Gli dei cosmici

Gli dei cosmici

The Dance of the Cosmic Gods

https://www.srichinmoylibrary.com/dcg (inglese)

Gli Dei e le Dee Cosmici sono esseri nobili. Non entrano in un corpo e non attraversano un processo terreno come fanno gli esseri umani: all’inizio della Creazione, gli Dei e Dee Cosmici hanno iniziato a partecipare al Dramma Cosmico di Dio in un modo differente. Ottennero da Dio abbondante Potere, Luce, Pace, e Beatitudine; ottennero la loro divinità in un modo speciale; tale divinità è composta solo di Illuminazione interiore, Potere interiore, Luce e Beatitudine interiori.

Gli Dei e Dee Cosmici non sono interessati alla liberazione: dato che non vengono qui nel mondo, non sono legati allo stesso modo degli esseri umani. Chi è legato deve anelare [cry] alla liberazione, ma chi non lo è può non sentire la necessità di anelare alla liberazione. Solo in rare occasioni ci sono stati Dei e Dee Cosmici che hanno voluto la liberazione; ma se vogliono la liberazione dalla coscienza legata alla Terra, se vogliono Realizzare e Manifestare Il Più Alto, devono venire nel mondo come esseri umani.

Un’anima entra nello stadio umano, e nel processo dell’evoluzione diviene pienamente liberata e pienamente Realizzata. Non c’è niente di più grande dell’Autorealizzazione. Ora noi siamo intrappolati dall’ignoranza, sguazziamo nei piaceri dell’ignoranza, ma verrà un giorno in cui attraverseremo il mare dell’ignoranza e della morte, e in quel momento saremo liberati dall’ignoranza. Nel momento in cui siamo liberati dall’ignoranza, saremo ‘liberati’. Finché gli Dei Cosmici non entrano in forma umana e passano attraverso il processo della reincarnazione, non potranno avere l’Autorealizzazione o la liberazione che noi esseri umani abbiamo. Per questo diciamo che l’uomo è superiore agli Dei, perché l’uomo raggiunge l’Autorealizzazione, mentre i cosiddetti Dei non sono interessati alla liberazione o all’Autorealizzazione. Gli Dei Cosmici sono soddisfatti dei loro Potere, Luce, Beatitudine. Per loro l’evoluzione è già finita. Hanno il loro ‘lavoro’ e non vogliono procedere neanche di un passo verso l’alto o verso il basso. Vogliono solo essere nella posizione di poter offrire un atto di servizio o di grazia all’umanità. Vivono ed operano nel mondo ‘vitale’, il mondo vitale più elevato. Lassù attendono, e da lì aiutano i cercatori con la loro Pace, Luce, e Beatitudine. In tal modo distribuiscono le Benedizioni di Dio dall’alto; ma non vogliono toccare il piano terreno, vogliono solo vedere, dall’alto, che cosa succede.

Dato che gli Dei e Dee Cosmici non vengono sul piano terreno, non sanno nulla di concreto riguardo alla nostra vita interiore o esteriore: vedono la nostra esistenza con il loro ‘terzo occhio’, ma riguardo al fatto di comprendere la nostra dieta [ad esempio, -n.d.t.] o le nostre necessità materiali, non sono interessati a quel tipo di sentimento diretto di unità con noi. Gli Dei Cosmici ci mostrano attenzione e compassione, o a volte ci prendono come oggetto di pietà; ma un Maestro spirituale va egli stesso attraverso ogni tipo di sofferenza, e perciò non può considerare i suoi compagni oggetto di pietà; è totalmente identificato con loro.

Naturalmente chi è entrato nel mondo ed ha giocato l’intero gioco, riuscirà ad agire in modo più efficace che non gli Dei Cosmici. Egli è venuto per conoscere ogni pietra, ogni angolo, ogni battito di cuore. L’esperienza terrena ci dà gioia e frustrazione, ogni tipo di cosa positiva e negativa, ed è perciò che quelli che scalano l’albero della Realizzazione possono aiutare l’umanità più di quelli che restano in cielo e ci offrono la loro pioggia-di-Compassione dall’alto. Poi, dopo essere stato sulla Terra per un paio di incarnazioni, dopo aver conosciuto bene ciò che ha visto dentro questa ‘arena terrena’, può lavorare offrendo allo stesso modo il suo servizio dall’esterno del mondo.

La loro divinità è una cosa, e la divinità che noi alla fine raggiungeremo, è un’altra. La nostra esistenza trasformata e liberata sarà molto diversa: quando un essere umano è Realizzato e coscientemente trasformato, quando la coscienza di qualcuno è divinizzata e inondata di Pace, Luce, e Beatitudine, in quel momento egli porta giù dall’alto la più alta Verità, nel cuore del piano terreno. Diviene un canale di Dio cosciente e diretto, per appagare il Divino sulla Terra. Il suo sincero anelito è per trasformare l’intera coscienza della Terra. Egli diviene tutt’uno con l’umanità e sente che finché la coscienza della Terra non è pienamente illuminata, il suo ruolo non è giunto a termine. Dall’altro lato, le migliaia di Dei e Dee Cosmici, riescono ad interagire con relativamente pochi esseri umani; a differenza degli Dei Cosmici, il Maestro spirituale Realizzato toccherà la coscienza della Terra e cercherà di plasmarla e perfezionarla nel modo in cui Dio vuole che lui lo faccia.

La trinità indù

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Così come voi Occidentali avete la vostra Trinità, anche noi indiani abbiamo una Trinità. Noi parliamo di tre aspetti principali di Dio: Brahma, il Creatore; Vishnu, il Conservatore [Preserver]; e Shiva, il Trasformatore.

Cosa crea Brahma? Crea ad ogni istante coscienza interiore. Cosa conserva Vishnu? Conserva la coscienza creata da Brahma. E cosa trasforma Shiva? Shiva trasforma la coscienza che è stata creata da Brahma, e conservata da Vishnu. Trasformazione significa il nostro conscio e costante risveglio alla Verità alta, più alta, e altissima. Trasformazione significa un cambiamento radicale della nostra natura interiore ed esteriore. È relativamente facile trasformare la nostra natura interiore, ma a meno che e finché la coscienza esteriore è trasformata, non otteniamo il pieno risultato.

È stata usata la parola ‘Distruttore’ da molti filosofi e Maestri spirituali indù, relativamente a Shiva. Ma io sono dell’opinione che non dovremmo affatto parlare di Dio come di un Distruttore. Lui è il nostro Padre massimamente compassionevole, non può distruggerci: ciò che fa è trasformare la nostra ignoranza, imperfezione, e limitazione, in Luce e Perfezione. Se io sono nell’ignoranza, Lui mi dà Saggezza. Se sono nell’oscurità, Lui mi porta Luce, cosicché io possa essere illuminato. Ogni individuo è guidato e protetto da Dio il Supremo, ma alcuni cercatori ricevono gioia dall’avvicinarsi a Dio attraverso Suoi aspetti diversi. Qualche volta un individuo ottiene gioia nell’avvicinarsi a Dio nell’aspetto di Creatore, Brahma; se qualcuno venera Vishnu o Shiva, Egli sarà ugualmente compiaciuto, perché è il Supremo che sta manifestando Sé Stesso in queste tre forme.

In India ci sono alcuni cercatori che sentono che Dio è il più compassionevole, perché Lui ha creato il mondo; dicono: “Dobbiamo pregare a Lui perché Lui ci ha creati, se non ci avesse creati non esisteremmo”. Altri cercatori diranno: “Chissà quanti milioni o miliardi di anni fa Lui ci ha creati? Ciò non è importante! La cosa importante è che Lui ci abbia dato il corpo, la mente, e tutte le parti del nostro essere, e che ora Lui ci stia conservando. Sappiamo che Lui ci sta guidando e proteggendo, quindi dobbiamo essergli molto grati”. In tal modo questi cercatori pregheranno Dio nella forma di Vishnu, il Conservatore. Ancora altri cercatori potrebbero dire: “Dio ci ha creati, Dio ci sta conservando, ma siamo ancora imperfetti, siamo ancora nell’ignoranza e stiamo ancora soffrendo. Dio non è soddisfatto delle nostre imperfezioni, limitazioni, legami, e morte; nemmeno noi siamo soddisfatti: quindi apprezziamo, adoriamo, e dedichiamo le nostre vite all’aspetto di Dio che vuole trasformarci. Adoriamo Colui che ci sta aiutando a venir fuori dall’ignoranza e dalla sofferenza, e che sta cercando di trasformare la nostra brutta natura nella più bella e più perfetta perfezione”. I cercatori che sentono questo, adoreranno Shiva.

Ognuno ha il diritto di scegliere l’aspetto che gli si addice di più; ma una persona spirituale che vuole Realizzare Dio deve infine adorare ed approcciare tutti gli aspetti di Dio. Per noi il Supremo rappresenta tutti e tre gli aspetti. Noi adoriamo e veneriamo Lui in tutti gli aspetti di Manifestazione.

Le divinità protettrici

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Ogni persona ha una divinità protettrice che si prende cura di lui. Qui in Occidente si parla di ‘angeli custodi’ che guidano e proteggono gli individui. In Oriente usiamo il termine ‘divinità protettrice’ [presiding deity]. La nostra filosofia indiana dice che ci sono tante divinità quanti esseri umani; ogni persona ha una sua divinità. Questa divinità non è separata da noi, anche se possiede una sua propria esistenza. Noi sentiamo che la nostra divinità protettrice non è qualcosa al di fuori di noi, ma parte intima della nostra esistenza, proprio come il nostro corpo, la nostra mente, e il nostro cuore [1]; quindi consideriamo la nostra divinità come propriamente nostra. Sentiamo essere nostra ogni cosa che sia dentro di noi. Se seguiamo la vita spirituale, sappiamo che nel cuore c’è qualcosa chiamato anima. Proprio come noi consideriamo nostre le altre parti del nostro essere, così anche consideriamo la nostra divinità interiore, cioè la nostra anima.

Le divinità protettrici indubbiamente ci sono superiori; sono buone ed infinitamente più divine di noi; ma anche se queste divinità o angeli hanno maggiore potere di noi e ci proteggono in misura della loro capacità, non hanno Potere infinito. Mai! Solo l’Assoluto Supremo, che è il Signore dell’Universo, ha infinito Potere. Quando parliamo di infinito Potere, infinita Pace, infinita Luce, non le avremo da queste divinità: le avremo solo dalla nostra Autorealizzazione. Nell’Autorealizzazione raggiungiamo Il Più Alto, l’Assoluto, come propriamente nostro.

C’è solo una infinita Verità, e questa infinita Verità viene Manifestata in milioni, miliardi di modi, in infinite forme e realtà [forms and shapes]. L’Assoluto è come l’albero e queste divinità inferiori sono come piccoli rami. Coloro che sono avanzati nella vita spirituale hanno divinità che sono come grandi rami: più larghi e più potenti degli altri rami.

