essere dispiaciuti quando vedono che qualcosa sta per accadere, ma il loro essere interiore rimane indisturbato.

Nel caso di un Maestro spirituale o di qualcuno che è prossimo alla Realizzazione, non ci sono difficoltà se il terzo occhio è aperto. Ma se un cercatore comune, che ha appena iniziato un sentiero spirituale, tenta di aprire il terzo occhio quando la sua natura non è ancora purificata e non c’è un grande sviluppo spirituale in lui, può andare incontro a pericoli notevoli. Molte volte il recipiente non è pronto, ma con una fortissima determinazione del cercatore, può accadere che il terzo occhio venga aperto. Allora il risultato è dei più scoraggianti e dannosi.

Nel tuo caso, invece di aprire il terzo occhio, dovresti meditare sul cuore e provare a sentirvi costantemente la presenza di Dio. Devi voler essere solo nel Cuore di Dio e tenere Dio dentro il tuo cuore. Allora Dio ti renderà simile a Lui e ti darà solo quanto è meglio per te; Dio non vuole darti nemmeno una briciola di ciò che non è necessario nella tua vita. Prova a portare nel tuo essere interiore la Pace, la Gioia, l’Amore che provengono da Dio. Se entri nel cuore sarai in grado di entrare nel tuo Sole interiore. Se vi entri in modo appropriato sentirai che è tutta Luce. La notte di ignoranza non può resistere al Sole interiore, che immediatamente la trasforma e illumina. Così, se vuoi realizzare l’Altissimo e compiacerlo nella tua vita, prova ad aspirare nel cuore.

Se stai meditando sull’ajna chakra o terzo occhio, dovresti anche praticare la concentrazione sul cuore. Otterrai gioia e amore molto oltre le tue aspettative. Potrai divenire inseparabilmente uno con la coscienza universale. Quando hai raggiunto gioia e amore e ti sei ben radicato nella tua meditazione, allora potrai cercare la visione o la saggezza del terzo occhio.

Ci sono persone che hanno aperto questo centro senza aver aperto il centro del cuore e, per Grazia di Dio, non hanno commesso errori. Ma nella maggior parte dei casi, salvo che e finché il centro del cuore non sia stato aperto e la parte emozionale della tua natura totalmente purificata, aprendo il terzo occhio cadrai vittima di tentazioni spietate. Proverai a vedere qualcosa interiormente e immediatamente lo dirai agli altri, oppure proverai a entrare dentro qualcuno per vedere cosa sta accadendo nella sua natura. Ci sono mille cose che ti porteranno, alla fine, lontano, lontanissimo dal sentiero della spiritualità.

Le donne, senza eccezioni, dovrebbero provare a meditare sul centro del cuore, il chakra anahata, poiché per loro è più facile aprirlo che per gli uomini. Per questi ultimi è più semplice aprire il chakra ajna o terzo occhio, anche se alla fine entrambi i centri dovranno essere aperti sia dagli uomini che dalle donne. Esistono anche altri centri, ma adesso occupiamoci di questi due. Mentre mediteremo [ora, in questa sala -n.d.t.], concentriamoci prima sul centro del cuore e poi sul centro ajna…

Cosa si è in grado di fare quando il terzo occhio è aperto?

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Sri Chinmoy: Il terzo occhio è il luogo della visione. Quando usi i tuoi due occhi puoi vedere solo ciò che si trova davanti a te, ma con il terzo occhio puoi vedere davanti, dietro, ovunque. Puoi anche vedere il passato, il presente e il futuro allo stesso tempo. Forse adesso non ricordi quello che hai mangiato ieri a colazione, ma se apri il terzo occhio sarai in grado di dire quello che hai mangiato a colazione anche due anni fa. Se apri questo chakra, esso ti porterà immediatamente nel tuo passato, dove tutto è registrato, e ti mostrerà anche il futuro, quello che accadrà nella tua vita e in quella dei tuoi amici. Immagina di aver programmato di fare qualcosa domani mattina; questo è il tuo piano, la tua determinazione. Quando la giornata comincia puoi comunque cambiare idea venti volte, invece se vedi con il terzo occhio cosa accadrà, non avrai più la necessità o la voglia di cambiare il piano cosmico, perché a livello interiore questo è già accaduto.

