Il cuore e i sogni di un bimbo

Il cuore e i sogni di un bimbo

Spiritualità e i bambini

A Child’s Heart and a Child’s Dream

https://www.srichinmoylibrary.com/chd (inglese)

Il cuore e i sogni di un bimbo

La dolce speranza di un bimbo

La dolce speranza di un bimbo
e l’immediata fecondità di Dio
si trovano sempre assieme
in un meraviglioso giardino-perfezione-soddisfazione.

La Creazione di Dio è come un loto o una rosa. Ogni petalo è unico a proprio modo. Un bambino è una parte molto significativa della Creazione di Dio, poiché Dio sta sognando in ogni bambino e attraverso ogni bambino, manifestando Se Stesso in modo irripetibile. Ogni bambino porta giù un nuovo messaggio di Dio, prima mai conosciuto. Naturalmente, se il mondo lo accetta, il mondo riceve nuova luce, nuovo potere, nuova gioia e nuovo amore.

Dal bambino di oggi dipende il futuro di domani. Parliamo di perfezione, ma la perfezione di cui parliamo verrà solo dai bambini, dal cuore di un bambino e dai sogni di un bambino. La vecchia creazione deve arrendersi alla nuova. La vecchia creazione significa la vita che non vuole vedere la verità, accettare la verità o appagare la verità. Chi vuole vedere, accettare e appagare la verità? Il bambino. Solo un bambino ha la capacità di sentire che ogni giorno è una nuova alba. Solo un bambino è ispirato a correre, a fare qualcosa, a dare qualcosa al mondo ogni giorno.

L’importanza di un bambino

È un bambino che fa progresso nella vita, non un anziano. Gli anziani non sono interessati al progresso, ma non sono solo gli anni che rendono una persona anziana. Persone di sessanta o settanta anni possono avere l’entusiasmo, la gioia interiore e l’ispirazione di un bambino. Ci sono, invece, persone di diciassette, diciotto o diciannove anni che non hanno alcuna aspirazione, ispirazione, dinamismo. Se un ragazzo di diciannove anni non ha la capacità di ricavare qualcosa dal mondo e di dare qualcosa al mondo, se non si preoccupa del mondo e sente di non aver bisogno del mondo, allora egli ha novantanove anni nello spirito. D’altra parte se un novantanovenne vuole imparare il linguaggio interiore, il linguaggio della pace divina, il linguaggio della saggezza divina, il linguaggio della luce divina, è un bambino nello spirito. Nella vita spirituale non ci preoccupiamo degli anni terreni ma dell’ardore interiore di un individuo di fare qualcosa e di diventare qualcosa, di diventare un figlio di Dio.

Se realmente vuoi diventare un bambino, devi sentire che c’è sempre qualcosa da imparare e che Dio è là per insegnarti. Nella vita spirituale impari qualcosa ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo dal nostro Padre divino. Se hai costantemente la sensazione di imparare nel mondo interiore, non c’è fine al Dio-divinità che puoi ricevere e conquistare.

Il cuore di un bimbo

Poiché un bambino vive nel cuore, sente sempre che sua madre o suo padre si prenderanno cura di lui, sente sempre di essere protetto, guidato e assistito. Perciò ha spontaneamente fiducia nella sua vita. Poiché è sempre nel cuore, sente che non ci sarà nessuna necessità che i suoi genitori non appagheranno. Se vivesse nella mente immediatamente penserebbe: “Oh, forse mio padre non sarà capace di fare questo. Forse mia madre non mi aiuterà”. Potrebbe, per questo, diventare pauroso, pieno di dubbi e ansioso, ma un bambino non vive nella mente. Similmente, se vuoi avere lo spirito di un bambino, non ha importanza quanti anni hai, devi sentire che c’è Qualcuno con una infinita Luce-Saggezza che ti pensa costantemente, ti guida e protegge, e che quella Persona è Dio.

Colui che si cura più dell’intelletto che del suo cuore, che si cura più delle conquiste esteriori che di quelle interiori, che si cura più della società intorno a lui che di Dio dentro di lui, non può mai agire come un bambino. Un vero bambino vive tutto il tempo nel cuore, mentre un adulto è tutto il tempo nella mente. Nella mente non c’è amore, l’amore vero può essere trovato solo dentro il fiore-cuore. Il fiore-cuore prova tutto il tempo a rendere gli altri felici. Poiché Dio ha il fiore-cuore di un bambino, Egli prova tutto il tempo a renderci felici. Il fiore-cuore di un bambino è un cuore divino. Se rimaniamo nel mondo esteriore, vedremo i bambini come comuni esseri umani, ma se andiamo all’interno di noi, vedremo immediatamente che un bambino incarna tutte le divine qualità di Dio. In quel momento, vedremo i bambini come veri miracoli, come strumenti divini, come fiori di Dio.

Sono soprattutto i genitori che devono vedere i loro figli in questo modo. Se i genitori sentono che i loro figli sono fiori di Dio, permetteranno ai loro figli non solo di sentirlo ma anche di crescere in questo modo. Sono i genitori che, sin dall’inizio, devono vedere la divinità nei loro bambini, e far sì che i loro bambini vedano la divinità in se stessi. Questo è il supremo ruolo dei genitori. Non è sufficiente per i genitori nutrire, vestire e mandare a scuola i propri figli. No, i genitori devono assumersi la responsabilità di portar fuori le qualità divine dei loro bambini.

Tutti i bambini possono e devono essere raggiunti spiritualmente. È infinitamente più facile raggiungere i bambini spiritualmente che in ogni altro modo. Perché i bambini non sono altro che fiori freschi e bellissimi, pronti per essere posti sull’Altare di Dio la Verità, Dio la Luce e Dio la Delizia.

Domanda: I bambini vedono più bellezza degli adulti?

Sri Chinmoy: Sì, i bambini vedono sempre più bellezza degli adulti, perché rimangono di più nel cuore e nell’anima. Grazie alla loro straordinaria purezza interiore, vedono la bellezza e la luce anche nell’oscurità. Quando la mente è sviluppata, questa mente non-divina [undivine] proverà immediatamente a vedere impurità anche nella luce, nella saggezza, e persino in ogni cosa che progredisce. La mente umana riceve soddisfazione vedendo le cose brutte. Un bambino, invece, non usa la mente, prende ogni cosa come sua, perciò vede bellezza in ognuno e in ogni cosa. Sente che non c’è niente di assolutamente non-divino, e ciò è perfettamente vero.

Domanda: Come possiamo appagare i cuori e le anime dei bambini nel mondo?

Sri Chinmoy: Possiamo appagare i cuori e le anime dei bambini nel mondo solo diventando noi stessi i cuori e le anime dei bambini nel mondo. Che cosa significa? In ogni momento dobbiamo coltivare un desiderio di imparare cose che sono illuminanti e appaganti. In ogni momento dobbiamo avere l’entusiasmo e l’ardore di sapere di più sulla verità, sulla luce e sulla delizia. È la nostra bramosia di imparare che ci darà un cuore di bambino e un’anima di bambino, ed è solo avendo il cuore di un bambino e l’anima di un bambino che potremo appagare i cuori e le anime dei bambini nel mondo.

Il ruolo dei genitori

Come una madre porge la mano
Per offrire un frutto al suo bambino,
Così anche Dio l’Infinito
Porge la mano per offrire Se stesso
al finito.

Il sacro e divino scopo della famiglia è di aiutare ogni membro a scoprire la propria vera realtà. Se un individuo non scopre la vera realtà in se stesso, rinnega la promessa che ha fatto a Dio. Qual è questa promessa? Un tempo, quando era nella regione dell’anima, promise di realizzare, rivelare e manifestare Dio sulla Terra. Per soddisfare questa promessa ha scelto di nascere in una particolare famiglia piuttosto che in un’altra, tra i milioni di altre famiglie sulla Terra. È in questa famiglia che avverrà lo sviluppo fisico e spirituale del bambino durante gli anni della sua formazione.

Quando siete benedetti con la nascita di un bambino, ricevete nella vostra vita una parte consistente di divinità dall’alto. In quel momento la vostra anima fa un’altra solenne promessa a Dio: che farete di vostro figlio un perfetto strumento di Dio, sia che riusciate ad aiutarlo voi stessi o che cerchiate l’aiuto di qualche altro essere umano. Questa è la promessa della vostra anima.

I genitori occidentali spesso confondono l’assenza di disciplina con l’amore e la cura. Quando si tratta di dare amore profondo e cura, non li danno, e quando si tratta di severa disciplina spirituale, disciplina interiore, certamente non la daranno ai loro figli. I loro figli non sono correttamente plasmati né da una disciplina interiore né da una disciplina esteriore. Non sono opportunamente educati né sul piano spirituale, né su quello fisico e mentale.

Libertà e disciplina

Qui in occidente c’è un tipo di libertà che non approvo. Qualche volta i genitori agiscono con una falsa modestia, dicendo che non sanno cos’è meglio per i loro figli. Perciò danno loro la libertà di trovare da soli ciò che è meglio. È vero, in confronto ad un maestro spirituale o ad uno yoghi potete non sapere nulla, ma in confronto ai vostri figli sapete molto di più. Avete fatto molti errori nella vostra vita, e commettendoli avete capito in una certa misura cosa è bene e cosa è male. Se amate veramente i vostri figli, lascerete che traggano profitto dalle vostre esperienze. Ogni giorno dovreste pregare Dio e meditare su Dio perché vi illumini in modo da non fuorviare i vostri figli, e l’illuminazione che ricevete dovete offrirla ai vostri figli. Quindi negli anni formativi dei figli, i genitori dovrebbero sempre dire ai loro figli qual è la cosa giusta per loro.

Se i bambini non sono plasmati correttamente quando sono in tenera età, quando cresceranno potranno fare uso di droghe e fare molte cose non-divine. Allora i genitori dichiareranno: “Io non ho insegnato loro queste cose”, ma sfortunatamente i genitori hanno dato loro il genere sbagliato di libertà. Invece di insegnare i propri ideali ai loro figli, hanno permesso che i bambini formassero da soli la propria mente.

Quando hai un bambino gli dai del latte perché sai che è nutriente. Non dici: “Lascio che mio figlio beva latte o acqua, quello che preferisce, e quando sarà più grande capirà che il latte è migliore”. A quel punto potrebbe essere malato o potrebbe essere morto; così gli fai bere il latte fino a dieci o dodici anni, e poi se non gli piace lasci che beva qualcos’altro.

Allo stesso modo, sul piano spirituale, i genitori spesso non nutrono l’anima dei loro figli. Dicono di non sapere quale sentiero vorranno seguire i loro figli, di quale chiesa abbiano bisogno o quale tipo di preghiera sia meglio per loro, perciò non gli insegnano niente, ma dovresti sentire che ciò che è meglio per la tua vita interiore, è giusto anche per i tuoi figli. I bambini moriranno spiritualmente se non gli dai il giusto nutrimento. Tu non gli inietti nulla, gli dai del cibo. Loro potrebbero non amare quel particolare cibo, ma o lo mangiano o muoiono; dopo, quando cresceranno, avranno la libertà di mangiare ciò che vogliono.

Qui vedo migliaia di bambini che sono stati fuorviati dai genitori nel nome della libertà. La libertà è disponibile, ma chi può realmente gioire di essa? Colui che ascolta i dettami del proprio essere interiore e obbedisce alla legge interiore. Sei libero sul piano esteriore proprio perché ascolti un’autorità superiore, che è il tuo proprio sé più elevato. Quando non ascolti il tuo sé più elevato, in quel momento sei completamente limitato e vincolato.

I genitori devono sentire che, poiché hanno più saggezza ed esperienza dei propri figli, sono essi il sé più alto dei loro figli. Essi sono parte della loro esistenza, ma sono più consapevoli, perciò sono nella posizione di guidare i loro bambini. Questi stessi figli un giorno cresceranno e saranno nella posizione di guidare e plasmare i propri figli, ma quando i bambini ricevono libertà prima di avere una qualsiasi saggezza interiore, questa libertà non va bene.

Ricchezza materiale e amore

In America i genitori pensano sempre che devono dare ai loro figli cose materiali, ma quando si tratta di amore, molti genitori americani non lo danno. Essi garantiscono una vita confortevole, ma c’è una grande differenza fra una vita di comfort e una vita di amore. Il cuore e l’anima di un bambino non si preoccupano dei soldi. Nella profondità del proprio cuore al bambino importa solo del cuore della madre, del cuore del padre. Se il bambino riceve amore dai suoi genitori allora sarà loro eternamente e divinamente legato ed egli stesso legherà i suoi genitori in eguale maniera.

L’amore deve essere dato incondizionatamente, non con il sentimento di un contratto interiore. Se i genitori pensano che ameranno loro figlio a quattro anni in modo che quando ne avrà venticinque potrà dare loro benessere materiale, è assurdo. Dio riversa costantemente su di noi le Sue più grandi Benedizioni. Egli non si preoccupa della nostra gratitudine. Egli si occupa solo del Suo dono, quando dona è felice. In questo mondo la felicità viene solo dal donare, così il padre e la madre dovrebbero dare ogni cosa ai loro figli incondizionatamente, non aspettandosi niente in cambio del loro amore. Certo, se i genitori riverseranno amore ai loro figli, alla fine i figli offriranno loro gratitudine, ma i veri genitori non si preoccupano della gratitudine, si occupano solo di amare i figli. Anche se i figli non hanno gratitudine, alla fine ci sarà qualcuno che non rimarrà ingrato per quello che i genitori hanno dato, e quella persona è Dio. Egli cercherà di compiacere i genitori nel Suo modo divino.

L’amore della madre

Il dizionario contiene milioni di parole, ma senza alcuna esitazione desidero dire che la parola “madre” rimane senza paragoni in quanto a dolcezza, amore, cura, intimità, vicinanza e unione. Non c’è altra parola così significativa come “madre”. La madre è affetto, la madre è amore, la madre è cura, la madre è vicinanza, la madre è inseparabile unione con il figlio. Nella vita della madre, il figlio è indubbiamente l’essere più caro, e nel cuore del bambino si espande sempre la stessa esperienza: la madre è tutto. Per il bambino la madre è dolce, più dolce, dolcissima. Per la madre, il bambino è assolutamente il più dolce.

Una madre dona e dona al proprio figlio semplicemente perché lo ama. Se è abbastanza fortunata, il bambino ricambierà quando sarà cresciuto, ma molto spesso questo non accade. Lui ha la sua vita, ma quando la madre dà, è benedetta da Dio. La luce, l’affetto e le altre qualità divine che dona a suo figlio sono benedizioni in se stesse.

Nell’amore di una madre vediamo la divinità che si esprime in vari significativi modi. La prima cosa che vediamo nell’amore di una madre è la premura più pura, e la seconda è la pazienza infinita. Nell’amore del padre non troviamo questo tipo di pazienza infinita; troviamo saggezza e altre cose, ma nell’amore di una madre, oltre alla saggezza troviamo infinita pazienza. La madre è pronta ad aspettare che il figlio cresca ed impari ogni cosa. Il padre è per molti aspetti impaziente, giudica il figlio secondo la sua propria luce, pace, saggezza e conoscenza, mentre la madre giudica il figlio secondo le capacità del bambino.

L’amore che un bimbo riceve da sua madre è più fruttuoso di quello che riceve dal padre. Quando si parla di intimità interiore, è la madre che ha più successo. Quando sentiamo qualcosa di vasto, immediatamente è l’amore del padre che si presenta. Ma quando sentiamo l’intensità di due cuori, pensiamo immediatamente all’amore fra una madre e il figlio.

Il figlio sa che sua madre non farà niente di intenzionale per ferirlo. Il bambino crede che neanche inconsapevolmente la madre farà qualcosa di sbagliato. Il bambino ha una tale fede implicita in sua madre, che sente che se qualcuno ha del veleno, la madre stessa lo berrà per salvarlo.

Vedremo questo tipo di fede nel bambino solo prima che la sua mente si sviluppi. Una volta che la mente inizierà a funzionare all’incirca verso i tredici anni, la dolce intimità fra il bambino e la madre si rompe, perché la mente ha il proprio modo di dubitare e sospettare.