La gelosia degli Dei

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Ci sono Dei Cosmici minori e ci sono Dei elevati [higher]. Anche se gli Dei minori hanno più Luce e più Potere della maggior parte degli esseri umani, alcuni di loro hanno gelosia ed altre qualità molto negative [bad], bisticciano spesso tra loro… Questi Dei possono prendersi cura di cose come i nostri mal di testa o mal di stomaco: se hai male allo stomaco e preghi gli Dei minori, riusciranno a curarti; ma è troppo chiedere loro di darti la Realizzazione o la liberazione, non possono farlo. Con il loro potere limitato cercano di impressionare esseri umani che si lasciano soddisfare da questo tipo di raggiungimento, o capacità. Naturalmente ci sono molte persone che non sono interessate ai loro poteri, esse dicono: “Un mal di stomaco non è un problema. Fra due ore non ci sarà più. Voglio continuare a pensare alla mia Realizzazione di Dio”.

In un esercito c’è un comandante in capo e soldati semplici. Se abbiamo la capacità di rendere soddisfatto il comandante in capo facendo qualcosa di speciale, significativo, e pieno d’anima [soulful], non dobbiamo pensare anche ad altri che sono inferiori nella gerarchia dell’esercito… ma se non abbiamo tale capacità, dovremo cominciare il nostro viaggio con il rendere soddisfatti i servitori dei soldati: altrimenti non riusciremo a venire in contatto neanche con i soldati. Nella vita spirituale dobbiamo sapere che cosa vogliamo: se abbiamo la capacità di entrare nel Più Alto, non dovremmo perder tempo con gli esseri inferiori. Quando un cercatore entra nella vita spirituale, questi Dei inferiori lo aiutano anche senza che lui gli chieda aiuto. Supponiamo che il cercatore sia pronto a meditare sinceramente, ma ad un tratto gli viene mal di testa… Gli Dei dicono: “Aiutiamo questa persona, anche se non consapevole del nostro aiuto!”

Ma quando un cercatore diventa spiritualmente potente, gli Dei cosmici diventano insicuri. Il Supremo non è affatto insicuro, ma questi Dei e Dee inferiori hanno insicurezza [che è una vera e propria qualità negativa -n.d.t.]. Chi non è al massimo livello, o chi non resta sempre il migliore, poi si sente insicuro.

Gli Dei e le Dee Cosmici sono come i capitani, mentre il Supremo è il Comandante Generale. Quando uno yoghi aspira a vuole andare molto al di là del Gioco cosmico, le Divinità Cosmiche vedono chiaramente che egli ha tutte le possibilità di andare oltre la loro ‘giurisdizione’, dopodiché sarà in contatto solo con l’Assoluto Supremo e non avrà bisogno di passare dai capitani. Quando le Divinità Cosmiche vedono che uno yoghi sta per sorpassarle, a volte si uniscono ed usano tutto il loro potere per cercare di impedirgli di andare oltre il loro dominio. A volte aspettano semplicemente che le forze ostili arrivino per tentarlo; poi, quando queste forze lo attaccano, le Divinità rimangono indifferenti oppure in modo ordinario, malevolo, si godono le difficoltà dello yoghi. A volte lo attaccano individualmente e cercano di diminuire la sua capacità, e distruggere la sua aspirazione… possono invero mandare degli esseri molto belli dal piano astrale, di solito donne, per rovinare la sua aspirazione, oppure cercano letteralmente di tirar giù la sua aspirazione. Non solo gli Dei minori, ma anche alcuni degli Dei maggiori attaccano il cercatore quando egli diviene avanzato spiritualmente.

In occasioni rare riescono a tenerlo dentro il loro dominio; ma se il cercatore riesce a sconfiggerli, vanno via. Il Cristo ebbe questo problema, il Budda ebbe questo problema. Prima della Realizzazione tutti i grandi Maestri dovettero fronteggiare questo problema. Quasi tutti ebbero delle difficoltà, ma le superarono.

Vishnu

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Vishnu è onnipervadente, onnicomprensivo. È l’aspetto del Supremo che sostiene l’intero Universo. Secondo la mitologia indiana impiega solo tre passi per coprire tutto l’Universo. Usa due passi per attraversare la Terra ed il terzo per toccare il Cielo. I primi due passi sono visibili agli esseri umani, ma il terzo ci è invisibile. Si dice che neanche gli uccelli che volano in cielo possano vedere il terzo passo di Vishnu.

La prima menzione del Dio Cosmico Vishnu si trova nel Rig Veda. Secondo il Rig Veda Vishnu ha novanta destrieri, ed ognuno di questi novanta destrieri ha quattro nomi. Novanta per quattro fa trecentosessanta: è da qui che otteniamo i 360° del cerchio, che rappresenta l’interezza del nostro mondo materiale. I quattro nomi di ogni destriero sono anche connessi, nelle leggende, con le quattro stagioni dell’anno.

Molto spesso gli aspiranti hanno un grande desiderio di sapere chi, tra gli Dei principali, sia il più compassionevole: Brahma, Vishnu, o Shiva. Tutti e tre questi Dei posseggono Potere spirituale illimitato, ma quando si parla di Compassione, il più compassionevole è Vishnu. Brahma e Shiva hanno anch’essi Compassione, sono potenti, e mostrano infinita Premura per la nostra vita quotidiana; ma quando parliamo di immediata e diretta Compassione, Vishnu è al primo posto.

Vorrei raccontarvi una storia: il grande saggio Bhrigu era anche un astrologo ai massimi livelli. Voleva sapere con certezza chi fosse il più compassionevole tra i tre Dei Cosmici principali: Brahma, Vishnu, e Shiva; cosicché si recò a casa di Brahma senza permesso ed entrò come un intruso… poi parlò a Brahma in modo rude: Brahma divenne furioso! Disse: “Che diritto hai di entrare nella mia casa e discutere con me senza necessità? Non c’è alcun vero motivo per le tue azioni!”

Quindi il saggio uscì ed andò a testare la Compassione di Shiva: entrò in casa di Shiva forzando la porta; poi iniziò a criticare Shiva ingiustamente. La rabbia di Shiva è immediata! Immediatamente divenne furente e stava per incenerire il saggio, ma quest’ultimo lasciò rapidamente la casa; ed arrivò presto a quella di Vishnu. Quest’ultimo era in un sonno profondo, disteso sul dorso. Lentamente il saggio gli si avvicinò e si disse: “Ora metterò alla prova la Compassione di Vishnu”, e poggiò il piede destro proprio sul petto di Vishnu. Quest’ultimo aprì gli occhi, e con gran sorpresa del saggio gli afferrò la gamba ed iniziò a massaggiargli il piede devotamente e con tutta l’anima! “Mi dispiace!” disse Vishnu “Ti sei fatto male? Il mio petto è forte, e tu hai messo il piede sul mio petto. Forse ti sei fatto male…” In tal modo il saggio capì immediatamente chi fosse il più compassionevole tra i tre Dei.

Da questa storia impariamo che quando vogliamo avvicinarci all’aspetto più compassionevole del Supremo, dovremmo avvicinarci a Vishnu.

L’adorazione di Vishnu in quanto personaggio divino ha invero avuto inizio nei Purana. I Purana sono storie ed insegnamenti tradizionali basati sulla filosofia spirituale dei Veda e Upanishad. I Purana sono molto semplici ed appassionanti: sono racconti coloriti, e dissertazioni adattate in modo specifico per le persone comuni, e non contengono alcuno degli argomenti esoterici o filosofici delle scritture sacre più antiche, i Veda e Upanishad; sono puro divertimento, scritti per l’edificazione delle masse.

Nei Purana, Vishnu è adorato con emozione intensa, emozione divina. Questa adorazione si è gradualmente sviluppata in India, fino a raggiungere il suo culmine nel Vishnavismo (o adorazione di Vishnu) di Sri Chaitanya, nel XVI secolo d.C. Il culto di Vishnu divenne una parte massimamente significativa dell’induismo e lo è tuttora.

Il Vishnavismo è amore per Dio, amore puro. Nel Vishnavismo non è necessario alcun rituale o alcuna capacità intellettuale. Ciò che è richiesto è solo l’amore del cuore per Il Più Alto, per l’Assoluto. Il Vishnavismo non usa i rituali dei Veda; non è interessato agli innumerevoli Dei menzionati nelle Upanishad. Il sistema Vedanta dice che il mondo è un’illusione, ma il Vishnavismo, in forza del suo amore, dice ‘No, il mondo è realtà’.

Il più grande patriota e leader politico dell’India, Mahatma Gandhi, era un Vishnavita assoluto. In India insegnò il significato della non-violenza. Questo concetto di non-violenza viene dal Vishnavismo. Il Vishnavismo dice che dove c’è amore non può esserci violenza, non può esserci distruzione. L’uso di Gandhi della non-violenza venne in essere dall’amore divino, e questo sentimento di amore nel suo senso più puro viene dal culto di Vishnu, il Vishnavismo.

I cercatori spirituali nella maggior parte delle religioni, vogliono unirsi alla più alta Verità. Di solito l’aspirazione umana vuol perdere la sua individualità e diventare totalmente uno con il Divino, ma nel Vishnavismo è diverso: l’amante e l’Amato diverranno tutt’uno, ma l’amante vuol mantenere la sua individualità. Perché? Egli sente che se diventa inseparabilmente uno con l’oggetto della sua adorazione, la dolcezza, la vicinanza, e la più profonda intimità, che è l’estasi stessa, non ci saranno; in altre parole, quando un aspirante diviene uno con il suo Signore, entrambi sono diventati Signori; in quel momento il più dolce sentimento dell’aspirante per il suo Adorato svanirà.

Un bambino e suo padre sono inseparabilmente uno, la coscienza del bambino e la coscienza del padre sono uno; ma il bambino sente che anche se lui e suo padre sono tutt’uno, suo padre è più compassionevole e più prono al perdono. Il bambino riceve gioia nel ruolo dell’inferiore, sentendo di essere in contatto con qualcuno che è onnipervadente, onnisciente, onnipotente, onnipresente; non vuol essere allo stesso livello di suo padre. Si può dire che in questo caso l’individualità voglia testare il suo amore a volte in una coscienza separata. I Vishnaviti puri ricevono la gioia più grande quando sentono in profondità nei recessi più profondi del loro cuore, di essere gli schiavi di Dio.

I Vishnaviti sono sempre pronti a dedicare la propria esistenza al servizio di Dio: vogliono rimanere i più cari, i più speciali figli di Dio; ma non vogliono diventare Dio, vogliono mantenere la propria individualità nel senso assolutamente più puro del termine.

Ramakrishna diceva che se vuoi mantenere il tuo ego o individualità [separativity], mantienila nella forma di uno schiavo o di un servitore, in modo che tu possa dire: “Sono il figlio di Dio, come potrei mai far cose sbagliate? Come potrei sguazzare nei piaceri dell’ignoranza?” Questo tipo di ego è migliore dell’ego in cui leghi te stesso cercando di mostrare la tua supremazia e facendo molte altre cose sbagliate. Ma diceva anche di non voler diventare lo zucchero, di voler mantenere un senso di individualità, così da poter gustare lo zucchero. Anche nel Vishnavismo il cercatore individuale vuol gustare il più alto Nettare Divino, per questo vuole la sua individualità; sente che se c’è una sottile separazione tra la sua coscienza e quella di Dio, si sentirà supremamente fortunato di essere in contatto costante con il suo Signore. Mentre altre filosofie dicono: “Diventiamo uno, totalmente uno, con la nostra Meta”.