Qual è la relazione fra il terzo occhio e il centro del cuore?

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Sri Chinmoy: Diciamo che il cuore è coscienza e il terzo occhio è luce, anche se non c’è vera differenza fra i due. Il terzo occhio o chakra ajna può annullare e distruggere il karma passato, può accelerare l’evoluzione attuale e può portare alla luce le ricchezze future. Il terzo occhio ha infinita luce e allo stesso tempo è infinita luce, e il cuore, o chakra anahata, ha coscienza infinita e allo stesso tempo è coscienza infinita. Sono due amici eterni: ora la luce infinita, che chiamo terzo occhio, è un palazzo e dentro ci vive il cuore, l’inquilino, ma subito dopo la coscienza infinita, che chiamo cuore, può divenire il palazzo ed il terzo occhio è l’inquilino. In questo modo si scambiano continuamente.

Benché la coscienza e la luce siano inseparabili, alcuni Maestri spirituali hanno visto la luce prima della coscienza, ed altri hanno visto la coscienza prima della luce. Quella che viene vista per prima è sentita come sorgente dell’altra. È come nel caso di due dita su una stessa mano: immagina che il nome di un dito sia luce e il nome dell’altro sia coscienza. Se vedi per primo il dito chiamato luce, dirai immediatamente: “La sorgente è luce!”, e vedrai che la coscienza stessa è dentro tale luce. Se però vedi per primo il dito della coscienza, dirai: “La sorgente è coscienza!”, e vedrai la luce dentro tale coscienza.
Verrà poi un giorno in cui vedremo che luce e coscienza sono inseparabili, vanno insieme come il dritto e il rovescio di una moneta. Quando compro qualcosa da te e ti do una moneta, non importa quale faccia sia rivolta verso di te, tu la accetti perché sei sicuro che vi è anche l’altra faccia, c’è tutto ciò che è necessario. Allo stesso modo la luce e la coscienza vanno sempre insieme. Se non si vive nella coscienza trascendentale, il cuore spirituale non può funzionare correttamente.

Sì, possiamo separare le due cose quando usiamo la nostra conoscenza e saggezza umana, ma quando usiamo la nostra saggezza, luce e coscienza divine, non possiamo separare il cuore spirituale dal terzo occhio. Sono complementari, come marito e moglie. Dal momento che generalmente il cuore è tutta Dolcezza e amore, e il terzo occhio è tutto potere e luce splendente, possiamo dire che il cuore è la moglie e il terzo occhio è il marito. Le qualità principali della moglie sono dolcezza e gentilezza, mentre quelle del marito sono conoscenza, saggezza ed alte cose mentali.

Ma, di nuovo, coloro che hanno raggiunto un alto grado di saggezza, sentiranno che il terzo occhio è anche il cuore, perché cos’altro è il cuore se non ciò che ci dà soddisfazione? E cosa ci può dare soddisfazione? Solo la luce! Quindi se la luce dal terzo occhio ci soddisfa, naturalmente abbiamo a che fare con le qualità del cuore. E cosa ci può dare un costante senso di saggezza? La saggezza giunge solo quando siamo nei più profondi recessi del nostro respiro, dentro il cuore, dove agiscono l’infinità, l’eternità e l’immortalità. Possedere eternamente l’infinito, la luce e la beatitudine come veramente nostri, questo è saggezza. Così possiamo dire che la saggezza proviene dal cuore. Allo stesso modo, il cuore e il terzo occhio vanno insieme. Come Purusha e Prakriti, Dio il Padre e Dio la Madre, allo stesso modo il terzo occhio e il cuore vanno insieme.