Vedere Dio nel tuo bambino

Come genitori dovreste sentire che i vostri figli vi sono cari precisamente perché Dio è in loro, e dovreste anche sentire che voi siete cari ai vostri figli perché Dio è in voi. Mentre parlate con i vostri figli e cercate di educare le loro vite, dovete sentire la presenza del Dio vivente dentro di loro. Il modo per sentire la presenza di Dio nei vostri figli, è sentire per prima la Sua presenza dentro di voi, allora è facile vedere la presenza di Dio negli altri. Se mantenete la vostra stessa divinità in voi stessi, non importa chi vedete, quella persona sarà una proiezione della vostra stessa divinità.

Sfortunatamente la maggior parte delle persone non sentono la presenza di Dio in se stesse, tantomeno quindi nei loro figli. Guardano i loro figli come un proprio possesso e sentono di avere ogni diritto di plasmarli e guidarli a proprio piacimento. Se, però, potete sentire di amare i vostri bambini proprio perché Dio è in loro, ci sarà un flusso spontaneo di amore divino che andrà verso i vostri figli. In quel momento i vostri figli sentiranno che avete qualcosa di speciale da offrire.

Naturalmente, quando vostro figlio sorride, siete pronti a vedere la presenza di Dio in lui, ma quando strilla e fa cose non-divine, in quel momento vedete forse Dio? No, dite semplicemente: “Questo è il mio destino! Questo tipo di Dio non lo voglio!” Ora vedete qualcosa di divino, e il momento dopo vedete solo imperfezioni e vedete che Dio non è là.

Dal punto di vista spirituale, però, è molto importante vedere Dio nei vostri figli. Quando parlate ai vostri bambini, dovete sentire di offrire amore al Pilota Interiore in loro. Quando donate loro saggezza, dovete sentire che fra voi e i vostri figli c’è Qualcuno che è il ponte, e quello è Dio. Amate i vostri cari precisamente perché Dio l’eterno Amore è in voi e in loro. State mostrando loro compassione perché l’eterna compassionevole Sorgente è dentro di voi.

Così in tutte le vostre azioni dovete sentire che offrite il vostro servizio-luce spirituale al Supremo nei vostri figli. Prima di nutrire i vostri bambini pensate al Supremo. Mentre li nutrite, dite al Supremo: “O Supremo, offro questo cibo a Te”. Quindi, ogni volta che fate qualcosa per i vostri figli, chiedete segretamente al Supremo di fare la stessa cosa per voi. Quando nutrite i vostri figli, dite al Supremo: “Anche Tu per piacere nutrimi, perché sono Tuo figlio”. Allora il Supremo vi nutrirà spiritualmente. Dopo aver nutrito i vostri figli, quando sono alquanto felici e in pace, pregate il Supremo di nutrirvi ancora una volta. In questo modo, anche se avete nutrito vostro figlio una sola volta, il Supremo vi nutrirà per tre volte. Perché vi nutre? Perché state anelando al Suo cibo interiore.

Il Supremo dovrebbe venire sempre per primo nella vostra vita. Quando il vostro bambino vi fa un sorriso, non sentite di aver conquistato l’altezza più elevata. Sentite invece di essere voi stessi un figlio del Supremo e quando Egli vi sorride, quando è contento di voi, solo allora ricevete la gioia più grande. Quando ricevete qualcosa dal Supremo, dovete sentire che quella è la sola cosa di cui avete bisogno. Quando la ricevete, potrete darla ai vostri figli, a vostro marito e ai vostri cari. Ogni cosa vogliate ricevere, provate a riceverla dal Supremo, e poi datela ai vostri cari. Se provate a ricevere qualcosa dai vostri figli, state solo legandovi.

Per avere accesso al Supremo e incrementare la vostra ricettività alle cose che Lui vi sta offrendo, dovete imparare la concentrazione, la meditazione e la contemplazione. Se sei una madre, puoi facilmente trovare il tempo per meditare, a patto di fare per prime le cose più importanti. Al mattino presto, prima che i tuoi familiari si alzino e tu debba entrare nel trambusto della vita, puoi offrire alcuni secondi a Dio. Se sai che ad una particolare ora il tuo bambino ti chiederà da mangiare e altre cose, allora puoi alzarti dieci minuti prima. Se sai che alle sei possono crearti dei problemi, alzati alle cinque e mezza, e medita in segreto come un ladro divino.

C’è un’enorme differenza fra pregare e meditare per i vostri bambini e poi prendersi cura delle loro necessità terrene, e prendersi solo cura delle loro necessità terrene. Per piacere non sentite che vi prendete cura nel modo appropriato dei vostri figli se andate incontro solo alle loro necessità esteriori. Per piacere non pensate che se trascorrete ore con i vostri figli, compiacendoli come loro si aspettano, diventeranno spirituali. Se volete che i vostri figli diventino spirituali, voi stessi dovete esserlo. Dovete pregare e meditare e insegnare ai vostri figli come pregare e come meditare. Non dovete insegnare nient’altro ai vostri figli. Per la famiglia è anche meglio meditare insieme, se è possibile: ci sarà un reale senso di famiglia. Così come mangiate insieme il cibo materiale, potete mangiare insieme cibo spirituale. Il cibo spirituale è la preghiera e la meditazione.

Dare un esempio spirituale

I bambini sentono che qualsiasi cosa facciano i genitori è sempre giusta, perciò spesso diventano esattamente come loro. Se ai genitori piace qualcosa, immediatamente piacerà anche ai figli. Se i genitori hanno buoni amici, amici spirituali, i figli faranno amicizia con loro. All’inizio, i bambini provano sempre ad imitare i genitori, perciò i genitori dovrebbero sempre comportarsi bene davanti a loro. Se i genitori si comportano male, i figli saranno completamente rovinati. Se i genitori dicono bugie o fanno cose negative, i figli seguiranno il loro esempio.

Al mattino presto, se vi alzate per pregare e meditare con le mani giunte, per alcuni giorni vostro figlio continuerà a dormire; ma presto un dolce senso di competizione giungerà in di lui. Se suo padre o sua madre possono meditare, cosa c’è di sbagliato nel farlo? Vostro figlio si siederà accanto a voi e mediterà. Il migliore esempio è la vita dei propri genitori. La vita dei genitori è l’ideale del bambino.
Potete offrire ai vostri figli il più efficace aiuto spirituale solo seguendo voi stessi la vita divina, cioè agendo e non predicando. Qualsiasi cosa diciate al bambino di fare, lo dovete fare voi per primi. Potete dire a vostro figlio: “Alzati alle sette, prega e medita!”, ma la mattina seguente voi dormite; similmente potete dirgli di non dire bugie, ma voi stessi le dite: ogni cosa che fate la giustificate dicendo: “Io sono grande, queste cose non influiscono su di me!” ma dovete sapere che queste cose agiscono su di voi così come sui vostri figli.

Se chiedete ai vostri figli di alzarsi e meditare, e voi stessi lo fate, automaticamente riceveranno più forza, ma se non fate la stessa cosa, presto metà della loro forza andrà via. La loro attenzione verrà immediatamente distolta. Pensano: “Se questo è realmente giusto, perché mia madre non lo fa?”

Provate sempre ad essere di esempio per i vostri figli. Se chiedete loro di disegnare qualcosa e voi iniziate a cucinare, state facendo un errore. Non dovreste cucinare in quel momento, dovreste disegnare assieme ai vostri bambini. Anche quando i vostri figli giocano a pallone, sebbene possiate sentire di avere cose importanti da fare, la cosa più importante da fare per voi è stare in loro compagnia. Non ci può essere niente di più importante nella vostra vita. Se realmente volete vedere il loro progresso, rendeteli felici, non con l’indulgenza, non regalando venti giocattoli per volta, ma facendo qualcosa per loro, donandogli la consapevolezza di essere buoni e divini.

Quando state con loro ditegli: “Dio ti ama molto, Tu sei il Suo bambino prescelto. Il mondo intero ti aspetta per fare qualcosa di divino”. Questo è ciò che intendo per renderli felici: per dar loro reale felicità, fate loro sentire che Dio li vuole. Questa non è falsa adulazione. Quando i genitori ammirano e adorano un bambino, anche se le qualità che ammirano non si sono ancora manifestate, lo faranno.

In India quando un bambino nasce cieco, i genitori gli danno il nome “Occhi di Loto”. Paragonano il figlio alle divinità cosmiche. Si può pensare che sia stupido, ma questi genitori fanno la cosa giusta dicendo che il loro bambino ha la grazia speciale delle divinità cosmiche, essi invocano la presenza delle divinità cosmiche. Così quando apprezzate, ammirate e adorate i vostri figli, per piacere cercate di sentire che li state aiutando a sviluppare le qualità che dovrebbero manifestarsi in loro, portate fuori la loro dormiente divinità interiore.

È sempre bene ispirare i bambini. Per ispirarli non dovete fare grandi quadri o leggergli una bellissima poesia. No! Ditegli una dolce parola e immediatamente saranno ispirati. Donate loro un sorriso o uno sguardo con tutta l’anima e immediatamente vedranno qualcosa dentro quel sorriso che li ispirerà ad espandere i loro cuori.

Se dite a un bambino che è buono, la vostra mente umana dirà che avete solo ingrandito il suo ego, ma il vostro cuore saprà che immediatamente il cuore del bambino si è espanso. Il suo cuore è come un bocciolo che ha bisogno di schiudersi. Da ogni buona parola e da ogni gesto gentile che gli offrite, la rosa o il loto dentro il cuore del bambino sboccerà petalo dopo petalo. In questo modo, ad ogni istante, potete ispirare i bambini con il vostro modo di avvicinarvi alla divinità.

Se potete ispirare vostro figlio con l’amore, egli ispirerà qualcun altro con l’amore. È dall’uno che arriviamo ai molti, questo è l’unico modo in cui il mondo può progredire. Quando arriva un Maestro spirituale come Cristo, è solo una persona, ma egli ispira milioni e milioni di persone. Non possiamo sognare di trasformare l’umanità in un giorno solo, è un processo lento, ma iniziando con i bambini del mondo, alla fine il volto della realtà sarà trasformato dall’amore divino.

Domanda: Qual è il miglior modo per allevare i figli?

Sri Chinmoy: Il miglior modo per allevare i figli è la guida, la compassione, il perdono e la cosciente unione.

Domanda: Qual è il dovere di una madre nell’allevare i figli?

Sri Chinmoy: Il dovere di una madre è insegnare ai figli come pregare, come essere semplici, sinceri e amorevoli. Queste sono alcune cose che la madre dovrebbe assumersi come suo dovere nell’allevare i figli.

Domanda: Qual è la responsabilità del padre nell’allevare i figli?

Sri Chinmoy: La responsabilità del padre è insegnare la sua conoscenza e saggezza e portare ai figli il messaggio del vasto mondo. La piccola famiglia non è tutto, c’è anche una grande famiglia. La madre userà tutte le sue qualità di amore, intimità e affetto. Il padre farà anche questo, ma porterà ai figli anche il messaggio del mondo esterno. La madre renderà la famiglia dolce, più dolce, dolcissima e il padre porterà il mondo esterno più vicino ai figli. Farà loro sentire che c’è un altro mondo che deve essere ospitato dentro il piccolo mondo, o che il piccolo mondo deve essere parte integrante di quel vasto mondo.

Domanda: Come dovrebbero i genitori collaborare assieme, nell’allevare i figli?

Sri Chinmoy: I genitori dovrebbero fare i loro rispettivi doveri come ho menzionato. Qualsiasi cosa il padre debba fare, lo dovrebbe fare con gioia, con tutta l’anima, devotamente, instancabilmente e incondizionatamente. Ugualmente, qualsiasi cosa la madre debba fare, dovrebbe farlo con gioia, con tutta l’anima, devotamente, instancabilmente e incondizionatamente. Questo è il solo modo per far crescere i figli in modo soddisfacente.

Domanda: Come posso essere una moglie e una madre migliore?

Sri Chinmoy: Devi sentire che dentro tuo marito, dentro tuo figlio, c’è Dio. Ami tuo marito e tuo figlio non perché sono i tuoi cari, ma perché in loro c’è il Più Caro, il Più Caro di tutti. Dentro la tua famiglia devi sentire la presenza di Dio. Se puoi vividamente vedere e sentire la presenza di Dio nelle persone che ti sono vicine, nei tuoi cari, vedrai che sarai pronta a fare ogni cosa per loro.

Adesso quando fai qualcosa per tuo marito o tuo figlio, qualche volta lo fai controvoglia. Lo fai perché senti che è un obbligo, ma quando fai qualcosa per Dio, lo farai con pura gioia, perché quando Lui ti chiede di fare qualcosa ti dà non solo la forza ma anche l’ispirazione per farla. Perciò se puoi sentire e vedere la presenza di Dio in tuo marito e tuo figlio, sarai capace di mantenere lo stesso tipo di gioia e ispirazione.

Domanda: È vero che l’amore fra la madre e il figlio è spesso possessivo?

Sri Chinmoy: All’inizio la madre non permetterà che suo figlio sia toccato da estranei. Solo amici, parenti ed altri cari possono toccare e prendere in braccio il bambino. La madre è riluttante, perché sente che il bambino le appartiene e se altri lo prendono in braccio o lo accarezzano, forse il bambino perderà la sua bellezza. Cosa c’è, però, dentro la sua paura? C’è il suo amore non illuminato per il bambino. Se il suo amore fosse completamente illuminato, dovrebbe immediatamente pensare: “Sono la madre del bambino. Lascerò che anche gli altri lo apprezzino. Lui è creazione di Dio e Dio me lo ha dato. Perciò lascerò che anche gli altri figli di Dio apprezzino il loro piccolo fratello”.

Dopo tre o quattro anni la madre porta il bambino all’asilo. Si fida, ancora, solo di coloro che hanno lo stesso affetto per il figlio, ma adesso ha un po’ più di illuminazione. Permette al figlio di andare a scuola e di iniziare ad imparare. Poi permetterà che vada alle scuole superiori e infine all’università.

Per un bambino di sette o otto anni il mondo intero è sua madre. Amore significa sua madre e nessun altro. Alcuni anni dopo, mentre gioca e canta con i suoi amici, il suo sentimento di amore si espanderà un poco. Quando sarà alle scuole superiori o all’università sentirà amore per il suo Paese. Verrà un giorno in cui sentirà non solo di appartenere alla sua particolare nazione, ma anche al mondo intero, e andrà sempre più in alto e più in profondità fino a sentire di essere universale, e che il suo amore abbraccia ogni cosa nella Creazione di Dio. Inizia amando la sua madre fisica, poi, gradualmente, espande il suo amore alla Madre universale, che incarna l’intera Creazione.

Domanda: Avere un solo genitore è un problema per il bambino, e se è così, in che modo?

Sri Chinmoy: Molto spesso avere un solo genitore danneggia i bambini. Loro vogliono avere sia il padre che la madre. Solo così sentono che la famiglia è completa. Eppure, in centinaia di casi abbiamo visto che il padre può dare al figlio l’affetto e l’amore sia del padre che della madre, o che la madre ha la capacità di dare l’amore che il figlio si aspetterebbe dal padre. Se il padre è morto, naturalmente la madre dovrebbe offrire, e ne è obbligata, anche l’amore del padre. E se la madre è morta, il padre deve avere anche il ruolo di madre.

Domanda: Quale consiglio potresti dare ai genitori single?

Sri Chinmoy: A coloro che sono single per un divorzio, il mio solo consiglio è che non dovrebbero parlare male dell’altro partner ai figli. I bambini non dovrebbero essere influenzati. Lasciate che i bambini ascoltino ciò che i cuori dettano loro. Lasciate che sentano che sia il padre che la madre sono buoni. Lasciate che il loro cuore, come un magnete, attiri le buone qualità sia della madre che del padre. Né il padre né la madre dovrebbero consapevolmente o inconsapevolmente influenzare il bambino contro l’altro.

I genitori dovrebbero stare molto attenti se devono divorziare. Dovrebbero prestare maggiore attenzione ai figli, perché quando la famiglia si rompe, anche la coscienza dei figli si rompe automaticamente, e chi è il responsabile? I genitori sono responsabili al cento per cento, quindi devono agire per aggiustare in qualche modo la situazione. Possono farlo solo dando più amore, molto amore, mostrando ai bambini che il loro divorzio non influirà sull’amore che hanno per loro. Ciò che è di assoluta importanza è l’amore, devono offrire ai loro figli un amore infinito.