Ramakrishna pregava la sua Madre Kali: “O Madre, mantienimi in questo mondo ‘with the Rose and the Kase'”: che vuol dire che voleva che la sua connessione con il mondo fosse piena di agrodolce e di sapore; diceva: “Non rendermi un arido asceta. Mantienimi qui sulla Terra, in modo che i Tuoi figli possano amarmi”. Dal Vishnavismo riceviamo il senso della dolcezza, affetto, amore, intimità, ed estasi. Vishnavismo significa amore dentro e fuori, l’amore che si espande e non l’amore che lega. La preghiera di un devoto Vishnavita è: “O Signore, dammi il puro amore, amore intenso [intensified love], che trascende tutto l’amore umano”.

Il Vishnavismo ha il suo ruolo nella filosofia così come nella religione. Voi tutti sapete che il Vedanta, specialmente il Vedanta di Shànkara che è puro monismo, viene direttamente dal vecchio Vishnavismo tradizionale; ci sono anche altri sistemi filosofici derivati da esso:

Vishishtadvaita. Vishishtadvaita è ‘qualified monism’. Questo vuol dire unità dell’anima e della materia nell’insieme che è l’Essere Assoluto. Materia e spirito sono inseparabili, e le loro qualità inseparabili vengono dall’Essere Trascendentale. Il fondatore di questo sistema fu Ramanuja, un grande devoto e studioso.

Dvaita. Dvaita significa dualismo. In questa dottrina la materia e l’anima sono entità separate, sono anche differenti da Dio, non hanno unità inseparabile con Dio: Dio e uomo non sono uno, neanche l’uomo e l’anima sono uno. Il fondatore di questo sistema è Madhava, un altro grande personaggio intellettuale; anche se Madhava e Ramanuja non erano così intellettuali o così spiritualmente sviluppati e profondi come Shankara.

Dvaitadvaita. Nel Dvaitadvaita il dualismo e il monismo vanno insieme. Ora l’anima, la materia, e Dio sono inseparabili; ma poi essi si separano facilmente. Quando andiamo dentro in profondità, sentiamo che l’anima, la materia, l’uomo, e Dio sono inseparabilmente uno, l’esistenza interiore e l’esistenza esteriore sono uno; ma quando viviamo nel corpo, nella coscienza esteriore, sentiamo che il corpo non ha niente a che vedere con Dio, che noi non abbiamo niente a che fare con Dio; inoltre sentiamo che Dio, da parte Sua, non ha niente a che fare con questi ignoranti corpo, mente, e cuore.

Shuddhadvaita. Shuddhadvaita significa puro monismo. ‘Shuddha’ significa ‘puro’ in sanscrito, e ‘advaita’ significa ‘monismo’. Shuddhadvaita significa puro monismo. Qui la realtà di Dio viene veduta tutt’attorno. Il mondo non è un’illusione o un sogno, il mondo non è irreale: il mondo è la realtà stessa. Il fondatore di questo sistema era ai ferri corti con Shankara. Ovvio è che la filosofia di Shankara è stata considerevolmente fraintesa dai cercatori ed anche da cosiddetti grandi filosofi.

La parola ‘Avatar’ significa: diretto discendente di Dio, l’incarnazione dell’Essere Supremo. Anche se un Avatar discende direttamente da Dio, la nostra tradizione indiana sostiene che ci sono dieci Avatar maggiori, e che sono tutti incarnazioni del Dio Vishnu. Alcuni di loro sono animali. Il nome del decimo Avatar, che deve ancora giungere, è Kalki… Questo è ciò che dice la tradizione, ciò che gli studiosi affermano; ma dal punto di vista spirituale, gli Avatar sono connessi con Vishnu solo perché quest’ultimo rappresenta il Supremo nel Suo aspetto di Sostenitore divino, Continuità divina, e Unità suprema, al di qua e al di là di ogni cambiamento. Ci sono stati diversi Avatar. Sri Chaitanya era un Avatar, Sri Ramakrishna era un Avatar, Lord Rama e Sri Krishna erano Avatar.

Concluderò con una storia divertente. Vishnu e Brahma una volta ebbero una discussione: volevano sapere chi dei due era il migliore! Dato che gli serviva un giudice, Shiva divenne il giudice. Egli disse: “Benissimo, presto sapremo chi è il migliore fra voi due: porrò qui una colonna di Luce bianca: chiunque riuscirà a raggiungere la cima o la base della colonna e tornare da me per primo, sarà il vincitore”. Brahma disse: “Bene, cercherò di salire su questa colonna di Luce bianca!” e Vishnu disse: “Io cercherò di scendere in basso!” Quando iniziarono, immediatamente la colonna di Luce divenne lunga, più lunga, sempre più lunga! Brahma e Vishnu provarono al loro meglio, ma non riuscirono a raggiungere la fine: era impossibile. Continuarono per anni, ma nel momento in cui sentivano che stavano per toccare la fine, la colonna di Luce si allungava.

Infine Brahma perse la pazienza… disse: “La cosa migliore è andare da Shiva e dirgli che ho toccato la cima, come potrà sapere se l’ho fatto davvero?!” Mentre scendeva vide un uccello bianco, e chiese all’uccello di far da testimone: “Quando arrivo” disse “dirai a Shiva che ho toccato la cima!” L’uccello assentì; Brahma e l’uccello discesero, ma il povero Vishnu stava ancora tentando. Brahma disse: “Ho toccato la cima della colonna di Luce, quindi sono il vincitore!” Shiva disse: “Aspetta, sentiamo cosa ha da dirci Vishnu”. Proprio in quel momento arrivò Vishnu… Shiva gli chiese: “Vishnu, che novità ci porti?” “Mi dispiace” replicò Vishnu “ho provato in tutti i modi ma non ci sono riuscito. Non sono riuscito a toccare la fine di quella misteriosa colonna di Luce!” Shiva immediatamente s’infuriò con Brahma per avergli mentito. Povero Brahma, era stato scoperto! Shiva aprì il suo terzo occhio, che era pieno di fuoco distruttivo, e voleva realmente uccidere Brahma! Disse: “Mi hai detto una bugia, perciò taglierò una delle tue teste!” Quindi tagliò una testa a Brahma, ecco perché vediamo solo le quattro teste frontali di Brahma: quella posteriore fu tagliata da Lord Shiva. E così Vishnu provò di essere un uomo sincero: non sapeva dir bugie. Il creatore, invece, disse una bugia, e questa è la punizione che ricevette da Lord Shiva!

Agni

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[pronuncia Ag-ni -n.d.t.]

Ci sono quattro Veda: il Rig Veda, il Sama Veda, il Yajur Veda, e l’Atharva Veda. Tutti voi sapete che il Rig Veda è la nostra scrittura più antica, più profonda, più sacra, più santa. Nel Rig Veda si legge di Indra, il signore degli Dei, che è considerato il più importante e il più potente tra gli Dei Cosmici. Prossimo a lui c’è Agni. Nel Rig Veda, a questo particolare Dio, Agni, sono offerti circa duecento versi. Nel Rig Veda, Agni è il primo degli Dei Cosmici da invocare; le nostre scritture indiane iniziano con Agni, non con Indra.

Sappiamo qualcosa sull’inizio della lingua o sull’inizio dell’aspirazione umana in forma di linguaggio… sappiamo che c’è un particolare modello seguito da molte lingue. In sanscrito, la madre di tutte le nostre lingue indiane, la A è la prima lettera dell’alfabeto, come in inglese. Agni è il primo e più eminente sacerdote, e il suo nome inizia con A. Il Rig Veda inizia con un inno ad Agni, quindi i Veda iniziano con A. Ora vediamo molto brevemente alcune lingue Occidentali. L’ebraico inizia con ‘alef’ e il greco con ‘alfa’, approssimativamente lo stesso suono della nostra A; il latino e le varie lingue romanze da esso derivate, anche iniziano con la lettera A; così anche le lingue germaniche… Infatti, probabilmente, tutte le lingue dei gruppi linguistici indoeuropei, iniziano con il suono A, ed anche molti altri gruppi linguistici iniziano il loro alfabeto con questo suono.

Possiamo esser fieri della nostra unità umana! Sembra che il primo suono a sorgere dalla coscienza umana, ai primordi del risveglio della razza umana, sia il suono ‘a’, simbolizzato dalla lettera A. Quando le persone per la prima volta iniziarono a comunicare l’uno con l’altro, il primo suono che uscì dalle loro labbra fu senza dubbio ‘a’. Anche il primo vagito di un neonato è il suono ‘a-a-a’. Cosicché la A simboleggia il nostro suono-radice, la nostra sorgente.

Agni vuol dire fuoco. Questo fuoco si riferisce alla fiamma che aspira, che si innalza dall’essere profondo; ancora, Agni si riferisce anche al Dio Fuoco [fire god] in persona. Noi siamo tutti aspiranti; siamo tutti cercatori della Verità infinita. Siamo noi che dobbiamo incarnare Agni, la fiamma dell’aspirazione, nei più profondi recessi dei nostri cuori. Dobbiamo anche crescere verso l’alto con questa fiamma finché non diventeremo l’incarnazione di Agni, il Dio Fuoco in persona.

Vorrei offrirvi i seguenti sloka [versi] dal Rig Veda:

Agnimile purohitam

yagyasya devamrtvijam

hotaram ratnadhatamam

‘Agni mile’ vuol dire ‘io adoro o venero la fiamma, Agni’. ‘Purohitam yagyasya’ vuol dire ‘il sacerdote, il sacerdote della casa, del sacrificio’. ‘Devam’ vuol dire ‘divino’, e ‘rtvijam’ è il sacerdote o ministro che celebra il sacrificio. ‘Hotaram’ è l’ ‘evocatore’ o l’ ‘invocatore’. ‘Ratnadha’ significa ‘colui che fonda o instaura il gioiello dell’estasi, la ricchezza interiore, il nettare’. ‘Tamam’ è il superlativo di ‘ratnadha’. ‘Ratnadhatamam’ è ‘colui che più di ogni altro raggiunge [establishes] l’estasi interiore’. In tal modo, il primissimo verso del Rig Veda dedicato ad Agni, recita così in traduzione libera:

O Agni, Ti adoro,

O sacerdote, o ministro divino

che celebra il Sacrificio divino

che è anche l’invocatore, l’Evocatore

che massimamente pone su di noi la ricchezza divina.