Una volta mentre meditavi, ho notato che hai toccato prima il tuo terzo occhio e poi il tuo centro del cuore. Cosa significa?

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Sri Chinmoy: Il terzo occhio è il centro della visione. Prima vogliamo godere della visione della Beatitudine. E poi, dopo che abbiamo fatto l’esperienza della Beatitudine, dobbiamo porla da qualche parte per poterla usare permanentemente: tale posto è il cuore.

Qual è la differenza fra il normale cuore umano ed il cuore spirituale o chakra anahata?

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Sri Chinmoy: Il cuore umano è un piccolo muscolo nel petto di cui i medici possono parlarci. Il cuore spirituale, invece, è qualcosa che il cercatore vede, sente e nel quale cresce. È sconfinato. Adesso l’Infinito è un concetto astratto per noi, ma quando scopriamo il nostro cuore spirituale, l’Infinito non è più immaginazione, è una realtà.

L’universo, la coscienza universale, la coscienza eterna, la coscienza infinita, sono tutte dentro il cuore spirituale. Da una parte esso ospita la Divinità, l’Immortalità, l’Eternità e l’Infinito, dall’altra le trascende tutte.

Il cuore spirituale è qui nel petto, nella fronte, dappertutto, e poiché esso è infinito, pervade l’intero universo. Dio è onnipotente non perché è immenso, ma perché in un momento può essere la più piccola e insignificante formica e subito dopo può essere infinitamente più vasto dell’oceano. Lo chiamiamo Dio precisamente perché può essere ciò che vuole: sconfinato o infinitesimale. Anche il cuore spirituale ha la stessa capacità: benché sia infinito, eterno e immortale, può facilmente risiedere nel cuore fisico. Ha inoltre la capacità di portare il cuore fisico nella sua Vastità, nella sua Infinità, nella sua Eternità.

Ora l’Infinito si separa dal finito, il momento successivo accoglie il finito in se stesso e diventa completamente una cosa sola con il finito. Nella vita spirituale non solo la goccia può entrare nell’oceano, ma anche l’oceano ha la capacità di entrare nella piccola goccia.

Può succedere che il centro del cuore si apra per qualche secondo e poi si richiuda?

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Sri Chinmoy: Sì, è vero. Alcune volte si apre per qualche secondo, qualche minuto, o qualche giorno, per poi chiudersi di nuovo. È come una finestra: puoi lasciarla aperta per qualche secondo, qualche minuto o qualche giorno, dipende da te. Questo centro rimane sempre aperto quando l’aspirazione è intensa e diventiamo completamente una sola cosa con l’anima. Altrimenti si apre per un minuto o un giorno e poi si chiude di nuovo. Quando però i sei centri principali, dal chakra ajna al muladhara, sono completamente aperti, è molto raro che un centro si richiuda.

Come si fa a sapere se il centro del cuore è aperto?

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Sri Chinmoy: Quando il centro del cuore è aperto sentirai gioia sconfinata, amore, e Purezza sconfinati. La prima cosa sarà la Purezza dentro e fuori di te. Sentirai poi un amore infinito, senza limiti, assolutamente puro, e lo percepirai dentro e fuori di te. Poi vedrai gioia in tutto. Adesso aneli alla gioia, ma verrà un giorno in cui questo centro sarà aperto e otterrai gioia spontanea da ogni cosa. Guarderai un fiore ed avrai gioia, guarderai un bambino ed avrai gioia, guarderai il mondo ed avrai gioia; avrai inoltre pace, e il sentimento di unità universale. Se il centro del cuore è completamente aperto, durante la meditazione probabilmente assaporerai il nettare divino, amrìta.

Sentire del calore nella regione del cuore è un segnale dell’apertura di questo centro?

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Sri Chinmoy: Se senti del calore e avverti la rotazione di un disco nel centro del petto, è un segnale che il centro del cuore sta per aprirsi. I medici dicono che il cuore fisico è leggermente verso sinistra nel petto, ma il cuore spirituale è nel centro del petto. Quando effettivamente il centro del cuore si apre, la sua gioia e la sua Delizia si diffondono in tutto il corpo e non potrai più dire che esso è localizzato in un posto specifico.