Domanda: Una cattiva madre può crescere bene suo figlio?

Sri Chinmoy: È possibile, ma è molto difficile. I bambini sono allevati dalla madre. All’inizio, se la madre fa sentire al suo bambino che è inutile, egli si sentirà per sempre inutile. Nella maggior parte dei casi, il figlio riceve la forza della madre.

Domanda: Cosa fare se il proprio figlio è molto attivo e la sua energia si porta via la tua? Non si riesce a parlare con lui, perché non capisce, perciò cosa si può fare per tentare di calmare le sue vibrazioni?

Sri Chinmoy: Suona musica spirituale. Se tuo figlio è molto attivo, fa chiasso e così via, vedrà la musica come un amico, come qualcuno a cui parlare. Quando ascolta musica spirituale, lo vedrai giocare con la musica. Il bambino sentirà di avere un amico proprio accanto a lui, un amico che è dinamico quanto lui. Così, quando i due amici giocano insieme, la madre può andare in qualche altra stanza a pregare e meditare. La musica è la cosa migliore.

Domanda: Ogni volta che divento infelice, generalmente ha a che fare con il mio attaccamento, premura e preoccupazione per mia figlia di quattordici anni.

Sri Chinmoy: Rispondo a questa domanda per conto di tua figlia. Dovresti convincerti che quattordici anni fa tua figlia non esisteva per te e tu non esistevi per lei, e tu andrai all’altro mondo prima di lei. Tua figlia è proprio come un mango che hai raccolto dall’albero: non lo terrai per sempre. Fra sessanta o settanta anni, quando lei ritornerà alla Sorgente, non potrai più reclamarla. Possiamo reclamare solo quelle cose che sono con noi per sempre.

Ricevi qualche beneficio preoccupandoti? No! Semplicemente uccidi te stesso, e nello stesso tempo, le forze della tua preoccupazione entrano in lei. Questo permette a più forze non-divine di entrare nella situazione. Se ti preoccupi troppo, questa stessa preoccupazione è una forza non-divina. Se tua figlia non è a casa e tu sei preoccupato per lei, le tue preoccupazioni entreranno come un proiettile in lei. Non entreranno in lei come preoccupazioni, ma come qualcos’altro di spiacevole. Avrà mal di stomaco o qualche altro disturbo fisico. Perciò quando ti preoccupi o sei arrabbiato, la tua infelicità entrerà dentro tua figlia in qualche altra forma e le creerà dispiaceri.

Desidero dirti che sarai felice solo il giorno in cui sentirai che non sei indispensabile per tua figlia. Solo il Supremo è indispensabile. Quando avrai questa sensazione, avrai felicità. Sei responsabile al cento per cento di offrire buona volontà a tua figlia, che è la persona più cara al tuo cuore. Tu hai l’obbligo di offrirle la tua buona volontà in ogni momento, ma preoccuparsi o essere arrabbiati e agitati non aiuta assolutamente.

Sii spontaneo come un bimbo

Sii spontaneo come un bimbo
Un bambino non cerca
di acquisire niente di innaturale.
Non cerca di essere qualcuno
o qualcos’altro.
Si avvicina a Dio in modo naturale.

A un bambino dovrebbe essere insegnata la spiritualità dal primo momento che vede la luce del giorno. Quando il bambino piange per la prima volta, la madre dovrebbe chiedersi perché piange. È perché il bambino vede per la prima volta il mare-ignoranza e ne è spaventato, o perché ha perso la luce e la delizia di cui era abituato a gioire?

Se la madre sente che è il mare-ignoranza a spaventare il bambino, interiormente deve dire al figlio che il mare-ignoranza ha una vita breve e che presto lui nuoterà nel mare-saggezza e gioirà della suprema soddisfazione. Se la madre sente che è la separazione dalla Luce-Paradiso ad avere spinto il bambino a piangere, interiormente deve dire al figlio che Dio non è solo in Paradiso ma anche sulla Terra. Deve dire al bambino che Dio lo ha mandato sulla Terra per soddisfare uno scopo speciale. In entrambi i casi, la madre deve parlare alla realtà interiore del figlio, che è l’anima.

Anche esteriormente si può iniziare il viaggio spirituale del bambino in tenera età, anche a sei mesi. Il bambino può non saper parlare ma, per esempio, se sei un cristiano puoi mostrargli un’immagine di Cristo. Dio esprime se stesso attraverso la bellezza, perciò puoi anche mostrargli qualcosa di bello, ad esempio un fiore, un bambino sa apprezzare la bellezza di un fiore. In quel momento per il bambino il fiore è Dio. Più avanti, quando il bambino può parlare, fa’ che dica “Dio” varie volte come preghiera. Quando sarà più grande, gli si può insegnare una meditazione più elevata.

Doni a tuo figlio la sola vera libertà, quando gli dai la verità, la realtà. La vera libertà non è nel prendere a botte qualcuno o nell’andare in giro come un vagabondo. No! La vera libertà è nel fare ogni cosa come Dio vuole che sia fatta, questa è la libertà. Dio è tutta luce, tutta libertà, e se Lo ascoltiamo, gioiremo della vera libertà.

Qualche volta i genitori mi chiedono come possono spiegare a un bambino la preghiera e meditazione che loro avvertono come astratte, ma per un adulto preghiera e meditazione non sono astratte, quando preghiamo giungiamo le mani e aneliamo interiormente per Qualcuno che è sopra di noi o dentro di noi. Se vuoi spiegare la preghiera ad un bambino, non provare a convincerlo solo con l’aspetto fisico, digli che la preghiera è qualcosa di assolutamente diverso dal solo giungere le mani e guardare in alto. Digli che la preghiera è qualcosa che deve fare interiormente, ma se vuole vederla o sentirla, deve congiungere le mani. Puoi dire a un bambino che la preghiera è qualcosa che sentirà quando congiungerà le mani e parlerà con Dio. Quando giungerà le mani e sentirà qualcosa dentro, sia esso amore o dolcezza o tenerezza, per lui la preghiera non sarà più qualcosa di astratto, ma una realtà.

Per la meditazione, il bambino deve sedersi calmo e tranquillo. Quando si siede in questo modo, immediatamente inizierà a sentire che medita. Questa azione concreta lo porterà dentro qualcosa che inizialmente poteva sembrargli astratta. Puoi insegnare ad un bambino attraverso l’azione esteriore, ma non dimenticare di dare importanza al sentimento interiore. Quando inizia a sentire gioia, pace e amore, e gradualmente diventa queste cose con la forza della sua meditazione, come potranno rimanere cose astratte? Il suo corpo per lui non è astratto perché si identifica con esso. Con qualunque cosa si identifichi, la dichiara sua. Se identifica se stesso con la preghiera e la meditazione, sentirà pace, gioia, amore e così via e, una volta sentite queste cose, darà loro una forma e non resteranno più astratte.

Preghiera e meditazione sono come due strade. La preghiera è sempre fatta per il nostro bene, per la nostra vita, per le persone care che ci sono vicine nel nostro piccolo mondo, ma la meditazione è per il mondo intero. Quando meditiamo bene, sentiamo l’unità con la nostra realtà espansa e appaghiamo non solo noi stessi ma anche il mondo intero. La preghiera è necessaria e la meditazione è necessaria. Quando prego, io parlo e mio Padre ascolta; quando medito, mio Padre parla ed io ascolto. Quando preghiamo saliamo verso Dio; quando meditiamo Dio scende da noi. In definitiva è la stessa cosa.

Sin dall’infanzia ci insegnano a pregare Dio per ogni cosa. I nostri genitori ci insegnano a pregare, ma non ci insegnano per cosa pregare. Dicono: “Prega Dio per ogni cosa tu voglia”. Così iniziamo a pregare: “O Dio, per piacere fammi superare l’esame”, “O Dio, fammi arrivare primo alla corsa” e così via. Quando iniziamo a pregare per questo genere di cose, non c’è fine.

Invece i genitori dovrebbero dire ai propri figli: “Prega Dio per rendere la tua mente calma e tranquilla così sentirai pace e beatitudine ovunque. Prega nel cuore”. Sfortunatamente i genitori non lo dicono, così sin dall’infanzia, i bambini pregheranno per ogni stupida cosa. Tuttavia, è certamente meglio pregare Dio per ogni stupida cosa, che non pregarlo affatto.

La cosa migliore è meditare. Se i bambini imparano a meditare, non svilupperanno l’abitudine che Dio appaghi tutti i loro desideri. Dovreste dire ai vostri figli: “Se mediti la tua mente sarà calma e tranquilla. Sarai totalmente uno con la vastità dell’Infinito e Dio diventerà tuo Amico.

Domanda: I genitori sono responsabili dell’aspirazione dei figli?

Sri Chinmoy: Sì, i genitori sono sempre responsabili dell’aspirazione dei figli. Da subito i genitori possono leggere ai bambini libri su Dio. I genitori possono anche insegnare al bambino a leggere, e regalargli libri spirituali. I genitori devono insegnare al bambino a pregare, a meditare e devono anche verificare che gli amici del bambino siano spirituali.

Domanda: Qual è la cosa migliore che posso dare a mio figlio?

Sri Chinmoy: La cosa migliore che puoi dare a tuo figlio è la tua quotidiana invocazione del Nome del Supremo. Al mattino presto ripeti sette volte “Supremo” davanti a tuo figlio. Poni delicatamente la mano sul suo cuore e ripeti “Supremo” con tutta l’anima. Fallo di nuovo la sera. Questa è la cosa migliore.

Se il bambino sa parlare, insegnagli come prima e più importante cosa a dire “Supremo”, se si fa ciò, il bambino può iniziare a pregare. Il bambino farà il progresso più veloce seguendo il tuo esempio. Se i genitori pregano e meditano insieme, il bambino non dovrebbe essere lasciato in un’altra stanza. Il bambino deve osservare cosa fanno i genitori, se i genitori fanno sempre la cosa giusta, la cosa spirituale, il figlio li imiterà. Se la madre beve latte, il bambino subito berrà latte. Qualsiasi cosa i genitori gli insegnano, il bambino la apprende. Quando i genitori fanno progresso, anche i figli faranno progresso.

Domanda: Perché raccomandi di usare la parola “Supremo” come Nome di Dio?

Sri Chinmoy: Tutte le religioni hanno lo stesso Dio, ma Lo chiamano in modi differenti. Un uomo sarà chiamato “padre” da una persona, “fratello” da un’altra e “zio” da un’altra ancora. Quando va in ufficio è chiamato con il suo cognome. Quando è con i suoi amici, lo chiameranno con il nome proprio. È la stessa persona, ma è chiamato in modi diversi, in funzione della connessione che si ha con lui. Similmente, anche Dio è chiamato in modi diversi, in rapporto al sentimento di amore e dolcezza che si ha con Lui. Invece di usare la parola “Dio”, io uso soprattutto la parola “Supremo”, perché sento che ci dà una connessione più intima con Lui.

Generalmente quando diciamo “Dio”, sentiamo che Egli incarna un’altezza che è statica, sentiamo che ha raggiunto la Sua Altezza e si è fermato, non ha una coscienza che si evolve costantemente. Quando, invece, diciamo “Supremo”, stiamo parlando con il Signore Supremo, che non solo ha raggiunto la Altezza assoluta, ma in ogni istante va oltre, va oltre e trascende l’Aldilà.

Domanda: Quando un bambino ti chiede: “Chi è Dio?”, qual è la migliore risposta?

Sri Chinmoy: Quando parli di Dio a un bambino, non parlare di Lui come di un uomo vecchio. Fai sempre sentire al bambino che Dio è qualcuno che ha la sua stessa età. Se il bambino ha tre anni, allora anche Dio avrà tre anni per lui. Digli che Dio è un suo buon amico, il suo Eterno Amico. Digli di essere pronto per Dio. Digli che Dio sta venendo da lui come il suo più intimo Amico, perciò deve comportarsi bene.

La risposta migliore, tuttavia, è dire al bambino di guardarsi allo specchio e sorridere con tutta l’anima più intensamente possibile. Il bambino può non capire la parola “con tutta l’anima” [soulfully], ma può facilmente vedere quanto lui stesso sia meraviglioso. Di’ al bambino di provare a fare il sorriso assolutamente più bello e poi di guardarsi. Il bambino saprà se è il più bel sorriso o solo un sorriso normale. Più bello è il sorriso, più la sua divinità verrà fuori. Un adulto può dover pregare e meditare e sviluppare una coscienza divina, ma un bambino può farlo facilmente. Quando il bambino guarda la sua meravigliosa, risplendente coscienza, digli che sta vedendo Dio e nessun altro.

Chi è Dio? Dio è la nostra più elevata realtà. Se puoi fare un sorriso con tutta l’anima che immediatamente illumini te stesso ed il mondo intero, quel sorriso non è nient’altro che Dio. Lascia che il bambino rimanga nella coscienza del suo meraviglioso sorriso, un sorriso che pervade il mondo in lungo e in largo. Per un bambino questa è la risposta più semplice da capire, e anche la più concreta e convincente e, allo stesso tempo, è assolutamente vera. Non stai prendendo in giro il bambino in alcun modo.

Domanda: Qual è il miglior modo per trasmettere ad un bambino che cosa rappresenta Dio? Dovremmo dirgli che Dio è amore o onniscienza o cosa?

Sri Chinmoy: Noi sappiamo che Dio è ogni cosa, che Dio è dentro ogni cosa e che Dio è oltre ogni cosa. Questa è la nostra comprensione filosofica e la nostra comprensione psichica, ma io vorrei parlare di Dio dal punto di vista puro, innocente e pieno d’anima di un bambino, in rapporto al modo di capire di un bambino.

Cosa è Dio dal punto di vista di un bambino? Dio è sollecitudine. Una madre proverà a mostrare la sua sollecitudine per suo figlio giorno dopo giorno, ma in ventiquattro ore la madre può offrire coscientemente la sua premura solo per due o tre ore, a dispetto della sue migliori intenzioni. Lei vuole mostrargli tutto il suo affetto per tutto il tempo, ma durante il giorno deve studiare o lavorare, fare la sua meditazione e fare altre cose, anche se lui è il suo amato bambino. Quando lui è ammalato, forse potrà offrirgli la sua sollecitudine per quindici o sedici o anche ventiquattro ore. Di solito può dargli attenzione solo per alcune ore. Nel caso di Dio è diverso. Egli costantemente ci dà la Sua Sollecitudine interiore ed esteriore.

Restiamo sulla Terra per cinquanta, sessanta o anche settanta anni, ma questa non è la nostra reale durata di vita. La nostra vita reale è senza fine. Veniamo da un passato senza inizio e stiamo entrando in un futuro senza fine. Abbiamo avuto numerose incarnazioni e avremo altre incarnazioni. Nelle passate incarnazioni abbiamo avuto genitori diversi. In questa incarnazione riceviamo cure da una madre e da un padre, nella precedente incarnazione abbiamo ricevuto cure da altri genitori e nel futuro riceveremo cure da genitori diversi, ma abbiamo ricevuto l’Attenzione di Dio fin dall’inizio e per sempre rimarrà la stessa. Nel momento in cui Dio ha creato la nostra anima, è iniziata la Sua Cura premurosa, ed essa rimarrà costante ed eterna.

Ogni cosa ha una sorgente e la sorgente della sollecitudine è l’unione. Quando le mie dita si spezzano o sono doloranti, mi interesso immediatamente ad esse. Perché? Perché sono una sola cosa con le mie dita. Quando qualcosa non va per tuo figlio, gli mostri la tua sollecitudine per la tua unione con lui. In questo preciso momento, in ospedale ci sono molte persone che soffrono e stanno morendo, ma anche se le conoscessi potresti non offrire loro la tua premura. Perché? Perché non sei completamente identificato con loro e non senti la tua unione con loro; ma senti unità con tuo figlio e tuo figlio sente la sua unità con te. Vediamo quindi che la sorgente della sollecitudine è l’unione. È ai tuoi cari, a coloro che senti parte della tua vita, che tu offri la tua sollecitudine. Poiché Dio è l’Uno onnipervadente, la Sua Premura discende dalla Sua onnipervadente Unione. Poiché è ovunque e in ogni cosa, Egli deve avere unità con ogni cosa, perciò Egli offre ad ogni cosa la Sua Sollecitudine.