Vorrei dire che la traduzione non può mai far giustizia a queste parole sanscrite, sublimi e profonde. Io uso i termini inglesi ‘sacerdote’ [priest] e ‘ministro’ [minister], ma devo chiedere scusa per questo: queste parole inglesi mai potranno trasmettere il significato della parola ‘rtvik’, l’invocatore [invoker], l’Evocatore [Summoner] del Supremo, colui che celebra il sacrificio. Chiunque conosca il sanscrito e l’inglese sentirà immediatamente che c’è una grandissima distanza tra le parole sanscrite ‘rtvik’ e ‘hotaram’ e le parole inglesi ‘priest’ e ‘minister’, e così via…

Vorrei parlare un po’ di Agni nel suo ruolo di sacerdote. Egli è insieme tre diversi sacerdoti. Per primo è il sacerdote che prega, prega in vece nostra, in vece della coscienza della Terra; poi è il sacerdote che celebra, che assomiglia a quello che possiamo chiamare il sacerdote di una chiesa: celebra il sacrificio divino in vece nostra; nel suo terzo aspetto, Agni è il sacerdote che pone la ricchezza divina su di noi: in questo ruolo porta la nostra aspirazione all’Altissimo e porta giù il messaggio dell’Altissimo per noi. È come un Maestro spirituale che entra nell’ignoranza del suo discepolo, la porta su nel Più Alto, e poi porta giù la Pace, Luce, e Beatitudine di Dio. Il Maestro è un messaggero ed Agni anche gioca il ruolo di un messaggero: porta la nostra aspirazione umana all’Assoluto Supremo e porta giù Grazia Divina nell’umanità oscura e disperata.

Agni è molto spesso associato ad Indra. Nel Rig Veda a volte viene menzionato che Agni e Indra sono gemelli, ma quello che svolge i riti spirituali e i doveri religiosi con maggior successo è Agni. Alcuni Maestri spirituali dicono che Agni porta l’aspirazione umana al Più Alto in forma di Potere, mentre Indra porta giù Luce nell’ ‘atmosfera’ della Terra. Si muovono simultaneamente, uno va su e l’altro va giù.

Pieno di energia divina e vigore divino è questo Signore, Agni! Vedrete Forza di Volontà [willpower] illimitata dentro di lui ed intorno a lui; la forma dinamica di Agni a volte è associata a Rudra, il Terribile, con l’aspetto Tuonante del Supremo. Rudra ed Agni sono amici, stanno bene insieme; vediamo Rudra nel Dio Cosmico Agni, nel suo aspetto di Giustizia Dinamica [dynamic law].

Secondo la mitologia indù, Agni ha due facce, tre gambe, tre corpi, e sette braccia, a formare una svastica. Spesso è rappresentato con una barba rossa, denti d’oro, e una lingua fiammeggiante fuori dalla bocca… ma una persona spirituale, quando entra nel più elevato piano di coscienza, non vedrà mai Agni in questo modo; queste descrizioni non sono tutte reali, sul livello più alto: ma dobbiamo sapere che un artista vede Agni dal suo livello di coscienza, dal suo standard, e dipinge la coscienza che vede… alquanto interessante è che anche i saggi vedici che dicono di aver visto Agni, lo descrivono con due facce, una lingua fiammeggiante e così via: ma hanno visto una particolare forma di Agni che era il riflesso della loro crescita spirituale individuale.

Ognuno vedrà forme differenti degli Dei, a seconda della propria realizzazione individuale. Per esempio, quando qualcuno invoca l’aspetto del Potere di Agni, allora vede Agni nel mondo vitale con la lingua fuori e i capelli infuocati; ma un altro aspirante, che invoca l’aspetto benevolente del Dio, vedrà Agni come una divinità benigna, splendente, piena di Potere luminoso e compassionevole; un terzo aspirante, dopo aver commesso un serio errore morale sul piano fisico, pensando che il Dio sarà estremamente dispiaciuto con lui, trova la forma distruttiva e furibonda di Agni; ma il vero Agni, nella sua più alta coscienza, e nella sua ‘nitya rupa’, o forma eterna, apparirà innanzi al cercatore in una forma umana normale con due braccia, due gambe, e così via. Avrà un aspetto alto e molto bello.

La mitologia indiana dice che Agni nacque in Paradiso ed anche sulla Terra. Quando nacque in Paradiso, il messaggio fu portato giù sulla Terra dal messaggero cosmico, Matarisvan, che era non altri che Agni stesso mascherato; quando nacque sulla Terra, dice la leggenda, il Dio Agni venne alla luce magicamente quando due bastoncini vennero sfregati tra loro. Quando nasciamo da genitori umani non li mangiamo! Ma nel caso di Agni, secondo il mito, appena nato divorò i suoi anziani genitori.

La mitologia indiana è basata su una profonda vena di verità spirituale, ma questa verità è ricamata e velata quando è convertita in affascinanti storie e racconti, fatti per intrattenere una coscienza umana molto popolare. I Purana sono le epiche indiane antiche che dicono tutto degli Dei e Dee. Esprimono delle verità profonde rendendole accessibili alla coscienza umana ordinaria. La reale verità spirituale dell’episodio in cui Agni divora i suoi genitori è questa: quando venne alla luce, divorò l’ignoranza cosmica attorno a lui. La Terra è piena di oscurità, ignoranza, imperfezione, limitazione, legame, ed altre cose non-divine. I suoi genitori rappresentavano simbolicamente la coscienza della Terra; ma se pensate che lui divorò i suoi veri genitori, sarebbe una vera ingiustizia verso Agni, il Dio Cosmico!

Quando lo vediamo nel piano vitale, Agni ha sette braccia che formano una svastica. Quest’ultima [swastika in inglese -n.d.t.] è una vecchia parola sanscrita associata spesso ad Agni. Molti americani sanno solo che la svastica fu adottata dai nazisti divenendo il simbolo odiato del totalitarismo e dell’oppressione brutale; ma io vorrei dirvi che la svastica è uno dei simboli più antichi. È un simbolo occulto, usato in Oriente così come in Occidente; alcune organizzazioni spirituali, come la ‘Theosophical Society’ usano la svastica come parte del loro emblema. Cosa significa la svastica? Il significato essoterico [esteriore -n.d.t.] è fortuna, prosperità, e successo. Il significato esoterico [interiore -n.d.t.] della svastica è progresso interiore, raggiungimento interiore, traguardo interiore.

La svastica spesso è usata come punto focale di concentrazione, ma se non sai come concentrarti bene non ne avrai risultati soddisfacenti. Il simbolo viene disegnato in due modi: in Occidente è disegnato da destra a sinistra: con la figura centrale somigliante ad una zeta al contrario, e il braccio sinistro verso l’alto e quello destro verso il basso.

In India la figura centrale di solito è tracciata in modo esattamente opposto, come una zeta normale, e il braccio destro verso l’alto e quello sinistro verso il basso.

Non importa quale svastica usate per la concentrazione; ma se non vi concentrate nel modo corretto, sarà come guardare un’immagine qualsiasi. Dovete focalizzare totalmente la vostra attenzione sul punto in cui le linee verticale e orizzontale si incrociano, nel centro. Poi dovete sentire che questa è la sorgente, il seme, l’origine del vostro raggiungimento divino, mentre i bracci saranno ciò che crescerà dalla sorgente. Mentre vi concentrate sulla svastica, cercate di mantenere nella mente questo mantra massimamente illuminante del Rig Veda:

Agne naya supatha, raye asman

visvani deva, vayunani vidvan

yuyodhy asmaj juhuranam eno

bhuyistham te nama uktim vidhema

O Agni, O Dio del Fuoco,

guidaci lungo la giusta via

così che possiamo fruire dei frutti

delle nostre azioni divine.

Tu conosci, o Dio, tutte le nostre azioni.

O Dio, porta via da noi tutti i nostri

peccati della non-aspirazione e del legame e

distruggili.

A Te offriamo i nostri ossequi e preghiere,

ferventi e pieni d’anima,

li offriamo a te!

Il giusto sentiero è l’aspirazione del cuore.

La Compassione di Dio è la guida autentica.

I frutti delle nostre azioni divine sono Pace, Luce, e Beatitudine.

Il peccato è il sorriso del legame che limita se stesso.

Nelle nostre preghiere ed ossequi dimora Dio l’illuminante Salvatore.

Agni è amato da tutti, indipendentemente dall’età. A volte noterai che un signore anziano è amato [admired and adored] dai suoi colleghi, mentre le nuove generazioni trovano difficile apprezzare il suo genio: il vecchio e il nuovo non si apprezzano… ma nel caso di Agni non è così. Il secondo verso nel Rig Veda ci dice che Agni è adorato e venerato dai saggi antichi ed allo stesso tempo dai cercatori nuovi venuti; Egli può esaudire un bambino così come un ottuagenario; un bambino piccolo ha desideri, ma non ha la parola per esprimerlo, non ha cosciente aspirazione, i suoi desideri sono la sua aspirazione a tentoni e incosciente. Un anziano, un ottuagenario, sa che il desiderio è qualcosa che non lo appagherà; è solo l’aspirazione che potrà renderlo soddisfatto, cosicché nella sua vita usa consciamente l’aspirazione. Sia il bambino che l’anziano vogliono qualcosa che ora non hanno, il bambino inconsciamente e l’anziano consciamente.

La vera fine, la fine ultima, arriva grazie all’aspirazione cosciente. Non importa cosa vogliamo avere o vogliamo diventare, dobbiamo farlo utilizzando l’aspirazione, cosicché l’inizio e il finale hanno la stessa canzone in due forme diverse. L’inizio ha inizio inconsciamente per ottenere qualcosa di più appagante e più soddisfacente… il bambino, data la sua ignoranza, non usa i mezzi dell’appagamento in un modo divino, mentre l’adulto applica l’aspirazione in un modo appropriato per raggiungere la più alta Verità.

Per concludere, vorrei dire che Agni è il Dio della casa, nel senso che Agni è massimamente venerato nella famiglia, sia per appagare il desiderio, che l’aspirazione. Viene chiamato Griha Pati o Griha Swami: Signore della casa. È il Signore della casa, ed anche l’Ospite della casa. È l’Ospite supremo. I saggi sentirono la necessità di adorare Agni tutto il tempo, perché sentirono che non c’era fine alla loro aspirazione, e che Agni fosse la sola risposta per la loro aspirazione. Allo stesso tempo, realizzarono che la fiamma dell’aspirazione poteva essere accesa da Agni soltanto. Abbiamo bisogno di Agni per accendere le fiamme dell’aspirazione, e allo stesso tempo abbiamo bisogno di Agni per raggiungere la nostra più alta Realizzazione.

Agni non è mai vecchio. È sempre giovane e rinasce ogni giorno. Quando accendiamo la fiamma dell’aspirazione al mattino presto, Agni nasce. Poi, di nuovo, è il Dio più antico perché è il primo sacerdote menzionato nel Rig Veda:

O Fiamma! Forza Grande! O Guida! Tu raccogli intorno a te tutte le genti del mondo e le unisci! Ardi luminoso nel seggio alto della Rivelazione! Ci porti tutte le Ricchezze!