Qual è la relazione fra il cuore spirituale e il potere kundalini, in termini di importanza?

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Sri Chinmoy: Si può dire che il potere della kundalini è sulla superficie, assolutamente sulla superficie del cuore spirituale. Sulla superficie del mare ci sono innumerevoli onde. Quando un bambino vede le onde del mare ne è affascinato, mentre un adulto cercherà di andare nelle profondità, dove c’è silenzio, calma, assoluta tranquillità; è qui che troverà la gioia più grande. Gli adulti cercano le profondità eterne e silenziose.

I miracoli del potere kundalini che vedi, sono come i giochi di un bambino in un giardino: un bimbo può raccogliere un fiore, pizzicare qualcuno, o mostrare la sua forza tirando un sasso o facendo ogni genere di marachelle. La Madre Cosmica osserva il gioco dei suoi bambini, e come una madre normale gioisce nell’averli intorno: “I miei bambini possono saltare, correre, tirare gli oggetti. Gioisco di questo gioco, il gioco cosmico!” Ma il Padre sente che i bambini non possono sempre giocare, qualche volta devono studiare o rimarranno degli sciocchi.

Quando un bambino gioca ottiene gioia, gioia “fisica”, ma quando studia ottiene un altro tipo di gioia, una gioia più profonda e appagante. Quando una persona raggiunge qualcosa sul piano fisico l’apprezziamo. Quando raggiunge qualcosa di grande sul piano mentale, l’apprezziamo di più. Quando raggiunge qualcosa sul piano psichico, quelli che sono nella posizione di apprezzarla lo faranno in misura ancora maggiore, e quando qualcuno raggiunge qualcosa a livello dell’anima o al livello di Dio, coloro che ne sono a conoscenza lo apprezzano nella misura più elevata. Sri Ramana Maharshi e Sri Ramakrishna non si curavano dello studio; molti Maestri spirituali non si sono preoccupati di studiare, ma tutti gli studiosi occidentali dovrebbero andare a toccare i piedi di questi illetterati dalla saggezza infinita. Più in alto, più in profondità andiamo, più è convincente, illuminante, e significativa la saggezza che otteniamo. Nel reame spirituale il potere della kundalini è simile a un raggiungimento sul piano fisico.

Una madre sente che anche se suo figlio ha sessant’anni, è ancora il suo bambino, il suo piccolo. Ma quando un padre vede che suo figlio ha 13 o 14 anni, cerca di dargli tutta la sua saggezza. Gli dice: “Non puoi più dire di essere un bambino. Io potrei morire domani e tu dovrai rimpiazzarmi e prenderti la piena responsabilità di tutti i miei affari”. La madre dice: “No, no! Voglio che mio figlio rimanga qui con me!” Non sto dicendo niente di male contro la madre. È semplicemente la sua natura considerare i propri figli come suoi eterni bambini. Il padre dice: “Siete dei bambini eterni, è vero, ma dovete lavorare per me. Dovete prendervi la responsabilità dell’intero universo. Mettersi in mostra e fare tutte queste cose può andare bene a cinque, dieci, vent’anni, ma non può durare per sempre”.

La stessa Madre, la stessa Madre Cosmica che possiede tutti i poteri kundalini e che è il potere kundalini stesso, va molto, molto oltre questo potere. Con il suo aspetto del sempre-trascendente Aldilà si unisce con il suo consorte, Purusha o Shiva o Assoluto. Con la sua coscienza sempre-trascendente, è tutt’uno con l’Assoluto, e con la sua coscienza giocosa, gioca coi suoi bambini nel suo gioco cosmico.