Due scopi

Due scopi

Dio ti ha creato per due scopi:
uno è per essere fedele a Lui
e l’altro è per essere fedele a te stesso.

La meditazione

La meditazione è il linguaggio di Dio. Quando tu ed io parliamo in inglese, siamo in grado di capirci l’un l’altro. Se vuoi comunicare con Dio, la meditazione è il linguaggio che devi usare, è il linguaggio comune all’uomo e a Dio. Dio lo usa e l’uomo lo usa. Quando vai dentro di te, nei più profondi recessi del tuo cuore, comunichi con Dio attraverso la meditazione.

Pensare non ha niente a che fare con la meditazione. Anche la riflessione, che è un tranquillo tipo di pensiero introspettivo, è lontana dalla vastità disciplinata della meditazione. Quando inizi a pensare, stai giocando con limitazioni e schiavitù. I pensieri, non importa quanto dolci e deliziosi siano in questo momento, nel lungo periodo sono penosi, velenosi e distruttivi, perché ti limitano e ti rendono prigioniero. Nella mente pensante non c’è realtà, ora costruisci un castello e il momento successivo lo distruggi. La mente ha il suo scopo, ma nella vita spirituale devi andare molto oltre la mente, dove c’è pace eterna, eterna conoscenza ed eterna luce. Quando vai oltre i pensieri con l’aiuto dall’aspirazione e della meditazione, solo allora puoi vedere e gioire insieme della Realtà di Dio e della Visione di Dio.

Come iniziare

Quando inizi a meditare, cerca sempre di sentire che sei un bambino. Quando si è bambini la mente non è sviluppata. All’età di dodici o tredici anni la mente inizia a funzionare su un livello intellettuale, ma prima di allora un bambino è tutto cuore. Un bambino sente di non sapere niente, non ha alcuna idea preconcetta sulla meditazione e sulla vita spirituale. Vuole imparare ogni cosa nuova dalla madre e dal padre.

Per prima cosa senti di essere un bambino, e poi senti di essere in un giardino fiorito. Questo giardino fiorito è il tuo cuore. Un bambino può giocare in un giardino per ore, va da un fiore all’altro, ma non lascia il giardino perché riceve gioia dalla bellezza e dalla fragranza di ogni fiore. Dentro di te c’è un giardino e puoi rimanerci per tutto il tempo che vuoi e imparare a meditare lì.

Se puoi rimanere nel tuo cuore, inizierai a sentire un pianto interiore. Questo pianto interiore, che è l’aspirazione, è il segreto della meditazione. Quando un adulto piange, generalmente il suo pianto non è sincero, ma quando un bambino piange, anche se piange per una caramella, è molto sincero, in quel momento la caramella è per lui il mondo intero. Se gli dai una banconota da cento dollari, non sarà soddisfatto, gli importa solo della caramella. Ora, cosa succede quando un bambino piange? Immediatamente suo padre o sua madre corrono ad aiutarlo. Se puoi piangere dal più profondo di te per la pace, luce e verità, e se questa è la sola cosa che ti soddisferà, allora Dio il tuo eterno Padre ed eterna Madre è obbligato a venire ad aiutarti.

Esercizi spirituali

Ci sono alcuni esercizi che un principiante può praticare. Per un cercatore spirituale, semplicità, sincerità, purezza e sicurezza sono della massima importanza. È la semplicità che ti garantisce la pace della mente. È la sincerità che ti fa sentire che sei di Dio e che Dio è costantemente per te. È il tuo cuore puro che ti fa sentire in ogni momento che Dio sta crescendo, risplendendo e appagando Se stesso dentro di te. È la sicurezza che ti fa sentire che la meditazione è assolutamente la cosa giusta.

In silenzio ripeti gentilmente la parola “semplicità” nella tua mente sette volte e concentrati sulla sommità della tua testa. Poi ripeti la parola “sincerità” sette volte silenziosamente e con tutta l’anima dentro al tuo cuore e concentrati sul cuore. Poi gentilmente ripeti la parola “purezza” dentro o intorno all’ombelico. Per piacere fallo in silenzio e con tutta l’anima. Quindi focalizza l’attenzione sul terzo occhio che è al centro tra le sopracciglia, un po’ più sopra, e silenziosamente ripeti sette volte “certezza”. Poi metti la mano sulla testa e ripeti tre volte: “Io sono semplice, io sono semplice, io sono semplice”. Poi metti la mano sul cuore e ripeti tre volte: “Io sono sincero, io sono sincero, io sono sincero”. Adesso metti la mano sull’ombelico e ripeti tre volte: “Io sono puro”, e infine sul terzo occhio e ripeti tre volte: “Io sono sicuro”.

Se preferisci un particolare aspetto di Dio, l’amore per esempio, per piacere ripeti interiormente la parola “amore” con tutta l’anima parecchie volte. Quando ripeti la parola “amore” con tutta l’anima, prova a sentire che sta riecheggiando nei più profondi recessi del tuo cuore: “Amore, amore, amore”.
Se ti interessa di più la pace divina, per piacere interiormente ripeti a te stesso o canta la parola “pace”. Mentre lo fai, cerca di sentire il suono cosmico che la parola incorpora. Senti che “pace” è un seme-suono che si riverbera nel più profondo del tuo cuore.
Se vuoi luce, allora per piacere ripeti: “Luce, luce, luce” con tutta l’anima e senti che alla fine sei diventato luce. Dalla pianta dei piedi alla sommità della testa, cerca di sentire che sei diventato la parola che ripeti. Senti che il tuo corpo fisico, il tuo corpo sottile e tutti i tuoi nervi sono inondati di amore, pace o luce.

C’è un’altra cosa che puoi cercare di fare: per piacere inspira e trattieni il respiro per alcuni secondi, e senti che stai trattenendo il respiro, o l’energia vitale, nel terzo occhio, la tua concentrazione sarà qui. In un secondo momento, inspira e trattieni l’energia vitale nel centro del cuore. La terza volta inspira e trattieni il respiro nell’ombelico. Anche questo ti aiuterà.

Un bambino non dipende da sé né confida in se stesso, dipende solo dalla capacità di sua madre, però è desideroso di darle la piccola capacità che possiede. La sua piccola capacità è la fede. La fede in sua madre è la sua fede in se stesso. Se un bambino si perde per strada e inizia a piangere, alcune persone gentili gli mostreranno dov’è casa sua. Senti che sei in strada, ti sei perso e che infuria una tempesta. Dubbio, paura, ansia, preoccupazione, insicurezza e altre forze non-divine ti si riversano addosso, ma se senti che sei impotente e piangi sinceramente, Qualcuno verrà in tuo soccorso e a mostrarti come tornare alla tua casa, che è il tuo cuore. Chi è quel Qualcuno? È Dio, il tuo Pilota Interiore.

L’anima di ogni persona ha il suo proprio modo di meditare. Il mio modo di meditare non va bene per te, e il tuo modo di meditare non va bene per me. La meditazione di molti cercatori non è fruttuosa perché non fanno la meditazione giusta per loro. Se non hai un Maestro spirituale che può guidarti, devi andare profondamente dentro di te e ricevere la tua meditazione dai recessi più intimi del tuo cuore. Immergiti profondamente, molto profondamente in te stesso e osserva se ricevi una voce o un pensiero o un’idea. Entra, poi, dentro la voce o il pensiero e osserva se ti dà un sentimento di gioia interiore o pace, dove non ci sono domande o problemi o dubbi. Quando ricevi questo tipo di sentimento, saprai che la voce che hai sentito è la vera voce interiore che ti aiuterà nella tua vita spirituale.

All’inizio non dovresti neppure pensare alla meditazione. Prova soltanto a dedicare un certo tempo durante il giorno quando ti sentirai calmo e tranquillo, e senti che questi cinque minuti appartengono solo al tuo essere interiore e a nessun altro. Ciò di cui hai bisogno è una pratica regolare ad un orario regolare. Ogni giorno mangi, è così che puoi vivere sulla Terra, non puoi vivere con il cibo che hai mangiato ieri. Similmente, ogni giorno devi nutrire la tua anima.

Se mangi ogni giorno, diventi forte grazie al nutrimento regolare, così quando mediti ogni giorno, la tua anima viene nutrita.

Prepararsi per meditare

Quando mediti a casa, dovresti avere un angolo della tua stanza assolutamente puro e santificato, un posto sacro che puoi usare solo per la meditazione. Sul tuo altare [1] metterai l’immagine del tuo Maestro spirituale, o di Cristo, o un’altra persona spirituale amata che rispetti come tuo Maestro. [2]

Prima di iniziare a meditare è utile farsi una doccia o un bagno. La purificazione del corpo è assolutamente necessaria per la purificazione della coscienza. Se non puoi fare la doccia o il bagno prima di sederti a meditare, dovresti almeno lavarti il viso e i piedi. È anche consigliabile avere abiti puliti e chiari.

Ti aiuterà anche bruciare incenso e mettere qualche fiore davanti a te. Ci sono persone che dicono che non è necessario avere fiori intorno durante la meditazione. Dicono: “Il fiore è dentro, il loto dai mille petali è dentro”. Il fiore fisico che hai davanti, tuttavia, ti ricorda il fiore interiore. Il suo colore, la sua fragranza e la sua coscienza pura possono darti una piccola ispirazione. Dall’ispirazione ottieni l’aspirazione, e dall’aspirazione ottieni la Realizzazione.

È lo stesso se si usano candele durante la meditazione. La fiamma di una candela non ti dà per se stessa aspirazione; è la fiamma interiore che ti dà aspirazione, ma quando vedi la fiamma esteriore, immediatamente senti che la fiamma nel tuo essere interiore sale in alto, più in alto, altissima. Quando senti il profumo dell’incenso, forse ricevi solo una briciola di ispirazione e purificazione, ma quella briciola si aggiunge al tuo tesoro interiore.

Mentre mediti è importante tenere la schiena dritta ed eretta ed il corpo rilassato. Quando il corpo è rigido, non si ricevono le qualità divine e appaganti che stanno fluendo in e attraverso di esso durante la meditazione. Il corpo non dovrebbe neppure stare scomodo. Quando il corpo si sente scomodo, automaticamente cambia posizione. Mentre stai meditando sarà il tuo essere interiore a trovare spontaneamente una posizione comoda, e dipende da te mantenerla. Il principale vantaggio della posizione del loto è che ci aiuta a mantenere eretta la spina dorsale, ma non necessariamente manterrà il corpo rilassato. Perciò la posizione del loto non è indispensabile per la meditazione, molte persone meditano molto bene stando sedute su una sedia.

Alcune persone fanno esercizi fisici e posture. Questi esercizi fisici, chiamati hata yoga, rilassano il corpo e portano pace alla mente per un breve periodo. Se qualcuno è molto irrequieto e non riesce a stare calmo, questi esercizi lo aiuteranno, ma l’hata yoga non è indispensabile. Ci sono molti aspiranti che semplicemente si siedono e mantengono la loro mente calma e tranquilla senza fare alcun esercizio di hata yoga.

Respirazione appropriata

La respirazione è molto importante nella meditazione. Quando respiri, cerca di inspirare nel modo più lento e calmo possibile, in modo che se qualcuno mettesse davanti al tuo naso un filo sottile, non si muoverebbe affatto. Quando espiri cerca di espirare ancora più lentamente possibile. Se riesci, fai una piccola pausa tra la fine di una espirazione e l’inizio dell’inspirazione successiva, trattenendo, se puoi, il respiro per qualche secondo; se però lo trovi difficile, non farlo. Durante la meditazione non fare mai niente che possa danneggiare il tuo organismo o il tuo sistema respiratorio.

La prima cosa a cui devi pensare mentre respiri è la purezza. Quando inspiri puoi sentire che il respiro viene direttamente da Dio, dalla Purezza stessa, così il tuo respiro sarà facilmente purificato. Poi, in ogni respiro prova a sentire che stai portando dentro al tuo corpo pace, infinita pace. L’opposto della pace è agitazione, perciò, quando espiri, cerca di sentire che stai facendo uscire l’agitazione che hai dentro di te e anche l’agitazione che vedi intorno a te. Respirando in questo modo vedrai che l’agitazione ti abbandonerà. Dopo aver praticato questo esercizio alcune volte, cerca di sentire che stai inspirando potere dall’universo e, quando espiri, senti che ogni paura esce dal tuo corpo. Dopo averlo fatto alcune volte, cerca di sentire che stai inspirando gioia, gioia infinita, e che stai espirando dolore, sofferenza e malinconia.

C’è ancora un’altra cosa che puoi fare. Senti che non stai inspirando aria ma energia cosmica; senti una straordinaria energia cosmica entrare in te con ogni respiro e senti che la stai usando per purificare il corpo, il vitale, la mente e il cuore. Senti che non c’è un singolo punto nel tuo essere che non venga riempito dal flusso dell’energia cosmica che fluisce come un fiume dentro di te, lavando e purificando il tuo intero essere. Poi, quando espiri, senti che stai espirando tutta la sporcizia dentro di te, tutti i pensieri non-divini, le idee oscure e le azioni impure; senti che stai espirando tutte le cose non-divine che sono nel tuo organismo, tutto ciò che non vuoi considerare come tuo.

Concentrazione

Se sei solo un principiante nella meditazione, inizia con lo sviluppo del potere della concentrazione, altrimenti, nel momento in cui cerchi di rendere la tua mente calma e tranquilla, milioni di pensieri indesiderati entreranno in te e non sarai in grado di meditare neanche per un secondo. Se puoi concentrarti per alcuni minuti, ogni giorno prima di entrare nella meditazione, questo rimuove ogni ostacolo e ti aiuta a fare un rapido progresso.

Concentrazione significa prontezza e vigilanza interiori. Quando ci concentriamo siamo come un proiettile che entra in qualcosa o come un magnete che attira l’oggetto della concentrazione verso di noi. In quel momento non dobbiamo permettere a nessun pensiero, buono o cattivo, di entrare nella nostra mente. Nella concentrazione tutta la mente deve essere focalizzata su un oggetto o un soggetto particolare. Se ci stiamo concentrando su un fiore, cerchiamo di sentire che non esiste nient’altro al mondo tranne che noi stessi e il fiore. La concentrazione non è un modo aggressivo di guardare dentro un oggetto, lungi da questo! Questa concentrazione viene direttamente dall’anima, dall’indomabile potere di volontà dell’anima.

Molto spesso gli aspiranti dicono di non riuscire a concentrarsi per più di cinque minuti, dopo cinque minuti viene loro il mal di testa o la testa s’infiamma. Perché? Succede perché il potere della loro concentrazione viene dalla mente intellettuale, o potremmo dire, dalla mente disciplinata. La mente sa che non deve vagabondare, questo è quanto conosce la mente, ma se la mente si deve usare correttamente, in un modo illuminato, allora la luce dell’anima deve entrare in essa. Quando la luce dell’anima entra nella mente, è estremamente facile concentrarsi su qualcosa per ore ed ore. Durante questo tempo non possono esserci pensieri, dubbi o paure, nessuna forza negativa può entrare nella mente se è sovraccarica della luce dell’anima.

Quando ti concentri devi sentire che il tuo potere di concentrazione viene dal “centro del cuore” e poi sale al terzo occhio [3]. Il centro del cuore è il luogo dove è localizzata l’anima. In quel momento, quando pensi all’anima è bene non farsi alcuna specifica idea o provare a pensare a che aspetto abbia. Penserai semplicemente ad essa come alla rappresentante di Dio o come luce e delizia infinite. Perciò quando ti concentri, prova a sentire che la luce dell’anima viene dal cuore e passa attraverso il terzo occhio, poi, con questa luce, entri nell’oggetto della concentrazione e ti identifichi con esso. Lo stadio finale della concentrazione è scoprire la verità ultima più nascosta nell’oggetto della concentrazione.