Agni è insieme aspirazione umana e rivelazione divina. Se volete ripetere in silenzio il nome Agni per alcuni minuti al mattino presto, sentirete la fiamma ascendente dell’aspirazione dentro di voi. Ripetete ‘Agni’ con tutta l’anima, con la massima devozione: sentirete la messe abbondante della Realizzazione divina dentro di voi.

Rudra

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Rudra è uno dei più importanti Dei vedici. Ci sono molti inni su Rudra nel Rig Veda, e tre di essi sono dedicati solamente a lui. Rudra è il supremo Guerriero, il divino Combattente, il Dio del Potere. Egli è ‘terribile’ dal punto di vista umano: è dinamico dal punto di vista divino. Nella concezione popolare della mitologia indiana, Rudra è il Dio della tempesta o il Dio del tuono. Si dice che crei il tuono con il braccio e che usi i fulmini dal cielo. Si dice anche che usi arco e freccia.

Rudra è strettamente associato ai Marut, i Figli Divini, che sono anche connessi con le forze naturali e con i cieli. Nella mitologia indiana, Rudra indossa una collana d’oro ed è adornato di costosi indumenti celesti. Si dice che le sue labbra siano molto belle e che i suoi capelli siano sempre intrecciati.

Rudra è il Signore del terrore, ma allo stesso tempo è il Signore della Compassione. Possiamo anche dire che Rudra è Shivam Shantam. Shantam è il Signore della Pace, il Signore che incarna la Pace, e Shivam è il Dio che incarna le qualità propizie. Secondo la tradizione, questo Dio, Rudra, non ha tempo per i morti: si occupa solo dei vivi, coloro che lottano, coloro che aspirano. Come Cristo disse di suo Padre: “Non è il Dio dei morti ma dei vivi”, così anche è Rudra.

Il desiderio umano ci fa sentire che l’ignoranza è il nostro destino. L’aspirazione divina ci fa sentire che la Realizzazione di Dio è il nostro diritto di nascita. L’ignoranza umana è dentro di noi, e fuori; con la sua energia dinamica, divina, è Rudra che ci libera da questa ignoranza, ed interiormente ci costringe a marciare verso la Luce, la Luce dell’Aldilà; egli fa questo in modo forse più forte che ogni altro Dio; può lavorare in ed attraverso di noi in modo del tutto convincente, quando noi portiamo in luce le nostre emozioni che elevano il cuore ed illuminano l’anima.

Quando invochiamo gli Dei Cosmici, avviene che qualche volta nella nostra preghiera ci sia molta insincerità [2]. In una certa misura gli Dei Cosmici sono indulgenti verso le nostre imperfezioni; ma questo particolare Dio, Rudra, non è mai, mai indulgente verso la debolezza umana. Quando un cercatore insincero fa sentire agli altri di essere un vero cercatore, Rudra distrugge la sua insincerità… ancora, se qualcuno è sincero nella sua vita spirituale ma esibisce falsa modestia dicendo di non praticare la spiritualità, in quel momento Rudra viene a distruggere la falsa modestia di quella persona, con uno scossone [jolt] divino, o con una percossa [blow] interiore. Molte persone adorano Dio per ricevere qualcosa, per poter soddisfare la propria aspirazione; pregano Dio per la Pace o la Gioia o il Potere; ma le persone in India che conoscono il grandissimo potere di Rudra, pregano a lui perché non gli faccia del male o non li distrugga. Le persone legate alla Terra sentono che quando Rudra è invocato, nel momento in cui la sua forza divina tocca le loro meschine debolezze umane, loro saranno distrutti. In realtà Rudra entra nei nostri cuori che aspirano con la sua forza [valour] dinamica, non per distruggerci ma per trasformare la nostra ignoranza. Quandunque c’è energia che aspira, Rudra è presente per offrire la sua forza indomabile ai suoi devoti umani.

Rudra guida la specie umana a marciare verso la divina perfezione. È la divina necessità di Rudra che lo spinge a fare questo lavoro.

Voi tutti sapete che l’India è stata vittima del sistema delle caste; il sistema delle caste fu iniziato con grande purezza e semplicità nell’epoca vedica; poi nell’uso durante le ere successive divenne pian piano sempre più non-divino ed ingiusto, finché oggigiorno è solo una patetica caricatura della sua gloria e verità originali.

Nel Rig Veda si parla della divisione delle caste originale: il bramino appartiene alla casta più alta, è il sacerdote e il sapiente, e conosce la filosofia vedica. Lo kshatriya è il guerriero, possiede indomabili qualità principesche. La parola ‘kshatriya’ non è menzionata nei Veda, lì la parola usata è ‘rajanya’, cioè il principe con qualità regali. Il vaishya è il mercante, mentre il sudra è il lavoratore e servitore. Agni, il Dio Fuoco, è della casta dei bramini; Indra e Varuna sono Dei kshatriya; Rudra e Maruts sono vaishya; e Pushan è un Dio sudra.

Il sistema delle caste ha dei vantaggi, ma abusando di esso, l’India ha creato una triste situazione. In accordo alla mia personale comprensione interiore, il sistema delle caste dovrebbe essere considerato un dono, da un certo punto di vista. Ogni casta può essere vista come una parte del corpo della società. Nel nostro corpo fisico ogni parte ha una funzione specifica, una propria capacità unica. Allo stesso modo, ogni parte del corpo della società ha un ruolo speciale. Il bramino è sviluppato nella spiritualità e nella mente, è l’insegnante della famiglia; lo kshatriya è il protettore ed amministratore della giustizia nella famiglia; il vaishya si occuperà delle necessità finanziarie e materiali della famiglia; ed infine il sudra servirà la famiglia. Se i quattro fratelli lavorano insieme, ci sarà abbondante pace, gioia, ed armonia nella famiglia; ma se non vanno d’accordo, naturalmente ci saranno interminabili litigi e malintesi. Se il fratello maggiore sente che perdere tempo a parlare ad un fratello sudra, che è ignorante della conoscenza vedica, sia al di sotto della propria dignità, l’armonia sarà distrutta. Se il fratello kshatriya si chiede perché mai debba offrire la sua capacità ed il suo valore al suo fratello bramino, che forse vive una vita di solitudine nella foresta, naturalmente se ne andrà per conto suo, ed inizierà il dissidio.

Sul piano spirituale queste quattro divisioni significano diversi piani di capacità spirituale, i gradini interiori dell’altezza spirituale. Questi piani spirituali corrispondono a loro modo ai livelli della capacità umana, chiamati caste qui sul nostro livello umano. Non tutti gli Dei sono grandi o elevati allo stesso modo, anche gli Dei hanno le loro posizioni nella gerarchia divina; ogni Dio ha il suo posto permanente; ma, inutile dirlo, un Dio Cosmico, anche se è della classe sudra, è infinitamente più elevato di un essere umano bramino.

Nel Rig Veda abbiamo un inno significativo, che dice che la Bocca di Dio è il bramino — o diciamo che il bramino è venuto direttamente dalla Bocca di Dio. Lo stesso inno dice che lo kshatriya viene dalle Braccia di Dio, il vaishya viene dalla Coscia, e il sudra viene dai Piedi.

Noi tutti conosciamo il principale mantra Gayatri; ma esiste un altro mantra Gayatri: il ‘Gayatri Rudra’. Non è importante come il vero Gayatri, che è offerto al Dio Sole [Sun-God], ma è comunque molto significativo. Recita così: “Meditiamo su Rudra, perché ci dia la Conoscenza suprema. Meditiamo su Rudra per energizzare la nostra vita e stimolare la nostra mente”. Questa è la preghiera che offriamo a Rudra. Chi vuol essere uno strumento scelto di Dio dovrebbe anelare [cry] a Rudra, perché è lui che ci libererà dall’imperfezione, legame, e limitazione.

Il mondo è per i valorosi, e coloro che sono valorosi sono già scelti dall’aspetto divino di Rudra. Spiritualità nel suo più puro significato è ‘accettazione della vita’. Se vogliamo trasformare il mondo, prima dobbiamo accettarlo. Quando siamo di fronte al mondo, ciò che vediamo all’inizio è imperfezione, e la nostra reazione immediata è un sentimento di abbattimento; ma il vero guerriero divino sente di essere indomabile, un antagonista perfetto dell’oscurità del mondo, perché sa che Rudra lo sta costantemente ispirando, ed aspirando in lui e con lui.

Rudra non vuole che neanche uno iota di forza non-divina rimanga dentro di noi. Egli ha Compassione in misura illimitata, ma la usa solo in forma di Luce; dove c’è Luce la Compassione regna; ancora, dove c’è Compassione c’è anche Luce. La Compassione di Rudra è la Compassione dell’unità. Rudra sente che se lui è perfetto, anche i suoi figli umani devono divenire perfetti. Sente che noi tutti possiamo essere perfetti, perché nella natura della nostra anima siamo già perfetti.

Siamo tutti cercatori della Verità infinita. Dobbiamo adorare Rudra, l’invincibile, non per paura o per dolori strazianti, ma per amore, devozione senza ego, ed abbandono [la parola ‘surrender’ si può tradurre anche ‘resa’ o ‘sottomissione’ -n.d.t.]. Rudra vuole instaurare il Regno della Verità e Perfezione qui sulla Terra. Si batte per creare il Regno della Verità in un mondo di falsità, il Regno della Perfezione in un mondo d’imperfezione.

Surya

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Surya è il Dio Sole, la divinità solare. È anche il Dio dell’illuminazione e della liberazione. Nella mitologia indiana Surya indossa vestiti d’oro e il suo carro è trainato da un destriero oppure da sette giumente.

Surya il Dio Sole è estremamente importante e significativo nella nostra vita spirituale, anche se ci sono pochissimi inni dedicati a lui: solo dieci inni sono offerti al Dio Sole nei Veda, rispetto ai più di duecentocinquanta offerti a Indra.

Si dice che il Sole fisico che vediamo, sia l’occhio degli Dei Agni, Varuna, e Mitra. Il Sole è la manifestazione fisica della Luce spirituale di Agni e di questi altri due Dei Cosmici.

L’alba è l’annunciatrice di Surya. In sanscrito ‘alba’ è chiamata ‘usha’, o ‘ahana’. Usha è la Dea dell’alba. Ella invoca la presenza del Dio Sole, e quando Surya appare, sembra che la segua; il Dio Sole ha illimitato amore divino per la Dea Usha; vuole offrirle tutta la sua divinità interiore, e lei la riceve con gioia.

Il Sole è molto molto lontano dal nostro pianeta Terra: quando osserviamo il Sole da qui vediamo un piccolo disco, ma sappiamo quanto luminoso e vasto sia in realtà… allo stesso modo, il Sole interiore, il Sole che abbiamo profondo dentro di noi è molto lontano da noi, e sembra molto piccolo e insignificante; ma quando ci avviciniamo al nostro Sole interiore siamo illuminati e trasformati, ed entriamo nell’effulgenza della Luce trascendentale.