Il Padre dice al figlio di andare al di là del gioco cosmico, perché solo così facendo potrà ottenere pace, luce e beatitudine infinite. Il Padre afferma: “Devi andare al di là della kundalini, in uno stato più elevato di coscienza. Prima entra nel sushupti, lo stato del sonno profondo. Raggiungi poi swapana, lo stato di sogno; poi jagriti, lo stato di veglia, e infine entra nel turiya, la coscienza trascendentale. Poi, figlio mio, puoi andare anche oltre questo stato e rimanere nel sahaja samadhi, che è unità costante, spontanea, dinamica con Me, su tutti i piani di realtà”.

Il figlio di Dio, Gesù Cristo, è rimasto sulla Terra per trentatré anni e soltanto nei suoi ultimi tre anni di vita ha fatto dei miracoli. Pensate che il mondo lo adori ancora solo perché era in grado di camminare sull’acqua e far risuscitare i morti? No, non è per questi miracoli che è ancora adorato, ma perché ha fatto discendere la coscienza eterna, la coscienza infinita. Sri Ramakrishna non ha praticamente mai fatto miracoli e ci sono stati moltissimi altri Maestri che non ne hanno fatti. Sentivano che compiere miracoli sul piano fisico era un gioco da ragazzi, paragonato a ciò che erano capaci di fare sul piano spirituale, nelle regioni del cuore, dove si trovano pace, luce, e beatitudine infinite.

Il potere kundalini e tutti i poteri miracolosi sulla Terra, sono passeggeri perché legati ad essa. Invece i poteri del Sé trascendentale sono infiniti ed immortali. La cosa più importante sulla Terra, per un cercatore spirituale, è il risveglio della coscienza e la Realizzazione del Sé, perché queste sono cose eterne. Se qualcuno compie miracoli ne siamo affascinati ma quando torniamo a casa non ci sarà niente a sorreggere la nostra fede in ciò che abbiamo visto fare, e ci sembrerà che si sia trattato di illusioni magiche. Quando invece qualcuno solleva la nostra coscienza anche per un solo secondo, o se lo facciamo noi stessi con la forza della nostra intensa aspirazione, la fede in questa nostra esperienza sarà duratura, perché si tratta della nostra esperienza interiore. Abbiamo bisogno di tutto ciò che è eterno, come l’Immortalità, l’Immortalità interiore, e questa arriva attraverso il risveglio e l’innalzamento della nostra coscienza.

Ho meditato sul centro dell’ombelico, pensi sia una cosa saggia?

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Sri Chinmoy: Secondo la concezione induista questo chakra non dovrebbe essere aperto finché non lo sia il centro del cuore. Se il centro dell’ombelico viene aperto prima di quello del cuore, il vitale più basso e più impuro può entrare nel cuore e distruggere tutte le tue possibilità spirituali.

A questo punto del tuo sviluppo spirituale il centro dell’ombelico non è un centro sicuro. È il centro del dinamismo, della forza, del potere e così via, e tu dovresti meditare sul centro del cuore per ottenere pace, amore e gioia. Quando avrai pace, amore e gioia, sentirai che la pace stessa è potere, l’amore stesso è potere, la gioia stessa è potere dinamico. Se apri il centro dell’ombelico dove si trova il dinamismo e ne abusi, esso diventa aggressività brutale. Questo è anche il centro delle emozioni. Con l’emozione puoi espanderti e diventare l’Infinito, ma anche, puoi diventare vittima del piacere terreno e delle debolezze umane. Ecco perché Dio non ti permette di aprire questo centro, vuole proteggerti.

Dio non vuole che tu abusi delle qualità dinamiche che hai nel centro dell’ombelico e intorno ad esso. Vuole che tu aneli a Lui, e questo anelito non si trova nell’ombelico o nella gola o nel terzo occhio o sulla sommità della testa, ma solo nel cuore. Se veramente aneli a Dio, non importa dove o in quale posizione ti trovi, sei destinato a sentire la presenza di Dio; quando senti quella presenza, percepisci che l’energia divina, la kundalini, si è già risvegliata e sta salendo verso l’Altissimo, da un centro all’altro. Se riesci a sentire la presenza vivente di Dio dentro di te, quest’energia di cui stai parlando sarà tua in misura illimitata in un tempo molto breve.