Conquistare i pensieri

Adesso arriviamo al problema dei pensieri. Quando un pensiero non-divino o sbagliato entra nella tua mente, la tua aspirazione deve farlo a pezzi, perché durante la meditazione ogni cosa è intensa. Mentre parli o sei impegnato in una comune attività terrena, puoi avere ogni tipo di pensieri, perché in quel momento i tuoi pensieri non sono intensi, ma durante la meditazione, se arriva un pensiero non-divino, il potere della tua meditazione lo ingrandisce e lo intensifica, rovinando parte del tuo essere sottile. La tua vita spirituale si indebolisce quando la tua mente diventa vittima di pensieri autoindulgenti. Se arriva un buon pensiero, prova ad espanderlo il più possibile. Se i pensieri buoni sono a un livello più basso, puoi provare a sollevarli a un livello più alto, ma se hai un pensiero negativo, semplicemente bloccalo e annullalo.

Come puoi far questo? Se il pensiero che ti sta attaccando viene dal mondo esterno, prova a richiamare la volontà dell’anima dal tuo cuore, e portala proprio davanti alla fronte. Quando la volontà dell’anima sarà vista dal pensiero che vuole entrare in te, quel pensiero è costretto a sparire.

Ci sono alcune cose pratiche che puoi fare se sei disturbato dai pensieri durante la meditazione. Per piacere senti che nella tua mente c’è una stanza e anche una porta. Stai nella stanza o fuori di essa, proprio davanti alla porta e aspetta là per vedere chi sta arrivando. Appena vedi che alcune persone stanno arrivando (“persone” qui significa “pensieri”) tieni semplicemente la porta chiusa. All’inizio, per diventare forte, non permettere a nessuno di entrare, altrimenti, mentre entrano gli amici, possono anche entrare i tuoi nemici e allora sarai completamente perduto. Verrà un tempo, tuttavia, in cui diverrai interiormente forte e sarai nella posizione di far entrare solo gli amici. In quel momento permetterai agli amici di entrare e i nemici li lascerai fuori.

I buoni pensieri sono tuoi amici, i pensieri su Dio, sul sacrificio di sé, sono buoni pensieri. Quando questi pensieri vogliono entrare nella tua stanza, terrai semplicemente la porta aperta, ma appena vedi un cattivo pensiero come paura, gelosia, dubbio, frustrazione, depressione e così via, terrai la porta chiusa.

Se la tua mente è agitata, puoi usare un tipo di meditazione chiamato “mantra”. Puoi ripetere “Supremo” o “Dio” per alcuni minuti. Generalmente è bene cantare un mantra ad alta voce, o semplicemente dillo in modo normale ma con tutta l’anima.

Dopo averlo fatto per alcuni minuti, se riesci a sentire che c’è qualcuno dentro, il tuo essere interiore, che sta ripetendo il mantra per te, non devi più cantarlo ad alta voce. Qualche volta puoi avere questa esperienza dopo aver finito. Devi ripetere “Supremo” alcune volte, poi, quando finisci, senti che il Nome di Dio è ripetuto dentro il tuo cuore. La tua bocca è chiusa, è il tuo essere interiore che ha iniziato a ripetere il Nome di Dio dentro di te.

Meditare nel cuore

Dico sempre ai cercatori che è meglio meditare nel cuore piuttosto che nella mente. La mente è come Times Square a Capodanno, il cuore è come una grotta solitaria dell’Himalaya. Se mediti nella mente sarai capace di meditare solo per pochi minuti, e potrai meditare potentemente solo per un minuto. Dopo sentirai una tensione in tutta la testa. Prima sentirai gioia e soddisfazione e poi sentirai solo un arido deserto, ma se mediti nel cuore acquisirai la capacità di identificarti con la gioia e la soddisfazione che ricevi, ed esse diventeranno tue in modo permanente.

Se mediti nella mente non ti identifichi, provi solo ad entrare in qualcosa. Quando vuoi entrare nella casa di qualcun altro per avere ciò che quella persona possiede, devi buttare giù la porta o devi supplicare il proprietario di aprire la porta. Quando supplichi senti di essere uno estraneo e anche il proprietario sente che sei un estraneo. Quindi pensa: “Un estraneo vuole entrare a casa mia”. Se usi il cuore, però, immediatamente le qualità di delicatezza, dolcezza, amore e purezza del cuore verranno fuori. Quando il proprietario della casa vede che sei tutto cuore, immediatamente il suo cuore diventerà uno con il tuo e ti lascerà entrare. Sentirà la tua unità con lui e dirà: “Cosa vuoi dalla mia casa? Se hai bisogno di pace, prendila. Se hai bisogno di luce, prendila”.

Se mediti nel cuore mediti nel luogo dov’è l’anima. Certo la luce e la coscienza dell’anima permeano il corpo intero, ma c’è un luogo preciso dove l’anima risiede la maggior parte del tempo, ed è il cuore. Se vuoi illuminazione, devi riceverla dall’anima, che è dentro il cuore. Quando sai cosa vuoi e dove trovarlo, la cosa più ragionevole è andare in quel posto, altrimenti è come andare dal ferramenta per comprare da mangiare.

La meditazione è come andare in fondo all’oceano dove tutto è calmo e tranquillo, sulla superficie ci possono essere molte onde, ma sotto è tutto calmo. Nelle sue profondità, il mare è tutto silenzio. Quando iniziamo a meditare, per prima cosa proviamo a raggiungere la nostra esistenza interiore, che è come dire il fondo del mare. Poi, quando le onde arrivano dal mondo esteriore, non ne siamo influenzati. Paura, dubbio, preoccupazione e tutti i tormenti terreni, saranno lavati via, perché dentro di noi c’è solida pace. I pensieri non possono toccarci, perché la nostra mente è tutta pace, tutta silenzio, tutta unione; come pesci nel mare, saltano e si tuffano ma non lasciano il segno. Allo stesso modo, quando siamo nella più elevata meditazione, sentiamo di essere il mare, e che gli animali del mare non possono influenzarci, sentiamo di essere il cielo, e che gli uccelli volano ma non possono disturbarci. La nostra mente è il cielo e il nostro cuore è il mare infinito, questa è meditazione.

Senti semplicemente che io sono tuo

L’insegnante di scuola dice ai suoi studenti:
Leggete, così conoscerete.
Il Maestro spirituale dice ai suoi studenti:
Diventate, così conoscerete.
Dio dice ai Suoi eterni studenti:
Sentite semplicemente che Io sono vostro.
Cos’altro avete bisogno di conoscere?

Domanda: Dal punto di vista spirituale, cos’è l’educazione?

Sri Chinmoy: Ci sono tre tipi di educazione: l’educazione umana, l’educazione divina e l’educazione di Dio.

Educazione umana significa tenere gli occhi spalancati. Per farlo, dobbiamo smettere di fare amicizia con la notte-ignoranza.

Educazione divina è dono di sé. Per farlo, dobbiamo sentire che Dio è la sola esistenza-realtà qui sulla Terra e là in Cielo.

Educazione di Dio è soddisfazione nella perfezione. Questa soddisfazione nella perfezione può essere conquistata solo sentendo che non può esserci altro modo per essere felici che fare felice Dio Stesso.

Domanda: Qual è la responsabilità dei genitori nell’educazione dei figli?

Sri Chinmoy: I genitori devono prendersi la completa responsabilità dell’educazione formale dei figli. Devono mandare i figli a scuola. Devono dare la giusta attenzione agli studi dei figli, al loro comportamento esteriore e alla loro crescita interiore. I bambini non devono essere lasciati soli, in ogni momento i genitori dovrebbero fare enorme attenzione al benessere dei loro figli. Negli anni della formazione, i genitori devono svolgere un ruolo molto importante. I bambini sono come minuscoli alberelli o piante. Devono essere protetti e curati adeguatamente dai genitori finché non sono diventati alberi grandi e forti.

Domanda: Come si possono armonizzare educazione interiore ed educazione esteriore?

Sri Chinmoy: Educazione interiore ed educazione esteriore si possono armonizzare a patto che si sappia cosa sono. L’educazione esteriore è sollecitudine per l’umanità. L’educazione interiore è unità con l’umanità. Se non c’è interesse non può esserci unità, ma se c’è unità ci sarà automaticamente sollecitudine.

Domanda: Nei tempi antichi gli insegnanti erano migliori?

Sri Chinmoy: Sì. Anticamente, specialmente nel periodo dei Veda, gli insegnanti consideravano i propri studenti come veri membri della propria famiglia, per questo gli insegnanti condividevano sempre e senza riserve la loro luce-saggezza e impartivano agli studenti la suprema conoscenza: “Tat twam asi. Tu sei Quello, Quello tu sei. Nell’essenza e nella sostanza, figli miei, siete sempre l’Uno senza secondi”. Gli insegnanti dell’antico passato non solo ispiravano i loro studenti, ma anche aspiravano in e attraverso loro per aiutarli a vedere lo splendore del loro sole interiore. Questo è il sole che illumina l’oscurità di millenni e trasforma la possibilità dell’esperienza della verità nell’inevitabilità della Realizzazione della verità.

Domanda: È necessario che i genitori, l’insegnante ed il bambino siano amici spirituali, quando il bambino sta imparando in una classe particolare?

Sri Chinmoy: Sì, è assolutamente necessario che siano amici. I genitori, l’insegnante e il bambino devono sentire di appartenere ad un’unica famiglia. I genitori sono stati i primi amici del figlio. Poi è arrivato come suo amico l’insegnante. Più amici ha il bambino e più gli sarà facile conquistare il suo nemico: l’ignoranza. Perciò quando ottiene più amici, nuovi amici, deve sempre dar loro il benvenuto.

Domanda: Come possiamo sapere se abbiamo troppa istruzione?

Sri Chinmoy: Possiamo sapere che abbiamo troppa o una quantità sproporzionata di istruzione quando usiamo le nostre limitate informazioni della mente per esibire le nostre eccezionali capacità o per distruggere le capacità spontanee delle anime umane che aspirano.

Domanda: Come posso servire meglio il Supremo nei bambini a cui insegno?

Sri Chinmoy: Puoi servire meglio il Supremo nei bambini quando Gli sei estremamente grato per l’opportunità di insegnare. Quando insegni ai bambini stai ricevendo l’opportunità di essere a tua volta un bambino. Nella vita spirituale il tuo scopo è di diventare un bambino, un eterno bambino, in questo modo puoi fare costante progresso. Se sei costantemente grato al Supremo, e se i bambini ti ricordano la tua eterna fanciullezza, farai il progresso più veloce.

Quando insegni ai bambini, non pensare che li stai servendo perché le autorità scolastiche ti pagano. No, senti di servire i bambini perché vuoi diventare un altro bambino. Se i bambini ti offrono un sorriso, senti che quel sorriso viene dal Supremo. Ogni volta che un bambino sorride, quel sorriso è l’espansione della Realtà-Sogno di Dio sulla Terra. Se ricordi questo, sarai capace di servire il Supremo costantemente e con tutta l’anima.

Domanda: Su cosa dovrei meditare prima di entrare in classe ad insegnare?

Sri Chinmoy: Per piacere medita sul Supremo in ogni tuo studente. Non devi meditare su ogni singolo studente, prova a sentirli come un singolo essere che medita di fronte a te. Quando senti la presenza del Supremo nei tuoi studenti, per piacere senti che il Supremo in loro sta imparando dal Supremo dentro di te. Devi sentire che il Supremo in te è il fratello più grande. Se il fratello più grande insegna ai più giovani, lentamente e costantemente i più giovani riceveranno la saggezza del più grande. Se puoi farlo, sarai in grado di vedere che i tuoi studenti sono parte integrante della tua stessa esistenza.

Domanda: C’è una particolare qualità spirituale che dovremmo invocare mentre insegniamo ai nostri figli?

Sri Chinmoy: Ci sono molte qualità che dovresti invocare mentre insegni ai tuoi figli, ma la più importane è il dono di sé. Dovresti invocare questa incomparabile qualità, non solo mentre insegni ai tuoi bambini, ma in ogni momento, sia che i tuoi bambini siano con te oppure no.

Domanda: Come si può insegnare meditazione ai piccoli studenti dovendo obbedire alla legge che dice che non si può insegnare religione? [4]

Sri Chinmoy: Devi spiegare alle autorità scolastiche che la meditazione non è religione, lungi da questo. La religione ha a che fare con il piano fisico, con il piano vitale e con quello mentale, mentre la meditazione non ha a che fare con questi piani. La meditazione ha a che fare solo con il piano dell’unità.

Finché rimaniamo sul piano fisico, vitale e mentale, avremo sempre differenze, avremo confusione, idee che ci legano, ma se rimaniamo nel mondo della meditazione, che è la realtà-unità con l’intera Creazione di Dio, trascenderemo di molto le barriere della religione.

I giovani studenti devono sapere che la meditazione non dice che una religione è superiore ad un’altra, non alimenta la superiorità o l’inferiorità di nessuna religione. La meditazione nutre solo quegli individui che aspirano per la manifestazione di Dio e per l’espansione del sé che tutto ama.

Domanda: Come può un insegnante sapere quando essere compassionevole e quando severo?

Sri Chinmoy: Ci sono due strade che conducono alla stessa destinazione. Una strada è conosciuta come la strada della compassione e l’altra è conosciuta come la strada della disciplina. Sebbene entrambe conducano alla stessa destinazione, Dio preferisce la strada della compassione alla strada della disciplina perché Lui sente che se un bambino cammina lungo la strada della compassione, sarà capace di camminare più velocemente.

Solo quando ogni tentativo fallisce, Dio decide di disciplinare le vite dei propri studenti, ma Dio ci dice anche che la Sua azione di disciplina non è senza compassione, perché è proprio il Suo Cuore compassionevole che fa sì che lui voglia illuminare e perfezionare i Suoi bambini.

La compassione è il primo e migliore modo di occuparsi dei bambini indisciplinati. La severità è l’ultima risorsa. Inoltre, sul piano pratico, l’insegnante deve osservare segretamente se un particolare studente risponde di più all’aspetto compassionevole o all’aspetto severo della vita; sapendo questo potrà fare facilmente ciò che è necessario.

Domanda: I gemelli imparano allo stesso modo?

Sri Chinmoy: I gemelli non imparano allo stesso modo precisamente perché hanno anime differenti. Ogni anima ha uno speciale modo di ricevere luce da lassù e manifestarla sulla Terra. I gemelli possono entrare insieme nell’arena della Terra, ma le promesse che hanno fatto all’Assoluto Supremo mentre erano nel mondo delle anime possono non essere le stesse. Quindi, il loro modo di apprendere qui sulla Terra e il loro modo di condividere la loro conoscenza può essere ampiamente diverso.

Domanda: Sono uno studente. Come posso studiare e mantenere Dio al primo posto?

Sri Chinmoy: È molto semplice. Se studi per ricevere un diploma per essere riconosciuto da tutti, se studi per diventare il più saggio sulla Terra così da poter insegnare al mondo, sarà impossibile per te mantenere Dio davanti a te. Se senti di volere una laurea per il successo, per il tuo benessere terreno, non potrai certo mantenere Dio prima di ogni cosa.

Devi sentire di stare studiando solo perché hai la necessità di compiacere Dio, giusto perché Dio vuole che tu studi. Devi sempre sentire che stai studiando non per compiacere te stesso o i membri della tua famiglia, ma solo per compiacere Dio. Senti Che Dio è come la madre che guarda suo figlio studiare. Mentre compiaci Dio, compiaci i tuoi genitori, i tuoi parenti, te stesso. Ma Dio deve venire per primo.

Devi prendere i tuoi studi come una forma di servizio a Dio. Se studi bene e ricevi buoni voti perché senti che questo è il tuo servizio a Dio, stai compiacendo Dio. Oggi Lui vuole che tu studi. Domani, quando avrai completato il tuo corso, Dio ti chiederà interiormente di fare un lavoro. Il giorno dopo potrà chiederti di fare qualcos’altro. In ogni campo devi compiacere Dio nel Suo modo proprio.

Lo studio non è un ostacolo sul sentiero spirituale. Devi disciplinare te stesso studiando sei, sette, otto ore al giorno. Fra alcuni anni, la capacità interiore e la disciplina che hai acquisito studiando, sarai capace di applicarla nella vita spirituale. La disciplina in qualsiasi campo della vita, deve essere apprezzata e ammirata perché è un tipo di forza. Con questa forza Dio ti chiederà di costruire o di rompere qualcosa. Se hai forza nelle braccia, puoi sollevare un carico pesante, se qualcosa dev’essere rotto puoi romperlo, e se qualcos’altro ancora dev’essere sollevato, potrai pure farlo.