Ogni essere umano ha un Sole interiore. Il Sole fisico lo vediamo tutti i giorni ma la maggior parte delle persone non vede neanche una volta nella vita il Sole interiore, il Sole della divinità che abbiamo dentro di noi. Comunque se dicessi che ogni individuo è benedetto con un solo Sole interiore mi sbaglierei: i cercatori spirituali avanzati hanno più di un Sole spirituale, e il Maestro spirituale, nella sua più alta Coscienza trascendentale possiede il Sole esteriore ed innumerevoli Soli interiori: egli è il possessore dell’intero universo.

Chi è sul sentiero della spiritualità, vedrà il suo Sole interiore. Alcuni di voi ne hanno già avuto una fugace visione; alcuni di voi l’hanno visto per un fugace secondo, ma non sono stati in grado di riconoscerlo come ‘Sole interiore’ [probabilmente qui Sri Chinmoy sta parlando a suoi discepoli -n.d.t.]. Ma verrà un giorno in cui vedrete pienamente il vostro Sole interiore in tutta la sua Gloria trascendentale, e sarete inondati di Luce celestiale. Poi, durante la vostra crescita nella vita spirituale, svilupperete più di un Sole interiore.

Il Sole interiore si muove: ecco perché la Luce interiore si muove ed illumina; ma di nuovo, il Sole interiore può restare immobile e silenzioso; quando il Sole interiore è immobile, anche noi siamo silenziosi. Ecco perché nell’Isha Upanishad, una delle più famose Upanishad, abbiamo una descrizione di qualcosa che si muove ad allo stesso tempo non si muove:

Tad ejati tan najiati…

“Esso si muove e non si muove.

Esso è lontano ed esso è vicino.

Esso è dentro ed esso è fuori”.

Il Dio Sole è anche il Dio del volo, e svolge questo compito come un bellissimo uccello. Le ali del Dio Sole coprono il tempo e lo spazio. Nel Rig Veda c’è un inno significativo che recita: “Le stelle agiscono come ladri, quando vedono il Sole fuggono, perché hanno paura dell’infinita effulgenza del Sole”. C’è un altro inno che è un invito alla sera, la sera invita il Sole a tramontare dicendo: “Fratello, hai lavorato sodo per tutto il giorno: ora riposati”. In tal modo, quando la sera fa una fervente richiesta al Dio Sole di andare a riposarsi, la notte appare.

Dal Sole venne in essere la Creazione. Il Sole è il Creatore che ha creato qualcosa senza inizio né fine. Un grande Maestro disse una volta: “Se l’inizio proviene da alcunché, non può essere un inizio. L’inizio non può provenire da nulla”. È vero; ma nella vita spirituale conosciamo due parole importanti: ‘purusha’ e ‘prakriti’. Purusha e prakriti sono sempre senza nascita e senza fine. Nel tredicesimo capitolo della Bhagavad Gita, Sri Krishna rende molto chiaro che prakriti e purusha sono entrambi senza inizio. Purusha, l’Essere Trascendentale primordiale, insieme a prakriti, l’Energia assoluta, crearono sia l’eterno che il temporale.

Nel Rig Veda impariamo che l’esistenza venne dalla non-esistenza… cosa significa non-esistenza? Se pensiamo che non-esistenza significhi ‘nulla’, ci sbagliamo. Non è qualcosa che non è mai esistito. La non-esistenza è qualcosa che non possiamo vedere ad occhio nudo, qualcosa che è al di là della nostra comprensione terrena. Quando il nostro terzo occhio sarà in nostro pieno controllo, vedremo la non-esistenza come qualcosa che non ha ancora preso una forma e sostanza compiuta nel mondo esteriore. Quando prende una forma compiuta, diviene possibile e fattibile per noi vederla ed usarla nella nostra vita quotidiana.

Tutti noi vogliamo fare il bagno nel mare della luce del Sole. La luce del Sole esteriore ci darà purificazione; la Luce del Sole interiore ci darà Illuminazione. Quando vogliamo fare il bagno nell’acqua ci servono una saponetta ed un asciugamano, ma quando facciamo il bagno di Sole queste cose non ci servono. Quando facciamo il bagno nel Sole interiore, ci serve una sola cosa per soddisfare tutte le nostre necessità interiori: la Gratitudine piena di lacrime della nostra anima. Quando offriamo la Gratitudine piena di lacrime della nostra anima al Supremo, o quando entriamo nella Gratitudine piena di lacrime della nostra anima, possiamo facilmente bagnarci nel mare della Luce interiore.

Il Sole che vediamo nel cielo è sempre bellissimo. Il giorno sorge e noi vediamo bellezza ovunque. Guardiamo il Sole e riceviamo ispirazione. Dio la Bellezza, il Dio Sole, viene da noi al mattino in forma di ispirazione. Il poeta è ispirato a scrivere poesie dolci e profonde, il musicista è ispirato a comporre splendida musica, persone che vanno al lavoro in tanti campi diversi, tutti ricevono ispirazione in abbondanza dal Sole, per riuscire a portare a compimento i loro doveri quotidiani.

Il Dio Sole viene da noi a mezzogiorno come aspirazione dinamica. Dobbiamo svolgere il lavoro quotidiano, dobbiamo soddisfare le nostre necessità esteriori così come le nostre necessità interiori: il Sole interiore viene da noi con le sue fiamme ardenti a darci la volontà potente, soulful, dinamica, la quale accelererà la nostra evoluzione interiore e manifestazione esteriore.

Il Dio Sole viene da noi alla sera in qualità di realizzazione. Il Sole tramonta e la purezza regna suprema dappertutto. La natura si riposa, Madre Terra aspira, e tutto è pace e amore, dentro e fuori. Con la sera viene la realizzazione, nel momento in cui il Dio Sole ci offre il completamento della sua ricchezza. Quando scende la realizzazione, il ruolo dell’ispirazione e aspirazione finisce.

Nei Veda ci sono migliaia di mantra; ‘mantra’ è una parola sanscrita che significa ‘incanto’. Un mantra può essere una sillaba, una parola, un nome, o una frase o due… quando pronunciamo il mantra con tutta l’anima, siamo trasportati al settimo cielo di delizia celeste. Ci sono migliaia di mantra, ma c’è un mantra che resta tra i più significativi, e quel mantra è il mantra Gayatri. Troviamo questo mantra in tre Veda: il Rig Veda, il Sama Veda, e l’Atharva Veda. Questo mantra è anche un raga [elemento teorico del sistema musicale indiano -n.d.t.] massimamente sublime. Ora vi offrirò questo particolare mantra: perché? C’è un motivo speciale. Prima vorrei intonarlo e poi vi dirò il significato.

Aum bhur bhuvah svah

Tat savitur varenyam

Bhargo devasya dhimahi

Dhiyo yo nah prachodayat

Questo è il mantra Gayatri. Molti compositori l’hanno messo in musica. Il suo significato è: “Contempliamo sulla Luce massimamente brillante della divinità-Creatrice, il Dio Sole, per raggiungere la comprensione interiore, per illuminare la nostra intelligenza in modo da stimolare la nostra comprensione, per trasformare la nostra coscienza legata alla Terra nella Luce illimitata del Sole interiore, il Dio Sole”.

In India, nelle prime ore del mattino, i bramini ed i cercatori della più alta Verità, con mani giunte, guardano il cielo appena il Sole sale sopra l’orizzonte, ed offrono questa preghiera al Dio Sole. Cantano questo mantra centinaia di volte con la massima pienezza d’anima, per l’illuminazione interiore. Potete immaginare il quadro se camminate lungo il Gange e vedete i bramini indiani ed i cercatori dell’infinito pregare al Sole con mani giunte, per l’illuminazione interiore. Ripetendo questo mantra, centinaia e centinaia di cercatori hanno raggiunto la perfezione spirituale. Se riuscite a ripeterlo con tutta l’anima per migliaia di volte senza fermarvi, otterrete necessariamente almeno uno iota di illuminazione interiore; ma dev’esser fatto con la massima soulfulness e non come un bambino che impari qualcosa in modo meccanico.

Il Sole è l’anima dell’universo. L’anima non ha nascita né morte.

Na jayate mriyate va kadacin…

“L’anima non nasce mai e non muore mai. Non ha inizio, non ha fine, non ha passato, non ha presente, non ha futuro”.

Questa è l’anima.

Vasangsi jirnani yatha vihaya…

“Il fuoco non può bruciarla, l’acqua non può bagnarla, il vento non può asciugarla, le armi non possono trapassarla…”.

Questa è l’anima.

Il Dio Sole ci dà la conoscenza e la saggezza. Il Dio Sole ci libera dall’ignoranza pullulante e dall’oscurità impenetrabile: perciò dobbiamo invocare il Dio Sole. Avidya significa ignoranza. Vidya significa conoscenza. Vidya e Avidya sono collegate: prendiamo l’ignoranza come una spina: una spina ci è entrata nel piede, ora prendiamo un’altra spina, la conoscenza, per rimuovere la prima spina. Quando togliamo la prima spina con l’aiuto della seconda spina, possiamo dire di essere entrati nel reame della morte e di averlo conquistato. Una volta tolta la spina, non ci servono né la spina che è entrata nel piede, né quella che abbiamo usato per rimuoverla: in quel momento andiamo oltre la conoscenza e l’ignoranza, ed entriamo nel dominio dell’estasi della Saggezza.

Ci sono due tipi di conoscenza: la conoscenza esteriore e la conoscenza interiore; la conoscenza esteriore ci può parlare della vita spirituale, la vita interiore; ma questa conoscenza esteriore non è uguale alla conoscenza interiore. La conoscenza esteriore ci dice che c’è un Dio, che se seguiamo la vita spirituale Lo Realizzeremo, e che se meditiamo su Dio avremo Pace, Beatitudine, Potere, Delizia, e così via… ma la conoscenza esteriore non può andare più in là di questo. Ma se entriamo nei più profondi recessi del nostro cuore, sorge la conoscenza interiore. Quando sorge la conoscenza interiore, automaticamente e spontaneamente assaporiamo il nettare divino, ‘amrita’, e tale nettare divino è Immortalità.

La luce del Sole e il Dio Sole non possono essere separati. Così come Dio il Creatore e Dio la Creazione non possono essere separati, anche il Dio Sole e la luce del Sole non possono essere separati. Ecco che nei Veda vien detto:

Surya jyotir jyotir Surya…

“Il Dio Sole è Luce, la Luce è il Dio Sole”.

Qui Surya non è il Dio vedico Surya: qui Surya significa il Dio Supremo. Allo stesso modo la nostra aspirazione e la nostra Realizzazione non possono venir separate. Oggi noi stiamo aspirando, domani saremo Realizzati. Quando siamo tutti Realizzati, vedremo che la nostra aspirazione e la nostra Realizzazione sono assolutamente inseparabili.

Ganesha

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Un altro nome di Lord Ganesha è Siddhidata. Lo chiamiamo anche Ganapati. Ganesha ha moltissima Conoscenza. Appaga la nostra aspirazione e i nostri desideri. In India preghiamo per primo al Signore Ganesha, diciamo: “Aum dakshine Ganeshaya namah”: “Ci inchiniamo al Signore Ganesha che dimora nel Sud”.