Non puoi vivere senza Dio, anch’io non posso vivere senza Dio, tutti quanti abbiamo bisogno di vivere con Dio, ma sentire questa presenza vivente è un’altra cosa. Le persone che hanno realizzato l’Altissimo sentono la sua presenza vivente ventiquattr’ore al giorno, e se tu aneli ad essa, il tuo intero essere, la tua esistenza interiore ed esteriore, saranno inondati da dinamismo divino ed energia illimitati.

È sconsigliabile meditare sulla base della spina dorsale, cercando di sollevare da lì la kundalini?

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Sri Chinmoy: Alcuni molto spesso sbagliano perché cercano di risvegliare la loro kundalini nel modo tradizionale, iniziando dalla base della spina dorsale, ma il loro vitale rimane impuro. Così vanno incontro a molti problemi vitali e dicono: “Prima di fare yoga stavo molto meglio ed ero molto più puro, adesso tutta la mia purezza è sparita!”

Potresti parlare del quinto chakra?

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Sri Chinmoy: Il quinto chakra è il centro della gola, chiamato anche vishuddha o chakra kantha perché la parola sanscrita per gola è “kantha”. Come gli altri chakra, vishuddha si trova nel corpo sottile, all’interno del fisico sottile, e non nel fisico grossolano.

Quando si apre questo chakra si riceve il dono della creatività: si può essere scrittori, cantanti, ballerini. Quando questo chakra è aperto significa che si è stabilito un libero accesso al mondo della creatività. Questo centro ha una speciale connessione con la musica universale, che è completamente differente da quella che suoniamo o ascoltiamo; si tratta di una musica celestiale che non possiamo esprimere. La sentiamo nel centro del cuore, il chakra anahata, e la percepiamo col nostro orecchio interiore, perché le nostre orecchie umane non la possono udire.

Espressione, rivelazione e manifestazione rimangono pura immaginazione finché il quinto chakra non è aperto. Possiamo realizzare la Verità, ma finché la Verità non viene rivelata e manifestata in questo mondo, si tratta di semplice immaginazione. In altri mondi, nei mondi interiori, è una realtà, ma finché non vediamo qualcosa proprio davanti al nostro naso, abbiamo tutte le ragioni per negarla. Quando il centro della gola è aperto, l’immaginazione è trasformata in realtà. Ciò che chiamiamo immaginazione è già una realtà in qualche altro mondo, dove la visione possiede la propria realtà in modo divino, ma finché non viene trasformata in realtà nel mondo esteriore, non l’accettiamo completamente. Nel momento in cui il quinto chakra è aperto, tutto ciò che è dentro di noi come potenzialità si fa avanti per la sua manifestazione divina. Ecco perché questo è il centro dell’espressione, della rivelazione e della manifestazione delle verità interiori nascoste di ciascuno.

Si dice che ci siano ottantaseimila nervi sottili. Sono sufficientemente distinti da poter essere contati?

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Sri Chinmoy: Sì, i nervi sono abbastanza visibili agli occhi interiori, non sono completamente intrecciati e quindi si possono distinguere. Sono tuttavia molto piccoli e delicati, e molto fini. Una volta ho provato a contarli. Penso di essere arrivato a due o tremila, poi ho smesso e mi son detto: “Va bene, ci credo”.

I nervi del corpo sottile hanno relazione con i nervi del corpo fisico?

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Sri Chinmoy: No. Se tagli un nervo fisico, il nervo sottile non ne viene influenzato, ma puoi portare dei messaggi da questi, nel fisico. Puoi portare energia e altre ricchezze dagli uni all’altro. Lo scopo dei nervi sottili è quello di dare energia al corpo sottile, e tramite la concentrazione puoi rafforzarli.

FINE DEL LIBRO

Responsabile della traduzione: Stefano