Domanda: Come si può vedere e sentire la bellezza nei compiti scolastici?

Sri Chinmoy: I compiti scolastici e qualsiasi altro lavoro devono essere presi come parte della propria autodisciplina. Il risultato dell’autodisciplina è la soddisfazione. Se teniamo alla soddisfazione, dobbiamo sentire che dentro l’autodisciplina non c’è nient’altro che la luce rivelatrice della bellezza.

Ho molti amici.
Molti di loro sono adulti, ma preferisco la compagnia dei bambini più di quella degli adulti.
Perché?
Perché i bambini sono tutto cuore, tutta gioia.

Ai bambini offro il mio messaggio:

Miei giovani amici, sapete che c’è una Persona che vi ama infinitamente più dei vostri migliori amici? Volete conoscere il Suo Nome? Il Suo Nome è Dio.

Sapete che c’è una Persona che vi ama infinitamente più dei vostri genitori? Volete sapere il Suo Nome? Il Suo Nome è Dio.

Sapete che c’è una Persona che vi ama infinitamente più di quanto voi amiate voi stessi? Volete sapere il Suo Nome? Il Suo Nome è Dio.

Volete che ve lo provi? È molto semplice. Il vostro migliore amico non pensa che voi siate grandi quanto Dio, ma Dio sente sempre che voi siete grandi quanto Lui.

I vostri genitori non pensano che voi siete buoni quanto Dio, ma Dio sente che voi lo siete.

Voi non avete mai saputo di essere un altro Dio, ma Dio sa che voi siete un altro Dio e ve lo dice sempre. Per sentire la Sua Voce, però, dovete pregare con amore ogni mattina ed ogni sera. Chiedete pure ai vostri genitori di insegnarvi come pregare. Se pregate ogni giorno, vi assicuro che un giorno sentirete la Voce di Dio, e ciò che vi ho appena detto potrete sentirlo direttamente da Dio.

— Sri Chinmoy

La domanda di un bambino

La domanda di un bambino

Alla domanda di un bambino
Si può rispondere con una frase.
La stessa domanda posta da un adulto
Richiede una tesi come risposta.

Domanda: Com’è fatto Dio?

Sri Chinmoy: Dio è fatto proprio come noi. Nel tuo caso, quando vedrai Dio, sembrerà esattamente come te. Quando qualcun altro vedrà Dio, Dio sembrerà esattamente come quella persona. Quando qualsiasi membro della tua famiglia vedrà Dio, Dio sarà esattamente come quella persona. Appena vedrai Dio, dirai: “Sembro io!” Gli Occhi di Dio, il Suo Volto, ogni Sua cosa sarà uguale alla tua. L’unica differenza sarà che Lui è infinitamente più bello di te, questo perché la tua parte più illuminata è infinitamente più bella della tua parte meno illuminata. Sebbene Lo saprai riconoscere e proclamare come tuo, qualcun altro potrebbe non riconoscerLo, perché Dio è venuto da te e da nessun altro.

Domanda: Perché non riesco a vedere Dio dentro di me?

Sri Chinmoy: Puoi vedere Dio dentro di te, ma non puoi vederLo in questo momento, perché non aneli [cry] e non cerchi di vederLo. Se non chiedi niente a tua madre, lei non ti darà niente. Se invece chiedi qualcosa, tua madre te la darà. Quindi, se vuoi vedere Dio, è bene che tu Lo cerchi. Se Lo cercherai, solo allora potrai vederLo.

Dio è come il più bel gioiello dentro la tua stanza-cuore. Se Lo cerchi, immediatamente Lo troverai. Non dare uno sguardo veloce nella tua stanza dicendo che Dio non c’è, prova invece a sentire che Lui è là. Quando Lo avrai realmente cercato, alla fine Lo vedrai.

Domanda: Perché non riesco a vedere Dio?

Sri Chinmoy: Tu vedi Dio ma non Lo riconosci. Sulla Terra ci sono molte persone che vedi ma non sai chi sono, ma quando qualcuno ti dice chi sono, allora più avanti, se li incontri, li riconoscerai facilmente. Per esempio, quando hai visto un poliziotto per la prima volta, non sapevi cosa fosse, ma dopo che i tuoi genitori te lo hanno spiegato, la volta successiva che hai visto un poliziotto sapevi cosa fosse. Così è quando vedrai Dio, un giorno la tua anima o il tuo Guru ti diranno chi è Dio.

Domanda: Come posso stare con Dio?

Sri Chinmoy: Tu puoi stare con Dio, praticamente sei sempre con Dio, ma devi essere con Dio consapevolmente. Questo significa che quando Dio è dentro il tuo cuore o di fronte a te, devi riconoscerLo. Solo se preghi Dio a mani giunte di fronte al tuo altare, la mattina presto ed anche la sera, potrai diventare una sola cosa con Dio.

Domanda: Come fa Dio a sapere tutto di me?

Sri Chinmoy: Dio sa tutto di te perché Lui ti ha creato. Quando crei qualcosa, conosci tutto quello che hai fatto proprio perché sei tu che lo hai fatto. Se hai disegnato un’immagine, sai sempre fin dall’inizio quello che hai fatto, perciò se ti chiedo come lo hai fatto, saprai dirmi ogni cosa nei dettagli. Allo stesso modo, Dio ti ha creato, e poiché ti ha creato sa ogni cosa di te.

Domanda: Come potrò vedere Dio quando morirò? Come posso vederlo mentre vivo?

Sri Chinmoy: Potrai vedere Dio da vivo se preghi molto devotamente e con tutta l’anima. Quando muori, non sei tu che muori. Il tuo corpo muore, ma la tua anima rimane viva e sempre vigile. In quel momento non sarai nient’altro che la tua anima. Adesso non sei nient’altro che il tuo corpo. Quando sei il corpo devi pregare e meditare per vedere Dio. Quando sei l’anima, apri semplicemente le ali… Guarda, anche Dio ha le ali!

Domanda: Dove vive Dio?

Sri Chinmoy: Dio è ovunque, ma può facilmente essere trovato nella stanza del cuore [heart-room]. Trascorri molto tempo nel soggiorno. Se qualcuno vuole vederti, entra nel soggiorno e ti trova. Allo stesso modo, Dio trascorre molto tempo nella stanza del cuore. Se entri nella stanza-cuore, troverai Dio là molto facilmente. Certo, Lui è ovunque, ma nella stanza-cuore la Sua presenza è vista e sentita con assoluta intensità.

Domanda: Riesco a sentire Dio nel mio cuore, ma come mai non posso spiegarLo?

Sri Chinmoy: Dio è auto-esplicativo, per questo tu non riesci a spiegarlo. Dio non ha bisogno di spiegazioni, Dio spontaneamente rivela e spiega sé stesso, perciò, Egli non ha bisogno di spiegazioni.

Domanda: Perché Dio è su in cielo e non sulla Terra?

Sri Chinmoy: È il mondo occidentale ed i tuoi genitori che ti hanno insegnato che Dio è su in cielo. Desidero dirti che Dio è su in cielo, ma anche sulla Terra. Se leggi il libro interiore dentro il tuo cuore, vedrai che Dio è anche sulla Terra. Sebbene Dio sia onnipervadente, poiché sei sulla Terra, per te è infinitamente più importante la coscienza di Dio sulla Terra piuttosto che Dio che è in cielo, in Paradiso.

Cos’è il tuo cielo e cos’è la tua Terra? Il tuo cielo è la tua testa e la tua Terra sono i tuoi piedi. Quando pensi al cielo, pensa alla tua testa, dove è Dio; quando pensi alla tua Terra, pensa ai tuoi piedi, dove Dio si trova pure. Hai bisogno sia dei tuoi piedi che della tua testa. Se non hai i piedi non puoi camminare e se non hai la testa, non avrai cervello. Sono entrambi necessari, sebbene Dio sia in ognuno di essi, la tua testa si trova in un posto e i tuoi piedi si trovano in un altro posto. Ciò che li collega è il tuo cuore, che è la connessione, il ponte. Quando vuoi vedere Dio che è nella tua testa, puoi facilmente andare dai piedi alla testa passando attraverso il ponte, che è il cuore.

Domanda: Cos’è il Paradiso?

Sri Chinmoy: Il Paradiso è dove ricevi gioia e amore in misura infinita. Il Paradiso è nella tua anima. Dov’è la tua anima? La tua anima è nel tuo cuore. Dov’è il tuo cuore? Il tuo cuore è nel tuo corpo.

Domanda: Sto andando da Dio?

Sri Chinmoy: Certamente stai andando da Dio. Tu vieni da Dio e ritornerai a Dio. Vieni da Dio sulla Terra con un messaggio speciale: dire a tutto il mondo quanto meraviglioso, gentile, buono e bellissimo sia Dio. E quando avrai detto ciò che devi dire di Dio, ritornerai a Dio in Paradiso.

Domanda: Mia madre andrà in Paradiso quando morirà?

Sri Chinmoy: Tua madre andrà certamente in Paradiso. Andrà a riposare e a gioire della pace, luce e beatitudine, e sarà così anche per te quando morirai.

Domanda: Perché Dio ha creato la Terra?

Sri Chinmoy: Dio ha creato la Terra per manifestare se stesso nei corpi umani, nella forma umana. Manifestazione significa, la bellezza, la luce, l’amore, la gioia, l’attenzione e la compassione della Sua presenza.

Domanda: Perché i miei insegnanti sono sempre così cattivi?

Sri Chinmoy: Mio bravo bambino, mi dispiace per te, e allo stesso tempo mi dispiace per i tuoi insegnanti! A te sembra che i tuoi insegnanti siano sempre cattivi. Agli insegnanti sembra che voi bambini siate sempre agitati e indisciplinati. Gli insegnanti vi amano, ma in questo momento vi trattano in un modo che vi è familiare: gridando e strillando. Pensano che questo sia il miglior modo, poiché voi siete abituati a queste maniere.

C’è, tuttavia, un altro modo, e i vostri insegnanti sono ansiosi di mostrarvelo. Se voi siete calmi, tranquilli e obbedienti, i vostri insegnanti vi daranno, costantemente e completamente, un sorriso dal cuore e la loro amorevole e fruttuosa saggezza.

Domanda: Posso andare a vivere con Dio invece che con mio padre e mia madre?

Sri Chinmoy: Sì, puoi vivere con Dio invece che con tua madre e tuo padre. Sebbene Dio sia in Paradiso, Egli è anche sulla Terra nella forma di tuo padre e nella forma di tua madre. Egli sente che se vivi sulla Terra insieme ai tuoi genitori, stai anche con Lui. Dio ha due case, Lui vuole che tu stia nella Sua casa sulla Terra, dove ci sono i tuoi genitori. L’altra casa la sta ancora costruendo, non è completa. Quando sarà completata, Dio ti chiamerà a vivere in quella casa.

Domanda: Com’era il primo uomo nato sulla Terra?

Sri Chinmoy: Il primo uomo nacque per Volontà di Dio, nacque dal Potere di Volontà di Dio. Se leggi la Bibbia imparerai la storia di Adamo ed Eva, ma se leggi la tua storia interiore, saprai come Dio ha creato il primo uomo sulla Terra e chi era il primo uomo creato da Dio. Il primo essere umano nacque dalla Volontà di Dio per un processo evolutivo, attraverso un continuo e graduale progresso dal regno animale.

Domanda: Sul sentiero verso Dio, cos’è la purezza e cos’è la Realizzazione?

Sri Chinmoy: Sul sentiero verso Dio, la purezza è la fragranza di un fiore e la Realizzazione è il fiore, entrambi sono importanti. Senza la fragranza il fiore è inutile. Senza il fiore come si può avere la fragranza? Perciò sia il fiore che la fragranza sono entrambi importanti. Se senti la presenza di un fiore nel tuo cuore e se ne senti anche la fragranza, sarai capace di raggiungere sicuramente la tua meta destinata.

Domanda: Perché Dio non è un essere umano come noi?

Sri Chinmoy: Dio è senza dubbio un essere umano come noi; sfortunatamente, non Lo riconosciamo. Perché non Lo riconosciamo come essere umano? Perché non usiamo l’occhio speciale e il cuore speciale che sono in noi. Questo occhio speciale è fra le sopracciglia e un po’ più su. Il cuore spirituale è dentro il cuore ordinario. Quando l’occhio e il cuore speciali si apriranno, sarà facile vedere che Dio è un essere umano come noi.

Domanda: Perché alcune persone vedono luce e altre no?

Sri Chinmoy: Alcune persone vedono luce e altre no perché alcune persone ne hanno bisogno e altre non ne hanno bisogno. Se hai bisogno di qualcosa, allora la vedi, la ricevi e cresci in essa. Se non ne hai bisogno, non ti importerà di vederla. Quando eri bambino, piangevi per i giocattoli e i tuoi genitori te li davano. Adesso sei un po’ più grande. Non ti importa più tanto come prima dei giocattoli, perciò i tuoi genitori non ti portano più molti giocattoli come prima. Fra alcuni anni, non ti importerà più niente dei giocattoli e i tuoi genitori non te ne porteranno più. Come vedi, quando hai bisogno di qualcosa la ricevi, e quando non ne hai bisogno non la ricevi. Mi piacerebbe che tu sentissi il bisogno di luce in tutta la tua vita, così Dio sarà sempre compiaciuto di te ed orgoglioso di te.

Domanda: Per quale motivo sento una differenza fra qualsiasi altra persona e il mio più caro amico, Dio?

Sri Chinmoy: La differenza che noti fra il tuo più intimo amico, Dio, e gli altri tuoi amici è molto semplice. Dio pensa che sei buono come Lui, divino come Lui e perfetto come Lui. Gli altri tuoi amici pensano che tu puoi essere buono, divino e perfetto, ma sentono di essere più buoni, più divini e più perfetti di te. Tutti i tuoi amici umani pensano esternamente e sentono interiormente che non sei al loro livello; ma loro ti piacciono e tu piaci a loro, tu li ami e loro ti amano. Questo è il motivo perché loro sono tuoi amici e tu sei loro amico; ma nel caso di Dio, Lui ti ama non solo perché sei il Suo eterno amico, ma perché tu e Lui siete una sola cosa.

Domanda: Come posso essere una brava bambina?

Sri Chinmoy: Ogni mattina chiedi a Dio di darti la forza e l’obbedienza di cui hai bisogno per ascoltare i tuoi genitori. Pregherai Dio di benedire sia te che i tuoi genitori, chiederai a Dio di essere con te e intorno a te ventiquattro ore al giorno.

Quando parli con Dio nella tua preghiera, pensa sempre a Dio come se fosse della tua età e del tuo livello. Se hai quattro anni, senti che lui ha quattro anni. Se senti che non è né inferiore né superiore a te, Egli potrà dirti come essere buona.

Domanda: Chi è che Dio ama di più?

Sri Chinmoy: Dio ama il bambino che Lo ama di più. Chi Lo ama di più? Colui che ha un amore illimitato per Dio, devozione illimitata per Dio, abbandono illimitato a Dio. Cos’è l’amore? Cos’è la devozione? Cos’è l’abbandono? L’amore è il tuo pianto per Dio. La devozione è il tuo sorriso quando vedi Dio. L’abbandono è danzare di gioia quando Dio è in tua presenza.

Domanda: Se alcune persone fanno qualcosa di brutto e non-divino, saranno punite da Dio, o ne pagheranno le conseguenze?

Sri Chinmoy: Se qualcuno fa qualcosa di brutto e non-divino, Dio non lo punirà nel modo che vorremmo. La punizione per lui arriverà da altri luoghi, la punizione arriva da coloro che abbiamo ingannato o da coloro a cui abbiamo fatto cose non-divine. Può anche arrivare dal mondo o dal luogo dove esistono certe forze; ma Dio non ci punisce quando sbagliamo. Al contrario, se sbagliamo Lui ci porta un amico, la luce, e ci dice: “Se stai assieme a questo amico e giochi con lui, non farai più niente di sbagliato”. Questo amico ti dirà sempre di fare la cosa giusta, ma a noi non piace questo amico, gli diciamo di andarsene e facciamo di nuovo e ripetutamente cose sbagliate: allora le forze intorno a noi e le forze dentro la persona che abbiamo offeso cercheranno di punirci.