Ganesha aveva un fratello minore, Kumara, il Dio della Guerra [the war god]. Questi era l’eroe e il comandante degli Dei. La storia narra, che sia Ganesha che Kumara dicevano l’uno all’altro: “Io ho più Conoscenza di te!” La loro madre era Parvati, o Durga come viene chiamata in un aspetto differente. Ella decise di verificare chi dei due aveva più Conoscenza, e disse: “Vediamo chi è il più grande. Io mi siederò qui. Chi di voi riesce a fare il giro del mondo e tornare qui per primo, è il più grande”.

Immediatamente Kumara si alzò e corse via. Viaggiò molto, molto a lungo sul suo mezzo di trasporto, che era un pavone. Poverino, Dio solo sa quanto gli ci volle per fare il giro del mondo! Quando stava per raggiungere sua madre, vide suo fratello ancora seduto ai suoi piedi. “Ma guardalo”, si disse, “non ha neanche cominciato il viaggio, mentre io l’ho quasi completato!”

Proprio quando Kumara stava per dichiarare: “Eccomi madre, sono il vincitore!” Ganapati semplicemente si alzò e camminò attorno a sua madre. La madre disse: “Ganesha sa che sua madre è l’intero universo!” Il povero Kumara non aveva realizzato questo, pensava che sua madre fosse una persona ordinaria. Ganesha è il vincitore!

Shani

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In India abbiamo un Dio molto importante chiamato Saturno. Lo chiamiamo anche Shani. Agli altri Dei Cosmici preghiamo: “Dacci ricchezza, dacci successo…” Nei diversi giorni della settimana adoriamo i pianeti, le stelle, e le divinità cosmiche, perché vengano a noi con la loro abbondanza interiore ed esteriore.

Ma a questo particolare Dio diciamo: “O Shani, non fare caso a noi! Non portare il tuo sguardo su di noi!” Noi preghiamo che questo Dio non venga nella nostra casa e che non faccia caso a nessuno dei nostri cari in famiglia. Perché? Quando questo particolare Dio guarda ad una famiglia, immediatamente accade qualcosa di brutto. Quando Saturno viene nella nostra famiglia, sul piano fisico ci sarà qualche calamità: i nostri cari moriranno, perderemo dei soldi, o accadrà qualche catastrofe… Ecco perché in India diciamo “non venire!”

Dobbiamo sapere che è solo il nostro desiderio umano a pregare in questo modo. La nostra aspirazione divina non potrebbe mai far questo. La preghiera umana vuole possedere ed essere posseduta dal mondo, dai suoi parenti, e dai suoi cari.

Questo è il nostro desiderio umano… Ma Shani viene e ci dà la rinuncia; crea le condizioni delle avversità umane e ci impone l’austerità. Porta finanche via da noi le persone più care. Gli esseri umani ordinari troveranno difficile abbracciare questo tipo di privazione… ma quando un cercatore vuol raggiungere Il Più Alto, chiede a Shani e Rudra (un altro Dio Cosmico) di accelerare il viaggio verso la Meta Trascendentale. Prega perché facciano il loro lavoro divino e taglino tutti gli attaccamenti. Shani e Rudra vogliono che noi ci liberiamo dalle maglie dell’ignoranza: ecco perché anelano costantemente alla perfezione in ed attraverso di noi. È precisamente perché ci piace vivere nell’ignoranza, che noi esseri umani abbiamo paura di Rudra e Shani.

In accordo alla tradizione indiana, c’è uno speciale ‘sabato’ [saturday]; saturday è ‘saturnday’, in cui invochiamo Saturno e lo lodiamo prima di mangiare. Preghiamo: “Per favore non venire, non venire. Per favore non venire mai a casa nostra. Ecco perché ti preghiamo”. Quando il giorno è passato, quando sentiamo che non verrà da noi, prendiamo come ‘prasad’ un particolare tipo di riso grezzo, mescolato con latte, banana, e cocco. Ma qui, siamo tutti cercatori. Preghiamo a lui di darci la liberazione e di liberarci dall’attaccamento. Quindi lo invocheremo nel suo aspetto più alto.

La Madre Divina

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La Madre Divina è il Divino nel suo aspetto femminile. Molto spesso diciamo che è più facile compiacere nostra madre che non nostro padre, nel mondo fisico. Questa verità si applica anche al mondo spirituale. È vero che la madre e il padre fanno ogni cosa consultandosi reciprocamente… ma è più facile per un aspirante compiacere la Madre Divina o un aspetto della Madre Divina che non compiacere Purusha, l’aspetto maschile del Signore Supremo.

Ci sono quattro aspetti più importanti, della Madre Divina. Da un punto di vista, proprio come non possiamo separare il nostro braccio destro dal nostro braccio sinistro, non possiamo separare i differenti aspetti della Madre Divina, o una Dea dall’altra… ma da un altro punto di vista, possiamo dire che tali aspetti differenti della Madre Trascendentale svolgono funzioni differenti.

Maheshwari

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O Altezza al di là delle altezze,

o Profondità al di là delle profondità, Tu sei!

Madre della Luce suprema!

Noi non sentiamo il tuo fiammeggiante respiro di Volontà.

Per radere al suolo i nostri milioni di bugie,

per rivelare il compito cosmico dello Spirito

la Tua vasta apocalisse

in segreto risiede nel crepuscolo della nostra natura.

O Regina dello zenit non-visto!

Il Gioco della Morte finisce dentro di Te.

Il Sole, il tuo figliolo d’oro,

discende sopra la nudità del mondo.

[Questi versi, e quelli dei capitoli successivi, sono tradotti dall’inglese perdendo numerosi significati: in inglese molte parole hanno un significato per così dire ampio, non racchiuso da una singola parola corrispondente in italiano. -n.d.t.]

Il primo è l’aspetto dell’immensità, vastità, e profondità, chiamato Maheshwari. ‘Maha’ significa grande ed ‘Ishwari’ vuol dire ‘Dea’. Quindi Maheshwari è ‘la grande Dea’, ‘la grande Madre’. Maheshwari ha un altro nome, che ci è molto familiare: Durga. Gran parte dell’India pratica l’adorazione di questo aspetto della Madre Divina; quasi tutti i giorni Durga combatte per stabilire la Verità Divina qui sulla Terra. Quando Sri Ramachandra fu coinvolto in un terribile combattimento contro il demonio Ravana, pregò a questa particolare Dea: Durga fece discendere le sue più alte benedizioni sulla testa e sul cuore devoto di Sri Ramachandra, e questi vinse la battaglia.

Mahakali

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O Madre Fuoco! La tua comprensione dall’occhio di tempesta

tormenta il mio fato senza occhi.

Di fronte a me risplendono tutte le meravigliose vie

della Tua Porta immortale.

Il volto dell’estasi svela il tuo rintocco.

Tu sei impareggiabile per sempre

nel fare in modo che noi raggiungiamo la Cima sconosciuta,

il Cuore dell’Uno che tutto abbraccia.

La sorgente del Potere risiede ai Tuoi Piedi.

La Tua danza cosmica del Mezzodì

getta rapida sulla Terra ondate di nettare,

di Lune bianche come la neve e pure come il fuoco.

In un altro aspetto, la Madre Divina è chiamata Mahakali. In questo aspetto, è la Madre Guerriera che combatte incessantemente contro le forze ostili, contro l’imperfezione, la limitazione, il legame, e la morte umani; allo stesso tempo è tutta Compassione per i cercatori sinceri. In tutti i Suoi aspetti divini, la Madre Trascendentale è piena di Compassione, ma in questo aspetto ella è senza dubbio la Madre della Compassione celeste. Mahakali ha più Compassione degli altri, perché non permette a nessuno di coltivare l’imperfezione nel piano fisico, nel piano vitale, nel piano mentale, o in alcun altro piano. È la Sua infinita Compassione che libera l’uomo dai ceppi dell’ignoranza.

Da un lato Kali sembra assolutamente terrificante, feroce, quando scende al piano vitale dell’ignoranza umana; ma dall’altro è molto molto compassionevole. Versa lacrime amare quando vede che qualcuno sguazza nei piaceri dell’ignoranza invece di cercare di trascendere le sue limitazioni, ignoranza, oscurità, e morte: cosicché combatte i nostri nemici per noi.

Mahakali è la Madre dell’aspirazione. La Sua preferenza è l’Altezza, la più alta Altezza Trascendentale. Se è soddisfatta di un cercatore, porterà immediatamente quel cercatore alla più alta Altezza Trascendentale.

È anche la Madre della velocità più elevata; ha la capacità di accelerare il progresso del cercatore in un batter d’occhio; porta l’aspirante alla sua Meta infinitamente più velocemente che gli altri Dei e Dee Cosmici; in un singolo giorno può dargli il progresso che altrimenti avrebbe compiuto in cinquanta o sessant’anni. Chi vuol fare veloce progresso nella vita spirituale, e chi vuol raggiungere la perfezione spirituale più velocemente possibile ha bisogno dell’assistenza, dell’aiuto, della guida, e della protezione di questa particolare Dea per la speciale Grazia.

Kali esercita spesso questo potere dinamico della trasformazione, ma lo fa solo per coloro che hanno illimitata ed implicita fede in Lei, per coloro che sentono di poter essere costantemente eroi divini, dedicati a soddisfare la Sua causa qui sulla Terra. L’obiettivo dei devoti-eroi della Madre Kali dovrebbe essere il Suo appagamento qui sulla Terra.

Questa Madre chiede assoluta sincerità, purezza, e concentrazione nella coscienza di coloro che vogliono adorarla ed esserle devoti. Solo a queste condizioni accetterà un devoto: non ha tempo per i cercatori insinceri. Ci sono altri Dei e Dee, specialmente la Dea Lakshmi, che tollera l’insincerità… attendono, con il loro Amore e Compassione, i cercatori che sono sinceri solo a metà; ma Kali è molto severa e non farà questo. Lei vuole immediatamente assoluta sincerità e purezza, solo allora porterà qualcuno alla Più Alta Dimora Trascendentale del Supremo.

Il colore oro puro, che rappresenta la Manifestazione Divina, è il vero colore di Madre Kali. Nel piano più elevato è completamente color oro, anche se molte raffigurazioni la mostrano nera: appare spesso nera perché è entrata nei mondi vitali degli aspiranti che sono ancora impuri ma che vogliono essere purificati per poter trasformare la loro coscienza. Quando vede che un aspirante è veramente sincero e dedicato, entra nel suo vitale e distrugge i movimenti del vitale inferiore [3] che devono essere distrutti, e trasforma tutto ciò che può essere trasformato, in più alti aspetti della divinità.

Sono certo che la maggior parte di voi ha udito del grandissimo Maestro spirituale Sri Ramakrishna: la Dea Kali era la sua Madre Divina, colei che lui venerava e adorava; è con Madre Kali che lui stabilì la sua Connessione ed Unione ultima, trascendentale. Una volta la consorte di Sri Ramakrishna, Sarada Devi, vide che non c’era differenza tra Madre Kali e suo marito (che era chiamato anche Thakur) e disse: “Dov’è Kali? Chi è Kali se non Thakur!”