Quando facciamo qualcosa di sbagliato, ci ritroviamo in una stanza oscura. Dio viene in quella stanza con una lanterna e dice: “Figlio mio, prendi questa lanterna. Se la prendi, non farai più lo stesso errore”. A noi, però, questo non piace, vogliamo fare tutto da soli, così prendiamo quella lanterna e la buttiamo via. La nostra individualità è oscurità, ma ci piace perché è nostra. Dio ci porta un’amica con cui giocare, che è la luce. Se restiamo con la nostra amica luce, non faremo mai nessun errore, e se non faremo errori nessuno potrà punirci.

Domanda: Guru, se il Supremo è in ogni cosa, allora Egli deve essere anche nella mente. Se è così, perché la mente è cattiva?

Sri Chinmoy: Ci sono due menti. Una mente è estremamente bella, divina, pura. L’altra mente, che è nel fisico, non è così divina e pura. Quando diciamo che la mente non è buona quanto il cuore, parliamo della mente che è nel corpo.

Provo a semplificare la questione. Altrimenti diventerà una filosofia. Dio è in ogni cosa. Dio è anche in una tigre, ma resterai davanti ad una tigre? No, la tigre ti mangerà in un boccone! Dio è in ogni cosa, ma in alcune cose Egli si manifesta a un livello più alto.

Tu sei un essere umano e anch’io sono un essere umano. Mangi riso, pane, pizza, anch’io mangio queste cose, ma in termini di realizzazione interiore c’è una piccola differenza fra te e me. Questo è il motivo perché sei venuta da me.

Così il Supremo è anche nella mente, ma nel cuore Egli è più conciliante, è più vasto, più gentile, più compassionevole.

Il cuore e l’anima amano Dio molto più della mente. Questo è il motivo per cui diciamo che il cuore e l’anima sono migliori. È un paragone, la mente non è completamente cattiva. Se non avessimo la mente non saremmo capaci di pensare e saremmo degli stupidi, ma ci sono alcune cose che sono migliori della mente. Il cuore è migliore della mente e migliore del cuore è l’anima. Il cuore è tutto unità, se rimani nel cuore non sentirai gelosia, non avrai sofferenza, né ansia, dubbio o gelosia. Sei una ragazza sincera, perciò cerca sempre di avere il cuore che ti dice: “Noi tutti siamo uno, siamo tutti una sola cosa”. Rimani nel cuore, prega nel cuore, medita nel cuore.

In questo momento la mente è il capo. Fino a quando la tua mente sarà il capo, ti farà sentire infelice, ma quando realizzerai Dio, vedrai che la mente è sotto il tuo comando. Quando diventerai tu il capo della mente, sarai libera.

Interiormente puoi parlare a Dio

Interiormente puoi parlare a Dio
Tutto il tempo che vuoi.
Perciò, parla, parla, parla!
Dai a Lui tutta la tua tristezza e frustrazione
Così come il tuo amore e la tua gioia.
Egli li terrà tutti per te
Nel Suo divino Cuore-Cassaforte.

“Dio, Tu mi hai chiesto di dare agli altri i miei giocattoli. Io do via alle persone non soltanto i miei giocattoli, ma anche molte altre cose e loro le prendono volentieri, ma non mi dicono neppure un Grazie”.

“Figlio mio, mi dispiace sentire queste cose. Non preoccuparti, li sgriderò, ma Io ti ringrazio due volte ogni giorno”.

“Dio, quando? Per piacere, dimmi quando mi ringrazi”.

“Io ti ringrazio in silenzio attraverso tuo padre, quando gli fai un bellissimo sorriso prima di andare a letto la sera. Ti ringrazio in silenzio attraverso tua madre, quando le fai un bellissimo sorriso prima di alzarti dal letto al mattino presto”.

“Dio, sono un po’ confuso. Mia nonna mi dice che sei nel mio cuore. Mia madre dice che sei nei miei occhi. Mio padre dice che sei intorno a me. Dio, chi ha ragione?”

“Hanno tutti ragione”.

“Impossibile, Dio! Come possono avere tutti ragione? Per piacere, dimmi davvero, chi ha ragione?”

“Ti dico davvero, figlio mio, tua nonna ha ragione, tua madre ha ragione, tuo padre ha ragione”.

“Com’è possibile?”

“Io vivo nel tuo cuore. Questo è il motivo per cui sei così pieno d’anima. Vivo nei tuoi occhi. Questo è il motivo per cui sei bello spiritualmente. Vivo intorno a te. Questo è il motivo per cui sei sempre così prudente”.

“Dio, meriti il mio ringraziamento”.

“Io non merito il tuo ringraziamento. È tua nonna, tua madre e tuo padre che meritano i tuoi ringraziamenti. Va’ a ringraziarli”.

“Lo farò. Dio, prima di lasciarti, vorrei dirti ancora una cosa. Poiché Tu sei sempre così gentile con me, meriti i miei speciali ringraziamenti. Mia nonna, mia madre e mio padre riceveranno i miei ringraziamenti comuni”.

Dio sorride e piange di gioia.

“Dio, mia madre mi ha detto di non lamentarmi di nessuno, però, mi dispiace, ma devo farlo. Sai Dio, mia madre mi sgrida spesso e mia sorella mi picchia ogni giorno. Sono sicuro che non fanno la cosa giusta! Cosa ne dici, Dio?”

“Di’ a tua sorella e a tua madre di parlare con me prima di picchiarti o di sgridarti”.

“Sì, sì, lo farò. Questo significa che mia sorella non potrà più darmi botte e che mia madre non mi sgriderà più”.

“Figlio mio, non è esattamente così. Lascia che ti dica i Miei segreti. Quando loro mi chiedono il permesso di sculacciarti o rimproverarti, Io vedrò se lo meriti oppure no. Se non lo meriti, le rimprovererò duramente, ma se tu meriti le sculacciate e i rimproveri, ti darò abbastanza forza e allegria per mangiare i frutti delle tue azioni sbagliate. Io voglio che tu sia dolce, buono, perfetto e divino”.

“Dio, lo sarò. Grazie e ancora grazie, Dio”.

“Dio, ho un vero problema. Mia madre mi dice che devo trascorrere più tempo a pregarti. Mio padre mi dice che il tempo che trascorro pregando è più che sufficiente. Dio, chi ha ragione, mio padre o mia madre? O sbagliano entrambi?”

“Più preghi e più Mi compiaci. Perciò tuo padre ha torto. Quando preghi, però, se il tuo cuore non è nella tua preghiera, stai soltanto perdendo tempo. Perciò tua madre ha torto a insistere di farti pregare se non c’è un sentimento sincero nella tua preghiera. Ti darò una nuova preghiera che potrai dare a chiunque tu voglia:

‘Dio, ti prego di rendermi il tuo più dolce e caro figlio.
Ti prego di rendermi gentile come Te.
Ti prego di farmi pensare a Te ogni giorno.
Ti prego di darmi la capacità di compiacerti ogni giorno, ogni ora, ogni minuto e ogni secondo’.

“Dio, è una preghiera straordinaria. Posso aggiungere alcune parole?”

“Sì, certamente”.

“Dio, vorrei aggiungere questo: ‘Ti amo, Dio. Ti venero, Dio. Ti adoro, Dio'”.

“Amen. Meraviglioso, meraviglioso!”

“Dio, grazie un milione di volte. Di sicuro dirò ogni giorno la preghiera che mi hai dato”.

“Dio, mia madre mi disturba costantemente. Mi dice che devo pregarTi ogni mattina e ogni sera. Mi dice anche che, se lo faccio, potrò vederti ogni giorno. Mi ha detto anche qualcos’altro. Mi ha detto che sei molto gentile. Se è vero, mi faresti un favore? Potresti dirmi come posso vederti ogni giorno anche se non prego?”

“Mi farò vedere da te non una volta, ma due volte al giorno, ma devi pregarmi un pochino. Aspetta, ho una magnifica idea! Ti dico segretamente che sto per darti la preghiera più semplice. Non dirlo a nessuno; questo è un segreto assoluto fra te e Me.

Ogni mattina, vai di fronte al grande specchio della sala da pranzo e tieni gli occhi socchiusi. Guarda i tuoi occhi e sorridi e sorridi. Sii certo che Mi vedrai nei tuoi occhi! Per primo Mi vedrai nel tuo occhio destro e poi nel tuo occhio sinistro”.

“Sarà sempre così? Non posso vederti prima nel mio occhio sinistro e poi nel mio occhio destro?”

“Sì, ma per farlo devi tenere gli occhi chiusi e ripetere il Mio nome sette volte e poi aprire gli occhi. Mi vedrai prima nel tuo occhio sinistro”.

“Dio, ti dispiace se faccio in un altro modo? Spero che tu non sia dispiaciuto se tengo gli occhi socchiusi e sorrido fino a che non Ti vedo, ma non mentre resto davanti allo specchio. Penso che sarà più facile. Ti dispiace?”

“No, per niente. Devo dirti che sei più saggio di Me. Volevo mostrarti il modo più facile di vederMi. Volevo che tu restassi davanti allo specchio con gli occhi socchiusi. Ma tu non vuoi avere neanche questo piccolo disturbo. Vuoi semplicemente tenere gli occhi socchiusi e sorridere finché non mi vedi. Hai scoperto un modo che è ancora più semplice! Sei veramente ingegnoso e grande, e questo è il motivo per cui sono orgoglioso di te”.

“Grazie molte, Dio”.

“Dio, qual è il tuo vero nome?”

“Il mio vero nome è uguale al tuo”.

“Io non voglio darTi il mio nome”.

“Allora quale nome vuoi che Io abbia?”

“Voglio che ti chiami Acqua!”

“Acqua! È un bellissimo nome. Da adesso, se vuoi chiamarmi con questo nome, ti risponderò”.

“Dio, ti dirò un segreto. Mia madre mi ha insegnato che un altro nome dell’acqua è Vita”.

“Adesso, figlio Mio, ti dirò un altro segreto. L’altro nome della vita è Dio”.

“Posso dire a mia madre il tuo segreto?”

“Certamente”.

“Dio, Ti ringrazio per avermi detto un segreto”.

“Dio, mio nonno mi dice sempre di non dire bugie, ma, sai Dio, lui me ne dice molte”.

“Quali bugie ti ha detto?”

“Bugia numero uno: mi ha detto che sei più vecchio di lui. Bugia numero due: mi ha detto che non hai bisogno di occhi per vedere. Bugia numero tre: mi ha detto che non hai bisogno di orecchie per sentire. Bugia numero quattro: mi ha detto che non hai bisogno della bocca per parlare.

Tu sei proprio di fronte a me. Vedo che hai due occhi, due orecchie e una bocca proprio come me e vedo anche che sei molto giovane e bello. Non hai neanche l’età di mio padre. Come può mio nonno dirmi che sei più vecchio di lui?”

“Figlio mio, hai ragione. Anche tuo nonno ha ragione. Lui mi conosce attraverso i libri. Tu mi conosci perché Mi vedi personalmente. Per tuo nonno sono un’idea. Tu mi vedi come un Amico amorevole e una Verità vivente”.

“Dio, vorrei dirti qualcosa. Duemilacinquecento anni fa viveva sulla Terra un Maestro molto, molto grande. Il suo nome era Budda. Penso che Tu abbia sentito questo nome. Mio padre è un uomo spirituale e segue il suo sentiero.

“Per piacere dimmi, quale sentiero segue tua madre?”

“Dio, mia madre segue molti sentieri. Segue il sentiero di Budda, di Krishna, di Ramakrishna, di Ramana Maharshi e a volte anche il sentiero di Sri Chinmoy. Dio, questi sono tutti buoni e grandi Maestri spirituali. Hanno molti discepoli e seguaci. Dio, adesso sono in seria difficoltà. Non so quale sentiero seguire. Se seguo il sentiero di mio padre, il sentiero dello Zen, mio padre sarà compiaciuto, e se seguo il sentiero di mia madre, che significa seguire molti sentieri contemporaneamente, compiacerò mia madre”.

“Io voglio che tu segua il Mio Sentiero”.

“Qual è il Tuo Sentiero, Dio?”

“Ogni giorno prega e medita; presto ti farò conoscere qual è il Mio sentiero”.

“Dio, grazie dal più profondo del cuore!”

“Dio, hai un minuto? Devo chiederti una cosa. Mia madre dice che devo amarti ogni giorno. È vero?”

“Sì, tua madre ha ragione”.

“Come posso amarti se non Ti conosco molto bene?”

“Ti dirò cosa fare. È vero che non Mi conosci bene, ma conosci tua madre molto bene. Da adesso in poi prova ad amare tua madre ancora di più. L’amore di cui ha bisogno lo terrà per sé e il resto lo darà a Me. Noi condivideremo il tuo amore. Va bene?”

“Grazie, Dio”.

Il fratello di Gopal

Questa è una storia molto bella. Parla di Krishna. Krishna ha anche un altro nome, Rakhal Raja, Raja significa “re”, e “Rakhal” significa bovaro, colui che porta i buoi al pascolo. Krishna era un re e anche un bovaro, perciò era chiamato Rakhal Raja, Re dei bovari.

Un tempo c’era un vecchio molto gentile, generoso e pio. Pregava Dio ogni giorno. Quando divenne molto vecchio e stava per morire, disse a sua moglie: “Sto per morire. Ti lascio qui sulla Terra, ma non preoccuparti. Dio si prenderà cura di te”.

Sua moglie replicò: “Stai per andare in Paradiso, ma non preoccuparti, Dio si prenderà cura di te lassù”.

Questa anziana coppia aveva un solo figlio, un ragazzo dal nome Gopal. Aveva sette anni quando suo padre morì. Questa piccola famiglia aveva sempre vissuto nella foresta. Erano molto poveri e avevano solo una pecora. Quando il padre di Gopal morì, sua madre incominciò a vendere il latte per ricavare qualcosa. Con questi soldi nutriva Gopal e se stessa. Sebbene fosse molto, molto povera, era una grande devota del Signore Krishna. La donna pregava il Signore Krishna ventiquattro ore al giorno. Non lo dimenticava mai neanche per un momento. La sua intera vita era una preghiera.

Poiché Gopal aveva sette anni, iniziò ad andare a scuola. La scuola era molto lontana da casa sua, così doveva passare attraverso una fitta foresta per arrivarci. C’erano animali selvaggi dappertutto, e naturalmente era spaventato. Andava a scuola al mattino con molta paura e difficoltà e quando ritornava a casa la sera, era anche peggio. A quell’ora c’era poca luce e Gopal aveva ancora più paura. Arrivava a casa tremante e in pratica piangendo di paura.

Un giorno disse a sua madre: “Non andrò più a scuola. Ho paura. Devi mandare qualcuno con me o non ci andrò più”.

Sua madre rispose: “Figlio mio, domani tuo fratello più grande verrà con te. Ho un altro figlio. Vive nel folto della foresta e lo vedrai pascolare i buoi. Quando lo chiamerai, verrà e giocherà con te, ti porterà a scuola e ti riporterà a casa”.

Gopal era felicissimo. Chiese a sua madre: “Come si chiama mio fratello che non conosco?”

“Il nome di tuo fratello è Rakhal Raja”, disse sua madre.

Il giorno seguente, quando Gopal entrò nel fitto della foresta per andare a scuola, gridò forte: “Rakhal Raja, Rakhal Raja, dove sei?” Rakhal Raja immediatamente arrivò. Sembrava un vero re, con una corona e una penna di pavone.

Così Rakhal Raja incontrò Gopal e andarono a scuola assieme. Quando erano vicini a scuola, Rakhal Raja disse a Gopal: “Adesso vai. Tornerò per portarti a casa”. In questo modo, ogni giorno Rakhal Raja accompagnava Gopal a scuola al mattino e lo riportava a casa salvo la sera. Gopal era felice con il suo nuovo fratello.

Un giorno sua madre gli chiese: “Gopal, Rakhal Raja viene?”

“Sì, viene”, disse Gopal.

“Ti avevo detto che sarebbe venuto. Lui è tuo fratello maggiore”, disse sua madre.

Rakhal Raja e Gopal erano molto felici insieme. Giocavano in tanti modi nella foresta. Rakhal, di solito, portava dolcetti e tante cose buone per il suo fratellino, così Gopal era sempre felice e soddisfatto. Quando ritornava a casa tardi, sua madre non era preoccupata perché suo fratello Rakhal si prendeva cura di lui.

Dopo alcuni mesi, l’insegnante di Gopal perse sua madre. In India, quando qualcuno muore, si celebra l’accaduto con una festa alla fine del mese. Tutti vengono e festeggiano. Si mangia a volontà e se qualcuno non vuole mangiare, lo si forza a farlo! Perciò un mese dopo la morte della madre dell’insegnante, ci fu una festa per gli scolari. Naturalmente tutti gli studenti portavano regali all’insegnante. Gopal sapeva che ognuno avrebbe portato un regalo per l’insegnante, ma il povero Gopal non aveva soldi. Chiese tristemente a sua madre: “Cosa posso fare? Vorrei portare qualcosa al mio insegnante, ma siamo poveri. Cosa posso fare?”

“Chiedi al tuo fratello Rakhal Raja”, disse la madre. “Lui ti darà qualcosa da portare al tuo insegnante”.

Quella mattina, mentre Rakhal Raja stava portando Gopal a scuola, Gopal gli disse: “Rakhal Raja, oggi tutti porteranno un dono al maestro, ma io sono troppo povero. Potresti darmi qualcosa?”

Rakhal Raja disse: “Sono anch’io molto povero ma ti darò qualcosa”. Gopal era felice di avere qualcosa da poter dare al maestro.

Rakhal Raja, che era veramente un dio, immediatamente mise davanti a Gopal un vasetto di latte acido, o cagliato. Somiglia a ciò che chiamiamo yogurt. “Prendilo”, disse, “il tuo maestro sa che sei molto povero. Non sarà dispiaciuto”.

Gopal era felice che alla fine aveva qualcosa da dare al maestro, ma, poverino, quando arrivò a scuola si accorse che gli altri studenti avevano portato doni più belli e costosi. Perciò era molto triste e imbarazzato, e rimase alla porta come un ladro. Non voleva che nessuno lo vedesse perché aveva portato solo un po’ di latte acido in un piccolo vaso. Il maestro, però, era molto gentile. Prese il piccolo vaso e lo travasò in vaso più grande. Pensava infatti che i servitori avrebbero presto portato dell’altro latte acido per la celebrazione e che avrebbe potuto aggiungerlo a quello di Gopal.

Tuttavia cosa accadde? Quando il maestro versò il latte acido nel vaso più grande, il latte acido improvvisamente aumentò di quantità fino a riempire il contenitore fino all’orlo! Il maestro era stupito che una tale piccolissima quantità di latte acido fosse diventata così grande.

Durante la cerimonia, le persone che mangiavano il latte acido di Gopal continuavano ad esclamare quanto fosse buono: “Non avevamo mai assaggiato nulla di così buono!” dicevano. “È così fragrante e piacevole! Il profumo è delizioso! È semplicemente eccellente!”

Il maestro disse: “Gopal lo ha portato per me. È il regalo di Gopal”. Poi chiese a Gopal: “Dove hai preso questo latte acido?”

Gopal rispose: “Me lo ha dato il mio Rakhal Raja”.

“Chi è il tuo Rakhal Raja?” chiese il maestro.

“Oh, Rakhal Raja è mio fratello. È il mio più intimo amico. Mi accompagna sempre a scuola e mi riporta a casa”, disse Gopal.

Il maestro sapeva che Gopal non aveva fratelli. Aveva solo un parente, sua madre. Perciò gli chiese: “Potresti farmi conoscere il tuo Rakhal Raja?”

“Sì”, rispose Gopal: “Lui è assolutamente bellissimo. Ha una corona con una penna di pavone sopra. È così bello!” Gopal promise al maestro che lo avrebbe portato da Rakhal Raja. “Sì, venga con me, signore”, gli disse. “La porterò dal mio Rakhal Raja”.

Alla sera, quando la cerimonia era finita e tutti avevano mangiato ed erano già ritornati a casa, Gopal portò il suo maestro con sé nella foresta. Nel posto dove solitamente incontrava suo fratello maggiore, gridò: “Rakhal Raja, Rakhal Raja, Rakhal Raja!” Ma Rakhal Raja non veniva.

Chiamò di nuovo: “Rakhal Raja, perché sei così cattivo? Ogni giorno vieni qui anche se non ti chiamo. Oggi sto piangendo per te, ma non vieni. Perché sei così scortese con me? Perché sei così crudele? Il mio maestro non mi crederà. Penserà che sono bugiardo. Per piacere vieni, Rakhal Raja, per piacere vieni”. Piangeva e invocava, ma Rakhal Raja non appariva.

Il maestro disse: “Non era vero: il latte te lo ha dato qualcun altro!”

Gopal scosse la testa e disse: “No, no, me lo ha dato il mio Rakhal Raja. Non so perché oggi è arrabbiato con me. Non so perché non viene da me”. E di nuovo incominciò a chiamare: “Rakhal Raja, per piacere, per piacere vieni!” Ma Rakhal Raja non voleva venire.

Allora Gopal e il maestro sentirono una voce che veniva dalla foresta e diceva: “Gopal, oggi non verrò. Io vengo per tua madre. Tua madre mi prega ogni giorno. Mi prega sempre. Sono estremamente compiaciuto di tua madre, ed è questo il motivo per cui vengo ad aiutarti e a giocare con te, ma il tuo maestro non mi prega mai. Perché dovrei mostrargli il mio volto? Il tuo maestro non mi merita. Io sono solo per coloro che mi pregano, per coloro che hanno bisogno di me. Il tuo maestro non mi ha mai pregato, perciò Io non verrò”.

Il maestro capì, e fu molto compiaciuto che la madre di Gopal fosse così spirituale. Lui non poteva vedere il Signore Krishna in persona, ma sapeva che c’era qualcun altro che poteva farlo, perché pregava Krishna ogni giorno, e quella persona era la madre di Gopal.

Anche tu puoi pregare la mattina e la sera. Se preghi la mattina e la sera, Dio sarà compiaciuto. Prega per cinque minuti la mattina e la sera. Tua madre o tuo padre ti insegneranno come. Quando lo farai, vedrai che otterrai il tuo Rakhal Raja che verrà ad aiutarti in qualsiasi momento sarai in pericolo o in difficoltà.

Prega per la protezione

Un giorno un ragazzo di dodici o tredici anni, mentre stava andando a scuola, fu attaccato da quindici ragazzacci aggressivi e malvagi. Il povero ragazzo era solo e indifeso. Come poteva difendersi da così tanti aggressori? Pensò a ciò che sua madre gli diceva spesso: “Ogni volta che sei in difficoltà o in pericolo, prega Dio”. Pregò Dio per un secondo o due, ma non arrivò alcun aiuto da Dio, e venne picchiato crudelmente.

Ritornò a casa tutto piangente. Sua madre lo consolò e lui le disse: “Mi hai detto che se pregavo Dio, Dio mi avrebbe protetto, ma Dio non mi ha protetto. Guarda, sono tutto pieno di lividi, e il mio corpo sanguina ovunque”.

Sua madre disse: “Figlio mio, ti ho detto di pregare Dio ogni giorno, ma tu non lo hai fatto. Non preghi Dio al mattino presto e alla sera. Preghi Dio forse una volta a settimana, e qualche volta non lo preghi affatto. Ogni tanto mediti un giorno e poi per dieci o quindici giorni non mediti più.

Devi pregare Dio ogni giorno per almeno dieci minuti al mattino presto.

La meditazione e la preghiera sono come i muscoli. Se li eserciti ogni giorno e poi non lo fai per dieci giorni, non puoi diventare forte. Solo se fai esercizio ogni giorno diventi forte. Allo stesso modo, se preghi Dio ogni giorno, il tuo muscolo interiore diventerà più forte e Dio ti proteggerà. Dio ti proteggerà se lo preghi ogni giorno al mattino presto e alla sera”.

Da quel giorno in poi, il ragazzo iniziò a pregare Dio. Ascoltò ciò che sua madre gli aveva detto e pregò Dio ogni giorno. Al mattino presto pregava Dio per dieci minuti e la sera pregava per cinque minuti. Dopo averlo fatto per sei mesi, disse a sua madre: “Sì, la preghiera funziona. Nessuno mi disturba ora. Vengo a casa ogni giorno, ma nessuno mi molesta più!”

Sua madre disse: “Anche se qualcuno dovesse molestarti, ti dico che sarai protetto, perché hai pregato regolarmente ogni giorno, e Dio è soddisfatto di te. Dio ti proteggerà”.

Proprio quel giorno accadde qualcosa. Quando il ragazzo stava ritornando da scuola, un uomo alto, forte, robusto, lo afferrò bruscamente e voleva percuoterlo. Il ragazzo immediatamente pensò: “Oh Dio, mia madre dice che se ti prego ogni giorno, mi proteggerai”, e incominciò a ripetere il Nome del Signore a voce alta: “Dio, Dio, Dio, Dio salvami, salvami!”

L’individuo che lo aveva preso era un uomo molto grande e forte, e si mise a deridere il ragazzo dicendo: “Cosa pensi di fare dicendo ‘Dio, Dio, Dio’? Pensi che in questo modo puoi liberarti di me? No, non puoi!”

Improvvisamente una voce dentro il ragazzo gli disse: “Digli che anche un fantasma va via quando ripetiamo il Nome di Dio”. Il ragazzo disse velocemente ciò che la voce interiore gli aveva detto di dire, e l’uomo immediatamente lo lasciò andare e scappò via.

La notte precedente l’uomo aveva avuto un sogno in cui aveva visto un fantasma e ne era stato molto spaventato. Tutti hanno paura dei fantasmi, anche se sono adulti. Sentendo la parola ‘fantasmÀ, l’uomo si ricordò il fantasma che aveva visto la notte precedente. Quando il ragazzo disse: “Anche un fantasma va via quando si ripete il Nome di Dio”, Dio fece vedere al malvivente il ragazzo come il fantasma del sogno. Dio gli aveva fatto vedere il fantasma nel volto del ragazzo, perciò scappò via.

Quando l’uomo se ne andò, il ragazzo corse a casa a raccontare la storia a sua madre. Sua madre disse: “È come ti avevo detto. Se preghi Dio ogni giorno, Dio ti salverà. Lui ti proteggerà”.

Come vedi, se preghi Dio quotidianamente, Dio ti proteggerà. Il ragazzo non aveva mai pensato ad un fantasma, ma Dio gli disse cosa fare. Se preghi, Dio inventerà trucchi divini e ti aiuterà quando sarai in pericolo. Dio ti darà interiormente dei messaggi o li darà all’altra persona. Se qualcuno ti attacca, dirai qualcosa che non capisci. Quando lo dirai, l’altra persona si spaventerà a morte e ti lascerà. Prega Dio ogni giorno, e quando sarai in difficoltà Dio ti dirà cosa fare.

Un bambino di Dio

[Scritto da Mridu Bhashini Devi; Tradotto dal bengalese in inglese, da Sri Chinmoy.]

Gulu stava per compiere cinque anni. Gli avevano appena insegnato l’alfabeto. Il padre di Gulu disse: “Bene Gulu, ti porterò alla scuola elementare dal maestro Aghore”.

La gioia di Gulu era immensa. Adesso sarebbe andato a scuola con la cartella in mano!

Gulu era molto intelligente ed era molto interessato alle storie. Spesso pregava sua nonna di raccontargli una storia. Lei gli raccontava la storia di Prahlad e lui ascoltava le sue parole con meraviglia e assoluta fede. L’intera storia riempiva la sua mente. Gulu diceva: “Quanto è crudele il padre di Prahlad, nonna! Quanti tormenti ha inflitto a Prahlad! Nessuno, però, può uccidere colui che ha Dio come suo difensore!”

Un giorno capitò a Gulu di trovare Dio…

Gulu rifletteva: “Poiché Dio è adorato con i fiori, si nasconderà sicuramente fra le rose del giardino! Una volta che sarò in grado di scoprire Dio, diventerò così tanto suo amico, che non sarà più capace di lasciarmi!”

Gulu trascorreva i giorni in giardino, scuotendo le piante nella ricerca di Dio, ma non lo trovava. Alla fine tornava a casa amareggiato.

Gulu chiese a sua madre: “Cerco tanto Dio. Perché non lo trovo, madre?”

“Gulu, Dio ama giocare. Perciò gioca a nascondino con noi. È un giocatore esperto. Si nasconde in così tanti modi che neanche i saggi e i santi Lo trovano”.

“Allora chi potrà trovarLo, madre?”

“Nessuno Lo può trovare, a meno che non si riveli Lui Stesso. Però Lui è sempre con tutti noi e ci protegge come ha fatto con Prahlad. Dio si nasconde anche nel tuo cuore”.

“Dentro il profondo del mio cuore! Credimi, madre, quando lo cercavo nel giardino sembrava che qualcuno mi rispondesse da dentro il mio cuore!”

“È Dio che risiede nel tuo cuore. AdoraLo, impara ad amarLo così come ami me. Egli non è solo nel tuo cuore ma in tutti i cuori. Impara ad amare tutti, ed Egli sicuramente si rivelerà a te”.

La mente di Gulu si mise in pace grazie alle parole di sua madre. Nutriva la speranza che un giorno Dio sarebbe venuto da lui.

Un giorno, Gulu e sua madre andarono in visita a casa di uno zio materno. I tre tornarono a casa alla vigilia dei Puja. Il treno era pieno di passeggeri e non c’era spazio. Gulu non se ne preoccupava. Si sporse dal finestrino per ammirare il paesaggio. Suo zio disse: “Non sporgerti così. Potresti cadere, Gulu!”

“Come posso cadere? Mi tengo alla porta!”

Improvvisamente la porta in qualche modo si aprì. Non potendosi tenere, Gulu cadde. Le persone dello scompartimento gridarono per l’orrore e lo sgomento. La madre di Gulu, sotto la spinta della disperazione, stava per buttarsi dal treno. Ma qualcuno la trattenne.

Era notte. Non si vedeva niente. Il treno correva. Presi dall’agitazione, nessuno aveva pensato di tirare il freno di emergenza per fermare il treno. Allarmati dal rumore, i passeggeri dell’altro scompartimento tirarono il freno di emergenza. Il treno si arrestò immediatamente.

Il treno tornò indietro. Nessuno sperava di ritrovare Gulu vivo. Dopo un po’ di tempo videro una figura stagliarsi su di un ponte. La madre di Gulu gridò: “Guardate, il mio Gulu è là”.

Il treno si fermò. La madre di Gulu corse da lui e lo abbracciò: “Ti sei fatto male, Gulu?” disse piangendo.

“Come posso essermi fatto male, madre? Appena sono caduto, mio zio è saltato e mi ha preso fra le braccia!”

Con voce sorpresa la madre disse: “Tuo zio non è sceso, è rimasto sul treno!”

“Non dire bugie, madre! Mio zio mi ha tenuto tutto il tempo sulle ginocchia. Mentre vi avvicinavate, mi ha messo giù ed è andato da quella parte. Puoi cercarlo”.

Un brivido di gioia attraversò il corpo della madre di Gulu. “Gulu, Dio ti ha salvato nella forma di tuo zio!” disse. Alle parole di sua madre, Gulu andò al settimo cielo per la meraviglia.

Cosicché, se Lo preghi ogni giorno, Dio è costretto a venire da te quando sei in reale difficoltà. Se preghi Dio ogni giorno, vedrai la Forma più bella di Dio. Quando vedi Dio, sarai sorpreso perché Egli è infinitamente più bello di quanto tu possa immaginare.

Per pregare Dio, non devi chiedere niente ai tuoi genitori. Per comprare i vestiti e le scarpe, o qualsiasi altra cosa, hai bisogno di soldi, ma per vedere Dio non hai bisogno di soldi, hai bisogno solo della preghiera. Pregare è così facile, è come bere acqua. Semplicemente prega e Lo otterrai. Quando Lo otterrai, avrai ogni cosa di cui hai bisogno.

FINE DEL LIBRO

Responsabile della traduzione: Stefano