Per quanto mi riguarda, io considero Kali come la mia più cara Madre. Questo aspetto del Divino mi è molto caro. In India tutte le famiglie senza eccezione hanno un Dio di famiglia, e quello della nostra famiglia è Kali.

Madre Kali è la consorte di Lord Shiva. Il Signore Shiva è l’aspetto silenzioso della Realtà Trascendentale, e Madre Kali è l’aspetto dinamico ed attivo della Realtà Trascendentale. Se pensiamo a Shiva e a Kali con la nostra mente umana ordinaria, li separiamo; ma se li guardiamo con il nostro occhio interiore, vediamo che sono insieme. La Verità è completa, e noi siamo appagati, quando l’aspetto dinamico e l’aspetto silenzioso funzionano insieme. Dio nel Suo Aspetto femminile, Dio la Madre, è Mahakali. Dio nel suo aspetto maschile, Dio il Padre, è Lord Shiva.

Chi in Occidente vuole il Potere, ma non sente affinità con le Divinità o Dee indiane, può invocare direttamente l’aspetto del Potere di Dio: Dio il Potere. Egli ha Compassione, ha Amore, ha tutto. Così se preghiamo a Dio il Potere, il Potere invincibile, avremo le stesse benedizioni che potremmo avere da questa particolare Dea.

In una delle nostre Upanishad è menzionato che la Verità Ultima è: “Quello che è lontano e che allo stesso tempo è vicino. Quello che si muove e che non si muove. Quello che è dentro e che è fuori”. È dentro e fuori. Quando la nostra coscienza interiore è pienamente risvegliata, vediamo che se qualcosa è dentro, quella stessa cosa dev’essere anche fuori. Se abbiamo piantato un seme, germinerà e ci sarà un albero: se la Verità è già lì, dentro, allora la Verità dev’essere manifestata, presto o tardi, fuori.

Mahalakshmi

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Madre del rapimento, è di Te che ci impossessiamo!

Ora i nostri occhi di lacrime sorridono in Te.

Per spegnere la nostra sete, il Tuo Amore di rubino,

il Tuo Potere, stringiamo a noi, dal Tuo mare-di-silenzio.

Così vicina sei, o Madre Aurora!

In Beatitudine, per rispondere al richiamo bianco come la Luna.

Un mondo di quiete sublime è il Tuo Sogno.

In Te solo è il Tutto d’oro.

Innanzi a Te freme la battaglia della Notte.

La Tua Grazia suprema è l’Anima della Natura.

In noi hai piantato i semi immortali;

la Tua Gioia trasporterà la meta del nostro trionfo.

La terza Dea o aspetto della Madre Divina è Mahalakshmi. Come vi ho detto, ‘Maha’ vuol dire ‘grande’ e ‘Lakshmi’ è un aspetto della Madre, che rappresenta Bellezza, Incanto [charm], Dolcezza, Armonia, e Pace. Queste sono le Sue qualità principali. È la Madre che lavora per portare Armonia divina in ogni aspetto della vita. Questa Madre dimostra infinita pazienza, quando Mahakali non ne mostrerebbe. Kali non tollererà nessuna riluttanza, nessuna lentezza, nessuna debolezza, nel devoto… naturalmente dimostra Compassione illimitata quando dona la sua Velocità, ma chiede ai suoi devoti di rispondere a tale Compassione; è costantemente pronta ad offrirci le Sue più alte Benedizioni, ed a sollevarci in alto, più in alto, il più in alto, fino alla Coscienza Trascendentale, ma noi anche dobbiamo esser pronti a partire [jump] con Lei, correre con Lei, volare con Lei! Questo è ciò che Madre Kali chiede. Ma Madre Lakshmi ha infinita Pazienza; dice: “Se i miei bambini vogliono andare piano, possono andare in modo lento e costante. Li guiderò infallibilmente”. Questo è ciò che sente Mahalakshmi.

Mahalakshmi è per tutti. È per ogni anima individuale, che l’anima aspiri o meno. Vuole Armonia, Luce, Bellezza, Dolcezza, e Splendore, pieni di Pace, in ogni individuo. Queste sono le qualità del cuore, e Mahalakshmi le incarna in misura infinita. I Suoi devoti vogliono sentire la loro unità con il mondo e diventare il mondo; dentro al mondo vogliono stabilire la divina Armonia, la divina Luce; sono pronti ad attendere per questa trasformazione anche se non si verifica in questa vita… Ma i discepoli di Kali non hanno tempo di aspettare, non sono soddisfatti solo con l’Armonia e la Bellezza nelle loro vite: vogliono solo il più alto Assoluto. Sono interessati solo alla più elevata Altezza; i devoti di Mahalakshmi non possono far progresso in modo veloce come i devoti di Kali.

*Mahasaraswati

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Il Tuo Cuore del Fuoco della musica

annulla la nostra sonnolenza,

il nostro viaggio non finisce.

La Tua Pazienza sconosciuta, tutte le anime

dovrebbero imparare da Te

per marciare attraverso terre immortali.

Noi feriamo il supremo arabesco, del Tuo Cuore,

fatto di Beatitudine.

Mai compresa è la Tua Verità.

Le radici afflitte delle nostre maschere assimilano la Tua Grazia;

in Te è l’arazzo della Verità.

Tutte le parole cieche d’ignoranza s’immergono

nella Tua Luce,

o Regina del sigillo della Perfezione!

La Tua nascita di Tradizioni supreme, dentro di noi s’infiamma

e ci rende eterni, liberi.

Il quarto aspetto della Madre divina è Saraswati, o Mahasaraswati. Maheshwari è la Madre dell’Immensità, Mahakali è la Madre dell’Aspirazione, e Mahalakshmi è la Madre della Dolcezza, Bellezza, Fragranza, e Armonia. Ma Mahasaraswati è la Madre della Perfezione, Conoscenza, e Saggezza. Quando camminiamo sulle strade della mente nel momento in cui iniziamo il nostro viaggio [di ricerca spirituale -n.d.t.] nel mondo mentale, la prima cosa che facciamo è invocare questa Madre, Mahasaraswati. Con la Sua Benedizione iniziamo il nostro viaggio mentale, ed in tutta la nostra vita mentale ed intellettuale portiamo con noi la Sua Benedizione più dolce, più elevata. Perfetta Perfezione ella chiede ai suoi devoti.

Questa Madre è una Musicista Cosmica, una Musicista superlativa. Suona la vina [strumento indiano a corde pizzicate -n.d.t.], e mentre suona offre Delizia Trascendentale a Brahma. Brahma è il Creatore e Saraswati è la Sua Consorte.

Ogni Dio e Dea ha un nome segreto, speciale. Noi chiamiamo questo nome segreto il ‘suono-seme’. Ogni Dio e Dea Cosmico ha adottato un suono speciale, per poter appagare il Gioco Cosmico di Dio. Il suono-senza-suono di Dio sappiamo essere ‘anahata’. La vita esteriore è un libro aperto, ma la vita interiore è una vita segreta, una vita di dolcezza e delizia divina; sappiamo che Lord Krishna ha centinaia di nomi nel mondo esteriore: Krishna, Gopal, ed altri; ma nel mondo interiore, per i suoi devoti, ha un nome spirituale, o suono-seme. Tale suono-seme è ‘Kling’. Se riusciamo a dire Kling con la massima forza e con tutta l’anima, da questo suono-seme la Gioia divina, l’Amore divino, e la Bellezza divina di Krishna, possono essere viste e sentite dentro il nostro cuore.

Il suono-seme di Kali è ‘Kring’. Potete ripetere “Kali, Kali, Kali” ma i cercatori sinceri che vogliono fare il progresso più veloce, dovrebbero ripetere Kring con molta forza. ‘Kali’ potete dirlo delicatamente, ma se dite ‘Kring’ delicatamente, non avrà effetto. Dovete dire Kring con grandissima forza [tremendous power], così da sentire che il vostro intero essere vibri con il suono che state producendo dal cuore; in quel momento Madre Kali si porrà immediatamente di fronte a voi con il suo illimitato Potere, illimitata Compassione, e più alta Velocità, per aiutarvi a raggiungere la Meta. Naturalmente, cercate di portare in luce il vostro aspetto divino dinamico nel momento in cui ripetete [chant] il mantra. Quando usate questo mantra non dovete avere qualità non-divine dentro di voi. Se la ripetizione è perfetta, immediatamente il risultato sarà dei più potenti e pieni d’anima.

Poi, se volete invocare il suono-seme di Maheshwari, potete dire ‘Hring’ con tutta l’anima.

Il suono-seme di Lakshmi è ‘Sring’. Se volete Bellezza divina, Bellezza cosmica, Bellezza interiore, Armonia interiore, dovete invocare Mahalakshmi. Se volete Perfezione, Pazienza, Saggezza interiori, e Luce interiore per tutto ciò che fate, per questo dovete invocare Saraswati. Il Suo suono-seme è ‘Ohing’.

Queste quattro Dee rappresentano i quattro principali aspetti della Madre Divina, le Sue quattro Forme Trascendentali. Questi quattro aspetti sono per tutti i cercatori divini, e se un cercatore lo vuole, può invocare tutti e quattro gli aspetti allo stesso tempo… ma di solito i cercatori individuali si avvicinano ad un solo particolare aspetto della Madre Divina.

Potete dire che ogni individuo possiede il suo modo specifico di avvicinarsi alla Meta, o che ha una certa connessione con uno di questi aspetti di Dio. Se adoriamo l’aspetto particolare che è giusto per noi, avremo molto successo nella vita; ma se ci manca Perfezione e preghiamo per la Dea sbagliata, ci vorrà solo più tempo per noi per raggiungere ciò di cui abbiamo bisogno.

È vero che possiamo raggiungere Dio attraverso la nostra aspirazione ed ottenere Perfezione, Potere, Conoscenza, ed ogni cosa… ma la nostra capacità è molto limitata, e spesso non possiamo, o non osiamo, ottenere tutto. Se sentiamo che qualcosa è affine alla nostra natura e soddisferà la nostra anima o nutrirà la nostra fame interiore per il futuro, allora dovremmo pregare ad un particolare aspetto di Dio.

Se vogliamo immensità, dobbiamo pregare Maheshwari; se vogliamo raggiungere Il Più Alto più velocemente possibile, dobbiamo pregare Mahakali; se vogliamo portare Bellezza ed Armonia nella nostra vita, dobbiamo pregare Mahalakshmi. Se vogliamo Perfezione in tutti i dettagli in tutto, dobbiamo pregare Mahasaraswati… Ma qualunque strada un cercatore preferisca, alla fine del suo viaggio vedrà, nel profondo, che ha appagato tutti questi quattro aspetti della Madre Divina.

FINE DEL LIBRO

Responsabile della traduzione: Stefano